Le prime riflessioni sulle candidature per le elezioni provinciali

Se qualcuno può ostentare certezze per l’elezione del Presidente, sembra più difficile pronosticare l’esito delle votazioni per il Consiglio provinciale.
Sulla base dei numeri tutti danno per scontata l’elezione del candidato del centro destra, ma nessuno è disposto a mettere mani sul fuoco. Ci sarebbe stata la soluzione per far fuori un centro destra inesistente e dove esiste sbrindellato.
Viste come sono andate le cose, oggi una alleanza DC – centro sinistra sbaraglierebbe il campo, molti sembrano imbarazzati per una simile ipotesi, ma non si comprende perché una alleanza di questo tipo va bene a Vittoria e non potrebbe andare bene in ambito provinciale
L’esito per la Presidenza è scontato per molti, gli sguardi sono rivolti alle liste, dove ci sono molte sorprese.
La prima è quella che per il Consiglio provinciale concorrono non pochi sindaci, situazione da molti criticata, ancorché legittima, prevista dalla legge Del Rio che anche esponenti del PD giudicano da buttare nella spazzatura nella sua interezza.
In gara per un posto doppione di quello nell’Assemblea dei Sindaci, nelle rispettive liste, Giaquinta di Giarratana l’unico con una sigla di partito sulle spalle, Dimartino, sindaco di Santa Croce, che ha deluso non poco per il suo passaggio alla “zittu tu e zitto io” nelle file di Fratelli d’Italia, Cassì, sindaco di Ragusa e Maria Monisteri, sindaco di Modica.
Da questo primo stralcio di candidati, si evince, subito, come il civismo abbia abbassato la maschera e abbia decretato la sua falsa identità, se si conoscevano le simpatie di Dimartino per l’on.le Assenza, se si era consapevoli che la Monisteri era una creatura civica voluta da Abbate, ma facilmente transitata nella DC, la candidatura più eclatante è quella del sindaco di Ragusa che, tralasciando i suoi contatti con i partiti in questi mesi di trattative, di fatto abbraccia la candidata presidente di un partito, si affaccia al centro destra e, possibilmente, lo sapremo presto, sarà anche ricompensato per il suo appoggio.
Se anche solo tre del quartetto dei sindaci dovesse entrare in Consiglio, sarebbe l’occupazione di un quarto dei posti disponibili.
Per il resto sarà una partita tutta da vedere, servirà capire come si vorrà muovere il Presidente eletto, quanto vorrà tenere conto del Consiglio e dell’Assemblea dei colleghi sindaci, che peso vorrà dare alla presenza di altri sindaci in Consiglio, e se vorrà nominare un Direttore Generale che potrebbe mettere in ombra sindaci e consiglieri.
Tutta da scoprire la compagine del Consiglio, dove potrebbero entrare nomi nuovi e giovani, in grado di imprimere una svolta alla politica locale, una volta fuori dai ristretti ambiti comunali, dove potrebbero esprimere tutto il loro potenziale, anche mettendo in difficoltà le vecchie cariatidi della politica.
Al momento solo il candidato Fidone ha ricevuto pieno e incondizionato sostegno da parte dei vertici del partito, come hanno fatto il segretario nazionale, Cuffaro, e quello regionale, Cirillo, della DC.
Per gli altri timida accoglienza, al netto dei comunicati di rito dei rispettivi leader locali dei partiti di appartenenza, nessuno dei vertici regionali ha speso una parola di compiacimento e di sostegno.
C’è molta attesa per i risultati, fra i nomi di spicco, per i quali si attendono gli esiti delle votazioni, Silvia Melia, di Chiaramonte Gulfi, il già citato sindaco di Giarratana, Giaquinta, Caterina Riccotti di Scicli e Roberta Sallemi di Vittoria, per la lista a sostegno di Roberto Ammatuna.
Lista di eccellenza quella a sostegno di Gianfranco Fidone, con molti elementi di particolare caratura politica, da Federico Bennardo di Ragusa, a Pietro Mandarà di Santa Croce Camerina, a Giovanna Caruso di Giarratana e a Desirè Ficili di Scicli.
A supporto della sindaca di Comiso, Maria Rita Schembari spiccano i nomi di Rocco Bitetti di Ragusa, di Monia Cannata di Vittoria, del sindaco di Santa Croce, Giuseppe Dimartino, e del dott. Sulsenti di Pozzallo.

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