La vicenda del reparto pediatria che le menti eccelse dell’ASP di Ragusa hanno fatto scomparire dal Giovanni Paolo II assume toni da tragicommedia.
Tragicità perché è facile comprendere lo sgomento di una mamma, delle famiglie che vedono i propri figli, anche in tenera età, messi su una autoambulanza per essere ricoverati, anche per casi non gravi, a Modica o Vittoria, dove, peraltro, soprattutto a Vittoria, c’è un reparto di eccellenza.
Una vicenda da terzo mondo, se non fosse che il terzo mondo è oggi, forse, più evoluto di una regione dove si vede di tutto, dal turismo alla sanità, con i politici di vertice impegnati nel gioco delle tre carte e a far tornare i conti negli assessorati, con scambi di persone, a livello di mercato.
Un problema grosso, da risolvere a tutti i costi che soffre dell’assenza di politici e di dirigenti autorevoli, in grado di far sentire la propria voce nelle sedi opportune, al netto delle obiettive difficoltà che vedono oggi talune specializzazioni, e pediatria è fra queste, soffrire di una cronica carenza di personale, dovuta a tanti motivi.
Dietro l’aspetto tragico della vicenda, che non è il solo nell’ASP di Ragusa e al Giovanni Paolo II, che sta accumulando esempi di cattiva amministrazione in abbondanza pur in presenza di diverse eccellenze nel campo strettamente sanitario, c’è l’aspetto che si può definire comico, con i politici che stanno dimostrando il meglio delle loro capacità.
Partiamo dal primo cittadino, che di questa situazione non è affatto responsabile, ma deve soccombere di fronte alle insistenti proteste che fanno di lui il capro espiatorio anche del sacchetto che deborda dal compattatore nella pubblica via.
Il nostro sindaco, purtroppo, non è la persona adatta per affrontare con il piglio dovuto simile situazione: troppo gentleman, troppo soft, troppo educato e poco smaliziato politicamente, per sua stessa ammissione.
Prima cosa da fare sarebbe prendere appuntamento con l’assessore alla Sanità, e avrebbe dovuto farlo quando nella poltrona c’era il pupillo del suo amico Musumeci. Andare a Palermo e ascoltare dalla viva voce dell’assessore cosa si vuol fare per la pediatria al Giovanni Paolo II.
Possibilmente accompagnato dai deputati regionali di maggioranza che dovrebbero rendere conto, non tanto a Cassì quanto agli elettori.
Qualunque fosse la risposta, Cassì eliminerebbe ogni equivoco sulle competenze, chiuderebbe il teatrino di politici della maggioranza e dell’opposizione e tutti si metterebbero l’anima in pace.
Del resto, a Ragusa, c’è una situazione politicamente paradossale, tipica negli anni: al governo nazionale c’è il centro destra, con Fratelli d’Italia alla Presidenza del Consiglio, a Palermo c’è un governo di centro destra con il Presidente di Forza Italia-
Dove sono Fratelli d’Italia e Forza Italia a Ragusa? Ogni ulteriore commento è superfluo.
Mentre scriviamo il presente articolo ci arriva anche il comunicato stampa del sindaco che, dopo il Presidente del Consiglio e dopo il comunicato del capogruppo grillino Firrincieli, sempre infiltrato dove c’è da fare passerella, ci fa sapere dell’incontro con un comitato di cittadini che sollecita la riapertura di pediatria a Ragusa.
Coerentemente con il suo cliché, Cassì definisce una richiesta di buon senso quella per riavere il reparto di pediatria, si premura a condividere le difficoltà espresse dall’ASP per reperire il personale necessario, ma non solleva la questione di dove sia finito il personale del reparto che, da anni, svolgeva il suo lavoro a Ragusa.
Chi lo ha spostato e perché? Sono andati tutti in quiescenza?
La conclusione del comunicato del sindaco è piena di amenità, comprensibili per l’apparato di comunicazione di cui gode: impegno a fare fronte comune, una solenne banalità retorica, per avere “reparto di Pediatria attivo 24 ore su 24”, ma conosce il sindaco reparti ospedalieri a tempo determinato? la notte i degenti li riportano a casa?
Poi, la soluzione a cui non aveva pensato nessuno, servono concorsi attrattivi, serve alzare il livello della protesta, ci piacerebbe sapere come, e poi una incomprensibile trovata per la turnazione di medici di ospedali vicini.
Per il resto il teatrino, di fronte ad una problematica che, come abbiamo sottolineato, ha del tragico.
Il comitato delle mamme che si fa la mascotte con le sembianze di Hulk, ma sembra non aver spaventato nessuno degli attori in campo.
Il Presidente del Consiglio Ilardo, che già è stato ricevuto dai vertici dell’ASP, dove aveva accompagnato una delegazione delle mamme, senza ricevere alcun riscontro, solo assicurazioni fasulle, non ultima quella che a settembre il reparto doveva riaprire, che pubblica post su facebook dove ci racconta di nuovi incontri al Comune per ricevere le mamme, invece di scagliarsi contro chi di dovere.
Anche la conferenza dei sindaci ha voluto incontrare i vertici dell’ASP, anche quelli che avevano assicurato l’apertura di pediatria, al Giovanni Paolo II, a settembre, per le tante emergenze della sanità locale, ma non sembra al tavolo ci siano state posizioni eclatanti, solo bon ton istituzionale, con assicurazioni e affermazioni da fare ridere.
Poi ci sono i tre consiglieri del gruppo misto che si limitano a sfruttare la vicinanza con il nuovo deputato regionale appartenente alla maggioranza di governo non per sollecitare pressioni e ottenere risposte presso l’assessore regionale alla sanità, ma per ottenere, tramite lui, come specificato in comunicato, un incontro con il Commissario dell’ASP, senza esito come tanti incontri con i vertici. Solo passerella preelettorale per i tre.
Da ultimo il comunicato del capogruppo Firrincieli, che vuole sempre comparire come protagonista quando ci sono da ascoltare istanze e farsi vedere in occasioni importanti, acqua a San Giacomo, premiazione dei diplomati, marciapiede di via Fieramosca, e via dicendo.
Fedele al nuovo clichè di grillino moderato, in giacca e cravatta, anche con un pensierino alla porta di Cassì, Firrincilei fa mostra di spogliarsi di giacca e cravatta, disponibile, forse, come è moda attuale, a vestirsi da civico che ascolta solo le istanze della gente, e sostenere la causa per la pediatria di Ragusa.
“Noi siamo qui per cercare di fare il bene della comunità, il sindaco non è solo, quando ci vorrà, ci coinvolga, ci porti con sé negli incontri”, roba che, in campagna elettorale, quando tutti, anche lui, avrebbero voluto far fuori il sindaco Cassì, fa sbellicare dalle risate.
Roba da espulsione immediata dal Movimento 5 Stelle, o, forse, roba volutamente provocatoria per farsi buttare fuori avendo constatato che non c’è latte per i gatti.
Fenomenale la frase: “Al giorno d’oggi, non abbiamo assolutamente nessuno che tuteli i nostri interessi”, compreso il suo Movimento e la parlamentare ragusana.
Naturalmente anche in questo comunicato, amenità a bizzeffe: “il reparto di Pediatria realizzato all’interno del Gp II è costato moltissimo e qui ci sono letti nuovi, addirittura una bambinopoli, murales fantastici, con spazi di un certo tenore che tutti i cittadini della provincia dovrebbero aspirare di potere utilizzare, qualora se ne ravvisi il bisogno, alla luce del confort e delle modernità di attrezzature che si registrano, una struttura perciò che merita di ritornare al centro”. Ma chi li scrive queste cose?
Però, dobbiamo anche riconoscere a Firricincieli di averci dato un importantissimo particolare che mette in luce l’azione, non certo esaltante, dei vertici dell’ASP: ““Abbiamo preso atto del bando predisposto dal commissario Asp Russo, un bando che non ci soddisfa assolutamente perché impone tutta una serie di restrizioni ai medici che possono partecipare… un altro aspetto riguarda il fatto che il bando in questione non deve essere riservato solo ai professionisti della provincia di Ragusa ma anche a quelli dei territori limitrofi.”
Se il particolare corrisponde al vero, è solo follia riservare la ricerca di pediatri al solo territorio provinciale, quando, addirittura i vertici ASP vogliono reperire medici all’estero…anche con gemellaggi con centri dove ci sono comunità di ragusani all’estero.
Poi in tema di comicità, la solita proposta di passerella finale con consiglio comunale aperto, e quella ancora più comica della richiesta di visita a Ragusa all’assessore regionale alla sanità, di fronte alla quale sfilerebbero tutti in deferente omaggio, con relativa foto ricordo.
Se non si ottengono riscontri, poi marcia a Palermo come Asterix contro i romani.
