Seduta del Consiglio comunale di Ragusa destinata a restare nella storia: sospensione dei lavori per festeggiare il compleanno di un consigliere

Abbiamo visto, ormai, di tutto, seduta del Consiglio comunale con sospensione per festeggiare il compleanno di un consigliere in sala giunta. Peraltro, come sempre, seduta che inizia con la solita mezzora di ritardo, alle 22.30, stanchi e sfiniti, quelli della maggioranza chiedono il rinvio della seduta, dopo aver visto approvato il piano di rientro per il debito di Iblea Acque nei confronti del Comune, ma rimandando importanti mozioni del PD, per il centro storico, per il bonus cane e per il cessate il fuoco a Gaza e per il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Beati i tempi quando il Consiglio comunale lavorava fino a notte inoltrata !
Il piano di rientro di Iblea Acque, passato due volte in commissione per qualche aggiustamento richiesto dalle minoranze, è stato approvato, dopo un estenuante dibattito e un paio di sospensioni, con i soli voti della maggioranza consiliare, 13 voti.
Le minoranze hanno tentato, fino all’ultimo di ottenere un rinvio, entro la fine del mese di giugno per attendere che la società in house per l’idrico integrato provveda a ultimare le volture dei contratti per l’energia elettrica del Comune di Ragusa, relativi all’idrico e ai depuratori.
Una richiesta per adempimenti che nulla potrebbero avere a che fare con il piano di rientro definito per un credito di circa 15 milioni che il Comune vanta nei confronti di Iblea Acque.
Un piano di rientro che serve solo come garanzia del debito, per quanto acclarato da una fitta corrispondenza fra le parti, peraltro dilazionato nel tempo in maniera abnorme e con percentuali annuali della copertura basse nei primi due anni, 5% il primo anno, 20% il secondo, per poi arrivare al 25 % negli ultimi due anni.
Un piano di rientro quasi obbligatorio nei termini imposti da Iblea Acque, epilogo di una situazione partita assai male, con il peccato originale dei dodici sindaci che hanno dato vita alla società in house senza il benché minimo criterio di creazione di una società e senza, soprattutto, dare la necessaria base economica per farla camminare con le sue sostanze.
Nulla da eccepire sul fatto che il Comune di Ragusa abbia provveduto a saldare le bollette per l’energia elettrica, 600.000 euro al mese per i costi di sollevamento dalla vallata San Leonardo, principalmente, che, altrimenti potevano correre il rischio di non essere onorate da una società che aprì i battenti senza sede, senza mobili, senza personale, senza indipendenza economica e senza introiti iniziali certi.
Fra mille peripezie e mille contestazioni, delle quali più volte ci siamo occupati in passato, la società, grazie a risorse competenti, per quanto riguarda l’area tecnica, è riuscita ad andare avanti e ci sono i presupposti perché vada a regime in sostanziale accettabile affidabilità.
Per quanto contestata, la gestione dell’Amministratore Unico, l’ing. Franco Poidomani è riuscita a far emergere la società dalle sabbie mobili iniziali, ci sono i presupposti perché l’area tecnica, guidata dall’ing. Savarese continui a rispondere in maniera eccellente, come avvenuto finora, alle esigenze di tutto il territorio, che non sono poche e non sempre di facile soluzione, ma incombe la fine del mandato dell’amministratore unico e cosa ci riserva il futuro, considerato come i sindaci hanno gestito finora la Società in house, è tutto un enigma.
La seduta di ieri è stata dominata dall’assurda richiesta delle minoranze tesa a creare condizioni migliori perché le stesse potessero votare favorevolmente l’atto, cosa del tutto inspiegabile perché sarebbe nell’ordine normale della contrapposizione fra maggioranza e minoranza, il voto contrario delle opposizioni che non condividono un atto.
Ma in questa consiliatura ci sono i maghi della politica che ne inventano una al giorno, condivisioni, partecipazione, accordi, inciuci, tutto e sempre all’insegna del bene comune, dei cittadini e della cosa pubblica.
Per quanto riguarda il debito, il Comune di Ragusa si è messo a posto dal punto di vista contabile, il debito è riconosciuto, anche se il Comune avrebbe comunque potuto far valere i suoi diritti, per quanto circola voce che il Decreto Ingiuntivo fatto spiccare nei confronti di Iblea Acque da un altro Comune creditore sia stato rigettato dal Giudice.
Come detto, se la Società va a regime, non ci saranno problemi, come ha sottolineato il consigliere Firrincieli ci saranno, di certo, nel corso degli anni, compensazioni che potranno alleggerire il peso delle dilazioni, in ogni caso, di debito pubblico in Italia non è mai morto nessuno.
Da rilevare alcune importanti eccezioni sollevate sull’atto, una del consigliere Mauro che sosteneva come fosse previsto che il debito concesso fosse stato estinto entro l’anno, per norma: il consigliere Bitetti esprimeva forti dubbi sul fatto che l’atto non fosse stato approvato dalla giunta che ha coinvolto l’assemblea cittadina solo alla fine, per il piano di rientro, mentre non ha chiesto autorizzazione al consiglio per anticipare le somme.
Calabrese, capogruppo PD chiedeva di inoltrare una richiesta di parere alla Corte dei Conti, mentre i Revisori dei Conti, più volte chiamati in causa, specificavano come il parere favorevole riguardava solo il piano di rientro e non l’anticipazione.
L’assessore Iacono e il ragioniere capo, Basile, hanno assicurato la totale regolarità delle procedure, frutto di attente verifiche e consultazioni con organi superiori.
Una arrampicata sugli specchi gli interventi dei cantori del sindaco che, alcuni senza specifica competenza nella materia, sono scivolati in qualche castroneria, addirittura a qualcuno è scappata l’ipotesi che Iblea Acque possa non riuscire ad onorare il piano di rientro e il debito tutto.

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