Il gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Ragusa, composto da Peppe Calabrese e Mario Chiavola, ha presentato un’interrogazione all’Amministrazione Cassì per sapere se si intenda procedere con un ripristino o riqualificazione di piazza Fonti, prevedendone anche l’illuminazione artistica.
“La fontana di piazza Ten. Silvestro Schininà (meglio conosciuta come piazza Fonti) è uno dei luoghi simbolo della città – spiega il segretario del PD Peppe Calabrese – ma è anche l’esempio di come opera questa amministrazione: dopo un intervento nel 2018 quando sono stati riposizionati due dei quattro mascheroni dai cui sgorga l’acqua, la piazza e la fontana sono state abbandonate”
Calabrese segnala, in particolare, che i mascheroni in ferro, dei primi del 1900, sono ossidati e sporchi; gli abbeveratoi sono colmi d’acqua puzzolente e putrida; tra le basole sta crescendo l’erba…
Cinque anni fa, tra i primi atti dell’amministrazione Cassì appena insediata per il primo mandato, qualcosa si fece, ma da quel momento piazza Fonti è stata dimenticata.
Altro che tutela e valorizzazione del centro storico e dei suoi monumenti!
Al sindaco chiediamo se prima o poi vedremo dell’acqua limpida tornare a sgorgare dai mascheroni e se è possibile abbellire il luogo con dell’illuminazione artistica”.
La denuncia va oltre la banalità e l’azione estemporanea di un atto delle opposizioni, come ce ne sono stati tanti, nel tempo, senza risultati evidenti.
La gravità di quanto segnalato e lo stato indecente delle piccole vasche è la rappresentazione di una amministrazione e di una compagine assessoriale che lasciano basiti per la loro indifferenza.
Il primo cittadino si affanna a dire che chi critica vede una realtà distorta, ma l’abbandono della fontana e l’acqua putrida dicono chiaramente quale è la realtà.
E se una volta veniva facile prendersela con l’unicum di una sola forza politica, peraltro civica, oggi, come assessori sono coinvolte almeno tre forze politiche che dovrebbero gestire lavori pubblici, pulizia e decoro urbano, centri storici.
Ma Calabrese, in linea con l’opposizione di tendenza, si limita ad auspicare che l’acqua torni limpida, senza affondare la lama nelle criticità di una compagine assessoriale che doveva essere il valore aggiunto per Cassì e sembra invece lo stia travolgendo in un vortice di incapacità e inadeguatezza al ruolo che, già dopo sei mesi, è, evidentemente preoccupante.
Una cosa, però, a difesa del sindaco Cassì e della sua serietà si deve dire: le sollecitazioni per la fontana risalgono al 2014, quando Giorgio Massari si fece latore della voglia di alcuni residenti di provvedere ai minimi lavori per riportare il decoro.
Quello che preme evidenziare che, a pochi metri dalla fontana abita il cognato del sindaco, il consigliere comunale Sergio Schininà, già Presidente della Commissione Ambiente e della Commissione Asseto del Territorio, oggi componente dell’Osservatorio permanente per la Tassa di Soggiorno.
Ma non c’è stato alcun intervento prioritario, di favore, come, invece accaduto, in questa nuova sindacatura, per far eliminare rifiuti su strade extraurbane su sollecitazione di un parlamentare regionale, o per pulire la strada di qualche consigliere comunale.
A proposito, per la riqualificazione della fontana, perché il capogruppo del Partito Democratico non pensa di rivolgersi all’on.le Abbate ?
