Le notizie della chiusura del reparto di Malattie Infettive del ‘Giovanni Paolo II’ di Ragusa mettono in allarme il coordinatore cittadino di Italia Viva, Filippo Angelica, che chiede l’intervento dell’on.le Davide Faraone, non solo nella sua qualità di deputato nazionale (ricordiamo che è stato anche sottosegretario alla Sanità), ma anche perché lo stesso, qualche mese fa, ha avuto modo di visitare il nosocomio del capoluogo ibleo proprio per rendersi conto di quale potesse essere la qualità del servizio sanitario cittadino.
Come riferisce Angelica, l’on. Faraone si è subito attivato e nei prossimi giorni predisporrà un’apposita iniziativa parlamentare. Per cercare di fare chiarezza su questa vicenda.
La chiusura di un importante reparto, la cui Unità Operativa Complessa, peraltro, pare, dovrebbe essere allocata nel capoluogo, ripropone le politiche di una Azienda Sanitaria che destano non poche perplessità.
Il timore attiene alle possibili interferenze della politica nella gestione della sanità locale, non sempre scelte strategiche sono state ispirate alle reali esigenze dell’utenza, piuttosto hanno subito le spinte di certa politica che poco dovrebbe avere a che fare con un comparto delicato e importante come la sanità, quella ospedaliera in particolare.
Il coordinatore cittadino di Italia Viva pone anche serie riflessioni per la tutela di quei professionisti, che non sono pochi, che operano ad alto livello in seno all’Azienda Sanitaria, e al ‘Giovanni Paolo II’ in particolare, che spesso è oggetto di ridimensionamento di strutture a favore del nosocomio di Modica.
Ben venga, quindi, un intervento dall’alto, come quello richiesto da Angelica al suo parlamentare di riferimento, anche perché, riteniamo, le tematiche da sottoporre ad attente verifiche non sono solo quelle del reparto di Malattie Infettive, si attendono soluzioni per l’ampliamento della Terapia Intensiva, i cui lavori sembrano inspiegabilmente bloccati, la neurologia e la stroke unit non arrivano nonostante due sentenze del TAR, la Pediatria non pare sia un reparto a regime, si resta sempre in attesa di fatti concreti per il progetto di ampliamento del nosocomio che, peraltro, al momento vede fondi esigui, mentre progetti faraonici interessano, per esempio, il vicino costruendo nuovo ospedale di Siracusa.
