Conoscendo e apprezzando l’ing. Guglielmino, preferiremmo vederlo dedicato al giornalismo o alla politica, di certo, vederlo firmatario del comunicato stampa dell’ANCE ci fa restare delusi perché l’associazione provinciale non mostra di voler far valere autorevolezza, competenze e influenze in ordine alle tematiche che vengono comprese in una nota che, pomposamente, viene definita prima analisi congiunturale dell’anno.
Possiamo essere profani, ma una analisi congiunturale è ben altra cosa e non comprende certo le beghe locali per la 514 e per la Camera di Commercio, per le quali, peraltro, il silenzio dell’Associazione degli Imprenditori Edili è stato, da molto tempo, assordante.
Diciamo questo perché nel caos politico e socioeconomico del momento, anche localmente, l’Ance provinciale è vista come possibile faro per orientarsi nel mare in tempesta.
Purtroppo, negli ultimi tempi, anche a livello regionale, i vertici non mostrano quella grinta e quell’autorevolezza necessarie per far sì che imprese e società in generale, possano uscire dal guado.
Nella nota, il Presidente di ANCE Ragusa affronta tre tematiche di grande rilievo, ma li affronta in modalità salotto, inadatta per la forza dell’Associazione.
Nulla da eccepire sui continui cambiamenti al funzionamento del superbonus edilizio, ma il fenomeno è figlio delle incertezze di un governo che, nato per sfondare, ha fatto rendere conto come ognuno debba fare il suo mestiere, il banchiere, l’economista deve fare quello per cui ha studiato, e non deve fare il politico, peraltro assoggettandosi a trattamenti e a giudizi che ledono la sua immagine.
Ma il Presidente di ANCE Ragusa, sull’unico punto di stretta competenza degli imprenditori edili, appena si sofferma.
Preferisce soffermarsi, maggiormente sulla Ragusa – Catania e sulla Camera di Commercio, tralasciando tempi importanti, per il territorio, come quello, tanto per citarne uno, dei colossali ritardi per il parcheggio pluripiano di Ibla: è tutto inutile se il Presidente Regionale dell’ANCE va a fare salotto con i vertici della politica regionale, esaltando l’incontro, e non affronta temi emergenti come quelli che, oggi, tira in ballo il Presidente di Ragusa.
Ragusa – Catania, una esigenza primaria del territorio, per la quale l’ANCE, protagonista naturale dell’opera, non si è voluta mai esporre, non ha mai fatto nulla per entrare e imporsi nel Comitato dedicato, che rappresenta tutte le associazioni datoriali, non ha commentato nemmeno l’ultimo teatrino di un Presidente della Regione e di un sottosegretario che avevano annunciato i bandi di gara per il 31 dicembre e che vede ritornare la palla nei palazzi romani per approvazioni e decisioni ulteriori, per quello che, per tutti, era iter concluso.
Non serve un Presidente che si limita alla frustrazione per l’ennesimo blocco dell’iter, illusorio parlare di avvio dei lavori, affidato solo alla volontà divina e, forse, nemmeno a quella.
Non può ammettere il Presidente di Ance di sentire, pensiamo, per il plurale, assieme ai suoi associati, di essere stati presi in giro da una classe politica che ci ha ridotto alla marginalità, significa decretare il fallimento delle politiche portate avanti per trent’anni, sempre subendo.
Dalla frustrazione per la Ragusa – Catania, il Presidente ANCE Ragusa passa al “disappunto dell’intera Categoria dei Costruttori” che si chiede solo “come sia stato possibile un simile atto senza una previa consultazione dei territori interessati”.
Ma cosa ha fatto cosa ha detto l’ANCE dal primo accorpamento delle Camere di Commercio, ha mai diradato o ha cercato di capire le nubi e le ombre sull’operazione che tutti hanno visto solo come un mettere le mani sull’aeroporto di Comiso?
Anche su queste tematiche importanti l’ANCE è stata sempre latitante, i suoi vertici più impegnati, legittimamente, a curare gli interessi delle proprie imprese, ma non si può venite, ora, come autorevole associazione, a esprimere solo disappunto per problematiche che afferiscono allo sviluppo socioeconomico di tutto un territorio, sviluppo che coinvolgerebbe fra le prime, le imprese edili.
Ma l’ANCE non è solo latitante per queste tematiche emergenti, c’è il silenzio anche sulle politiche edilizie e urbanistiche del capoluogo, sull’inesistenza di ogni barlume di risveglio economico, sempre nel capoluogo, c’è il totale silenzio sulle questioni attinenti i fondi del PNRR, dove la politica annaspa con evidenza e dove gli imprenditori dovrebbero guazzare per l’importanza dei fondi in ballo.
La gente è stanca della politica e delle sue chiacchere, non è molto lontana dal mal sopportare i fiumi di parole delle associazioni datoriali senza azioni forti e concrete.
