In un’atmosfera e in un contesto di rinnovata fratellanza, il 331esimo anniversario del terremoto del 1693 sarà celebrato con un evento particolare, che si spera possa costituire l’incipit di un rinnovato rapporto fra i devoti di San Giovanni Battista e quelli di San Giorgio, auspice, di certo, l’impegno dedicato dal nuovo parroco di San Giorgio e da quello della Cattedrale.
Una commemorazione collettiva che mette sullo stesso piano i due Patroni, senza le distinzioni dettate dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Un segnale votato alla rinascita e alla creazione di un new deal, così come di fatto accadde dopo il terremoto con la ricostruzione della nuova città, in un momento nel quale la città ha bisogno di un risveglio, di un rilancio per i quali, giustamente, si fa appello ai due Patroni.
Nei giorni scorsi, nella sala giunta di Palazzo dell’Aquila, i due parroci, don Giuseppe Burrafato per la Cattedrale di San Giovanni Battista e don Giuseppe Antoci per il Duomo di San Giorgio, alla presenza del sindaco Peppe Cassì, hanno presentato il programma delle celebrazioni per la ricorrenza.
Il sindaco Cassì ha auspicato che l’occasione possa essere lo spunto migliore per andare avanti insieme, “la città di Ragusa è unita” ha detto.
I due parroci hanno rivolto un appello alla comunità dei fedeli affinché possano partecipare in maniera consistente e compatta a questi straordinari eventi religiosi che sono destinati a essere impressi nella storia della città.
Primo appuntamento delle celebrazioni, momento di unione tra i comitati dei due Patroni, la traslazione del simulacro di San Giovanni Battista nel braccio sinistro del transetto della Cattedrale, avvenuta sabato 4 gennaio.
Ne hanno approfittato i componenti dei due comitati per una foto di gruppo realizzata da Salvo Bracchitta.
Stessa emozione, altro momento straordinario, il rito di traslazione del simulacro di San Giorgio martire avvenuto lunedì 6 gennaio.
I due momenti, che hanno costituito anche occasione di unità per i fedeli di San Giovanni Battista e di San Giorgio, propedeutici alla commemorazione delle vittime del terribile sisma della parte finale del XVII secolo che rase al suolo numerose città.
Le celebrazioni vedranno, giovedì alle 17, al Duomo di San Giorgio, l’adorazione eucaristica a cui farà seguito, alle 18, la santa messa.
Anche nella Cattedrale di San Giovanni Battista, alle 17, è in programma l’adorazione eucaristica a cui farà seguito, alle 18,30, la celebrazione eucaristica.
Da venerdì 10, poi, le processioni. Si comincerà con quella del simulacro del Patrono San Giovanni Battista che sarà portato sino al Duomo di San Giorgio a Ibla. Sabato, poi, la processione congiunta.
Dopo i Solenni Vespri Pontificali presieduti dal vescovo, mons. La Placa, la processione, i due simulacri verranno accompagnati alla Cattedrale, dove, alle 20, sarà celebrato il Solenne Pontificale, officiato dal Vescovo.
Il Parroco di San Giovanni Battista presiederà la celebrazione eucaristica, di venerdì 19, al Duomo di San Giorgio, dopo il Solenne Ingresso del simulacro del Santo Patrono.
Nel pomeriggio di domenica 12 gennaio, in Cattedrale, celebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Antoci, parroco di San Giorgio, successivamente alla quale il simulacro del Santo Cavaliere sarà accompagnato, in processione, al Duomo di Ibla.
