L’annuale report dell’Università ‘La Sapienza’ e di ‘Italia Oggi’ ci consegna una città che arretra di ben 24 posizioni, una manna dal cielo per dare sostegno alle critiche nei confronti del sindaco e dell’amministrazione pentastellata
Ci hanno pensato, per primi, i democratici Lauretta e Calabrese, nella serata di domenica 27 novembre, a inondare i social di contumelie all’indirizzo della sedicente rivoluzione grillina, accecati dai dati che parlavano di un arretramento di Ragusa nella classifica della qualità di vita. Peccato che avevano confuso l’indagine del 2016 della ‘Sapienza’ di Roma, in collaborazione con il quotidiano finanziario ‘Italia Oggi’, con quella 2015 del ‘Sole 24ore’.
L’arretramento in classifica non era di 6 posizioni ma di 24, rispetto alla classifica dell’anno precedente.
Il rilievo della svista, naturalmente, infervorava ancora di più Calabrese e Lauretta. Ma non erano i soli.
Di buon mattino ci pensavano D’Asta e Chiavola, altri compagni democratici, a mettere in rilievo il ‘clamoroso balzo indietro’ che sarebbe segnale dei tre anni di amministrazione grillina.
Almeno D’Asta e Chiavola hanno avuto il buon senso di ammettere che la classifica è riferita all’ambito provinciale, ma questo non li ha distolti dal rilevare un disastro da addebitare all’amministrazione pentastellata.
Paroloni, “forte indignazione per un risultato non solo deludente ma che apre le porte a scenari futuri ulteriormente problematici per la città e per chi vi risiede”
Nessuna valutazione delle dimensioni di analisi e degli indicatori, solo la furia retorica per dimostrare quanto danno abbia potuto fare l’amministrazione Piccitto
L’occasione per ricordare tassazione elevata, indifferenza e tagli per le onlus sociali, considerazioni superficiali sui dati, senza tenere conto della crisi generale, delle precedenti posizioni e delle necessarie valutazioni aggregate, indispensabili in questo tipo di considerazioni.
Anche i sette consiglieri del Patto di Consultazione evidenziano, in una nota distribuita alla stampa, che, pur essendo la classifica riferita all’ambito provinciale, il contributo negativo del comune capoluogo sia stato determinante per il pessimo risultato.
Avremmo piacere che, trovandosi fra i sette elementi del calibro di Giovanni Iacono e Giorgio Massari, esperti conoscitori della materia, gli stessi ci spiegassero da quali elementi hanno potuto trarre la certezza sulle responsabilità del capoluogo.
Anche loro si limitano nell’attacco e addebitano alla crisi economica i dati negativi di alcuni indicatori, addirittura Sonia Migliore parla di un deficit che viene da lontano e di una semina fatta male su tutto il territorio provinciale.
Giovanni Iacono sottolinea l’assenza assoluta della politica reale, in termini di capacità progettuale e innovativa. Si ha, secondo l’ex presidente del Consiglio comunale ed ex alleato della giunta Piccitto, comunque, una rappresentazione chiara della caduta libera che c’è stata in termini occupazionali, ambientali, di disagio sociale e personale e del tenore della vita in generale.
La classifica di Italia Oggi, secondo Giorgio Massari, fa il paio con quella sulle Smart Cities, pubblicata il mese scorso, nella quale Ragusa passa dal 68esimo all’85esimo posto.
“Il Smart City Index, elaborato dalla EY e patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, non è una mera classifica della ‘intelligenza’ delle città, ma uno strumento che misura in che modo si è fatta innovazione nelle città. Ci sono amministrazioni attente, che studiano nuovi percorsi di sviluppo per le proprie comunità e fanno tesoro delle indicazioni dell’Index, utilizzando anche finanziamenti europei oltre che nazionali.
A Ragusa tutto questo non è accaduto e assistiamo a un’Amministrazione che pare impelagata nell’ordinario, sprecando energie.
Per retrocedere all’85 posto si è registrata una regressione in quasi tutti i parametri di valutazione: dalle infrastrutture alle reti, la vivibilità, lo Smart Citizen (cioè la capacità di coinvolgere i cittadini nel processo di ammodernamento), dalla sensoristica alla Vision e strategia. Ragusa, più che smart è semplicemente ‘slow’”.
Questo il giudizio di Massari, mentre, inaspettatamente, il consigliere Carmelo Ialacqua, del Movimento Città, non affonda la lama sui pentastellati, ma parla del ‘fallimento di una intera governance del territorio sul piano provinciale, che soffrirebbe “dell’assenza di una regia politica complessiva nella quale quella grillina è solo una componente che, però, si impegna veramente poco per invertire la tendenza”.
L’indagine sulla qualità della vita, di ‘Italia Oggi’ e del Dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma, mette in rilievo un peggioramento della qualità di vita nelle grandi arre metropolitane, tutte le grandi città italiane stazionano nella parte bassa della classifica e perdono posizioni.
Si vive bene nelle aree di piccole medie dimensioni, al di sotto della soglia dei centomila abitanti.
Generalizzata l’appartenenza alle parti basse della classifica delle città del sud, anche se Catania ed Enna fanno un balzo in avanti.
Ragusa è comunque prima in Sicilia, pur arretrando di 24 posizioni, numeri che danno il fiato alle opposizioni per attaccare il sindaco della città capoluogo: il segnale di opposizioni che non hanno raccolto risultati tangibili in tre anni e mezzo di politica denigratoria e utilizzano ora, malissimo, l’arma di questa indagine che, si rileverà, come altre, a salve, utile solo per attirare l’attenzione su un falso problema, come in tante altre occasioni.
Se non può stupire più di tanto l’intervento di professionisti e apprendisti dell’opposizione strumentale, si resta perplessi di fronte alla partecipazione di Iacono e di Massari a così superficiali valutazioni generali.
L’intero meridione, ancora una volta, soffre di un generalizzato insufficiente livello della qualità di vita, la crisi generale, la criminalità dilagante, dipendente anche dagli incontrollati flussi migratori, il disagio sociale diffuso, la crisi della scuola e della formazione, le dissennate politiche sanitarie, il tenore di vita generalmente abbassato, non possono essere addebitati, neanche in parte, ad una amministrazione di marca 5 Stelle che pure non ha dato seguito alle aspettative della gente, accorsa in massa a votare per i grillini, almeno nel capoluogo della provincia iblea.
Piuttosto la classifica dovrebbe costituire elemento di coesione per mettere a fuoco le criticità risolvibili, quelle più facilmente aggredibili, in una sorta di sfida al rientro verso posizioni più consone alla tradizione di un territorio abituato a ben altre valutazioni
Appresso sono evidenziate le posizioni nuove e vecchie della provincia di Ragusa, per le nove dimensioni di analisi e per i singoli indicatori. In rosso abbiamo evidenziato i passi indietro nella classifica.
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