Le esternazioni dei consiglieri comunali nella seduta ispettiva fanno emergere criticità che spesso non hanno risposta

Abbiamo accennato, come resoconto della seduta ispettiva di lunedì 18 scorso, ad alcuni interventi dei consiglieri, e relative risposte degli assessori, molti dei quali battibecchi ad personam, quello dell’assessore Distefano per i rilievi della consigliera Caruso, quello di Antoci per replicare al collega Bennardo, quelli degli assessori Pasta e Gurrieri in risposta alle provocazioni del consigliere Calabrese.
Per il resto, gli altri interventi non hanno mostrato elementi rilevanti, i consiglieri di maggioranza silenti o, nella migliore delle ipotesi, intenti a fare propaganda, a difesa di sindaco, amministrazione e maggioranza.
Qualche aspetto sarebbe stato da approfondire e avrebbe meritato, soprattutto, attenzione e risposte da parte dell’amministrazione, ma anche le sedute ispettive stanno scivolando nel solco di normali ‘salotti’, senza eccessi, senza richieste di risposte precise, senza attacchi decisi di opposizione, un sindaco che appare sempre di più come una aristocratica signora a passeggio con la sua nidiata di amici a quattro zampe che fa uscire in pubblico per fargli prendere aria e sgambettare per le dirette.

Il consigliere Firrincieli solleva, per l’ennesima volta, lo sconcertante fenomeno dei riscontri agli accessi agli atti che non rispettano i tempi dovuti, i 5 giorni previsti dalle norme. Non è la prima volta che viene denunciato questo scandaloso atteggiamento degli uffici avallato dagli amministratori, e non è solo il consigliere Firrincieli a lamentare i ritardi. Ma nessuno si scompone.
Ancora Firrincieli ha sollevato il caso della richiesta del pagamento di 1 euro, da parte degli addetti ai bagni pubblici della villa di Ibla, in verità l’assessore D’Asta ha prontamente risposto circa una verifica immediata dell’accaduto, ma viene fuori una atavica piaga di questa amministrazione che utilizza sempre lavoratori occasionali per questi servizi, con tutti gli inconvenienti che ciò comporta, invece di assumere personale dipendente del Comune.

Il consigliere Zagami solleva i disagi nella palestra di via Aldo Moro, sempre in maniera oltremodo moderata, anche in questo caso l’assessore competente, Digrandi, assicura interventi immediati, ma viene fuori, dopo 6 anni e mezzo di amministrazioni Cassì, lo stato pietoso, e, in qualche caso indecente, nel quale sono abbandonare le strutture sportive.

Il consigliere Podimani chiede notizie del ripristino di un canestro che era stato donato alla città e che un ragazzo, con una schiacciata all’americana, aveva rotto: la famiglia aveva prontamente offerto di rifondere i danni, ancorché il canestro appariva di materiale non idoneo ad un normale utilizzo, comprese le schiacciate, non un tabellone regolamentare ma un pannello di materiale assai poco resistente.
E in questo caso possiamo constatare come praticando lo zoppo, si comincia a zoppicare: l’attivissimo assessore Digrandi ci dice che si sta verificando cosa fare, si stanno valutando materiali più resistenti, come al solito scivolando sui tempi lunghi. Ma nessuno eccepisce nulla, come il caso delle necessarie manutenzioni nella palestra di via Moro.

Addirittura, la bonaccia porta ad ammettere lo stesso consigliere La Porta che inoltra le solite segnalazioni ma non attacca l’assessore D’Asta, la cui strategia di lodare le segnalazioni, di ammettere che si fa quel che si può ma si sa quello che si fa, ammettendo, candidamente, che senza soldi non si canta messa, si rivela una tattica efficace, tant’ è che sono quasi scomparsi gli attacchi al suo indirizzo, mentre lui fa sfoggio di buoma e saggia amministrazione, discariche attenzionate, bando per la scerbatura dei cigli stradali avviato, zone segnalate di Marina di Ragusa, dallo stesso consigliere La Porta, già bonificate, piantumazioni a gogò, dal centro alle periferie. Una città modello e una amministrazione virtuosa.

E, infine, l’intervento fiume del consigliere Bitetti che non le manda a dire, tra il serio e il faceto, con il suo stile che alterna elegante severità a sarcasmo tagliente.

Inizia chiedendo all’assessore Digrandi di rendere edotta l’assemblea sugli esiti del convegno taorminese sulle politiche giovanili, poi passa all’assessore Massari per avere lumi sui GAL.
Ringrazia il consigliere Firrincieli per aver ottenuto la posa di una pensilina bus al ‘Giovanni Paolo II’, contento perché la stessa accoglie una delle panchine donate dalla sua ONLUS, che sarà riparata, per prima dalle intemperie, pone all’attenzione la scelta di un ennesimo parcheggio pluripiano interrato in zona sismica, ritiene che il possibile esito positivo dell’iniziativa di AirSicilia possa essere determinate per un rilancio di Comiso, per quanto, per quello che se ne sa, al momento, sarà più facile per la società operare su Catania.
Poi, il dr Bitetti passa ad annacquare gli entusiasmi per la nuova struttura del ‘Giovanni Paolo II’ che dovrebbe accogliere la terapia intensiva, con un numero maggiore di posti letto, ma che sarà, di certo, assillata dalla cronica carenza di anestesisti, essenziali per rendere operativo il potenziamento della struttura.
Accenna anche al fatto che nella vicina Modica le commissioni consiliari si riuniscono svincolate da condizionamenti e da limitazioni, anche per atti e ordini del giorno che non devono passare dal consiglio comunale, contrariamente a quanto avviene a Ragusa per volere del vicesegretario generale che impone rigide regole non si sa da chi imposte e dove scritte.
In ultimo, auspica che per Ragusa non ci sia solo l’etichetta di città dello scaccia, che potrebbe portare anche alla città della gallina ripiena (a jaddina cco cinu) e dello sfoglio di ricotta e salsiccia (‘u sfuogghiu) e, diremmo noi, dei turciniuna. Piuttosto chiede di soffermare l’attenzione di pensare a valorizzare iniziative come quella del Festival organistico, di certo poco sostenuto e che potrebbe caratterizzare veramente la città con il suo enorme e unico patrimonio.

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