Sulla base delle presenze nelle strutture commerciali della città, secondo Confimprese Ragusa, nello scorso mese di giugno, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, ci sarebbe un calo del 50% di presenze turistiche.
Pur precisando che mancano i dati dell’Ufficio Turistico, si deve rilevare come ci siano pochi particolari a sostegno delle tesi, di cui parla il presidente territoriale di Confimprese, Peppe Occhipinti: quali sono e quante sono le strutture commerciali che hanno contribuito all’indagine, senza un adeguato raffronto con le presenze nelle strutture ricettive, ogni dato è opinabile.
Ci preme, in ogni caso, sottolineare una nostra considerazione in merito alle perplessità sul calo di presenze in un periodo che, anzi, abbiamo visto esageratamente denso di appuntamenti che giudichiamo inopportuno concentrare in poche settimane, soprattutto per una comoda fruibilità.
Ciò premesso, con la ribadita esigenza di validare le considerazioni di Confimprese Ragusa con dati ufficiali, non si può non condividere una delusione di fondo sulla ‘vita’ del centro storico anche se, in termini turistici, non è elettivamente l’epicentro dell’attrattiva iblea.
La gente, legittimamente, preferisce il mare, dopo vengono Ibla, il patrimonio UNESCO, il Castello di Donnafugata, da sempre motore delle presenze sul territorio, se a giugno nemmeno una manifestazione di respiro nazionale, come A Tutto Volume, riesce a cambiare le carte in tavola, ci si deve, purtroppo, inchinare alla triste realtà provocata da politiche turistiche inadeguate e prive di professionalità.
Come spesso accade, però, si solleva il problema a stagione iniziata, anche la campagna elettorale che si può considerare recente, dopo l’esperienza non certo confortante delle politiche turistiche dei primi 5 anni di sindacatura Cassì, non ha visto prese di posizione nette contro un sindaco che chiedeva il rinnovo del mandato.
Lo dice ConfimpreseIblea, “L’amministrazione Cassi non ha mai dato priorità alle politiche turistiche”, ma nessuno lo ha detto in campagna elettorale, per non dire che per il 63 % dei votanti tutto va bene o, forse, le politiche turistiche non sono prioritarie.
È vero, piuttosto, che occorre riportare i cittadini a rivivere la città e il centro storico, ma questo ha poco a che vedere con le presenze turistiche.
Nel centro storico insistono anche problematiche al momento più gravi e cogenti, irrisolte per incapacità degli assessori competenti, si dorme su sicurezza, su Piano Particolareggiato dei centri storici, si affidano locali in comodato gratuito che non hanno apportato nulla di positivo per la riqualificazione e rinascita del centro storico.
Si insite sul progetto “ Sto a Ragusa” con cifre risibili e risultati zero, parlare di riqualificazione urbana, di riportare al centro gli uffici pubblici, di riqualificare palazzo INA, di creare un centro commerciale al suo interno, possono essere idee rispettabili ma anche bislacche, per non dire irrealizzabili.
Infine, se il calo di presenze è riscontrato, prevalentemente, nelle strutture di somministrazione, la questione va affrontata diversamente, coinvolgendo fattori come la pubblicità dei locali, la qualità del servizio e dell’erogato, non ultimi i prezzi che, spesso, consigliano di frequentare altri locali e altre località, dove c’è overtourism e dove qualità e prezzi sono estremamente competitivi rispetto al capoluogo, vedi Modica o Scicli.
