Il clima politico è talmente infuocato da liquefare la politica stessa: non fanno impressione i fatti e le iniziative ma le dichiarazioni e i commenti di quelli che si ritengono protagonisti

Ormai il tappo è saltato, la politica, dappertutto è fuori controllo, a livello nazionale, più ancora a livello regionale, a livello locale siamo allo spettacolo da circo equestre.
Non fanno impressione gli ingressi in Forza Italia, passati, presenti e, soprattutto futuri, non fanno impressione le possibili alleanze, ma il disorientamento delle truppe, dappertutto.
Ormai, è difficile identificare l’appartenenza politica di chiunque, ci sono mille sfumature cangianti di rosso, di azzurro, di bianco, di giallo, di verde, fiamme tricolori agitano il panorama provinciale: poche le amministrazioni tranquille, Acate, Comiso, Santa Croce Camerina, Giarratana, Chiaramonte Gulfi, tutto il resto come una barca in balia delle onde con cambi di casacca che, da tempo, sono protagonisti.
La stessa Provincia non è indenne da un clima incerto, dopo nemmeno due mesi già ci sono elementi che da civici transitano o vogliono transitare nei partiti.

Oggi, guardiamo a quello che accade a Modica, dopo i noti accadimenti legati alla spaccatura della maggioranza che sosteneva la sindaca Monisteri.
Un sindaco che ha tradito gli elettori ha tradito il suo mentore politico, colui che l’aveva creata, di cui era stata per cinque anni assessore. Che ha dato dei vili ai consiglieri della sua parte politica, che ora è intenta a tessere la tela di un possibile ingresso in Forza Italia preceduta dall’ala protettrice della famiglia Minardo.
Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere di farsi da parte, per dignità politica, le forze avversarie dovrebbero lavorare solo per una mozione di sfiducia.
Assistiamo invece, dopo una stagione di costanti comunicati di critica, su situazioni oggettive, dei consiglieri abbatiani, all’inoltro di una lettera aperta del consigliere Caruso alla sindaca di Modica Maria Monisteri.
Oggetto il clima politico teso in consiglio comunale e in città.
Il Caruso prende spunto dal successo della manifestazione culturale “Scenari” per esaltare la collaborazione
tra Amministrazione comunale, Regione e sponsor privati, nell’interesse della città.
E cita alcune parole di un autore di un libro in presentazione, “Alla base della democrazia, ci sono due posizioni, quella della maggioranza e soprattutto, affinché ci sia una grande democrazia, quella dell’opposizione”.
Un principio che chi scrive ha considerato sacro e ha citato più volte a proposito dell’assoluta insofferenza del sindaco di Ragusa, Cassì, un altro falso civico come la Monisteri, ad ogni forma di attacco delle opposizioni e ad ogni tentativo di dibattito politico e di confronto fra maggioranza e opposizione.
Per il consigliere Caruso, anche la Monisteri e la sua amministrazione, la sua squadra assessoriale, sono insofferenti alle critiche e quindi all’opposizione. Si vive in Consiglio comunale lo stesso clima che conosciamo a Ragusa, con tensioni che, per assurdo, si sviluppano fra quelli che erano prima della stessa parrocchia politica, con attacchi mirati, anche a livello personale.
Caruso riprende anche le parole di una firma illustre che ha parlato della necessità di costruire ponti per il bene della città e dei cittadini.
E da lì si scioglie, si rivolge alla sindaca consapevole delle sue doti umane oltre che intellettuali, auspica che voglia essere il sindaco di tutti e chiede di ristabilire le condizioni di serenità in aula, perché si possa lavorare e perché l’attuale opposizione possa fare il proprio lavoro nell’interesse dei cittadini modicani che sono ormai stanchi e stufi di questo clima che si vive in città.
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Non passa nemmeno per la testa a Caruso di invitare la Monisteri a farsi sa parte per inadeguatezza al ruolo o per incapacità a gestire le emergenze della città, del tutto palese che, se venisse incontro alle opposizioni, si potrebbe anche accettare il suo secondo mandato.
Si preoccupa solo di stigmatizzare le sue assenze per alcune manifestazioni, che nemmeno vuole giudicare premeditate.
Non contento, Caruso fa sfoggio anche di opposizione legale e si complimenta con l’assessore Antoci per il suo lavoro.
Chiude la sua lettera aperta con un enigmatico, ma non tanto, auspicio che la Monisteri possa creare le condizioni utili ad avviare un dibattito politico che faccia bene alla città, udite udite, anche sfruttando un suo eventuale passaggio in azzurro per incentivare la possibilità di costruire ponti.
Non ci sarebbe molto da interpretare a questo punto.

Anche la consigliera Floridia, in una nota dove stigmatizza la decisione di spostare una fermata del bus urbano a Maganuco, si preoccupa che il suo intervento possa essere considerato come strumentalizzazione politica invece dell
’esercizio legittimo del ruolo di consigliere comunale e chiude la nota offrendo la sua disponibilità a collaborare con l’Amministrazione per individuare soluzioni condivise e sostenibili, nell’interesse della comunità tutta.
Ormai sembra di essere al catechismo, non al consiglio comunale di una città di grande tradizione politica, ormai ridotta ai minimi termini.

E, se non basta capire che aria tira a Modica, per la grossa campagna acquisti in atto, c’è anche una nota dell’on.le Ignazio Abbate che raggiunge l’apice del surreale per i fatti in oggetto.

Abbate si complimenta per il riconoscimento ottenuto da Modica con la Bandiera Spighe Verdi che attesta l’impegno e i risultati raggiunti nel campo dello sviluppo rurale sostenibile”.
Legittima la sua soddisfazione, tenuto conto che la città ha dimostrato un impegno concreto nella tutela del paesaggio e della biodiversità, nel mantenimento e valorizzazione delle aree rurali, nella sostenibilità agricola, nella valorizzazione dei prodotti DOP, IGP e delle filiere corte.
Tutte cose ascrivibili anche ai suoi mandati di sindaco, perché non sono requisiti che nascono dall’oggi al domani.
Poi si abbandona ad un endorsement per due assessori della giunta Monisteri, per Tino Antoci, assessore allo Sviluppo Economico, per il suo impegno nel promuovere le eccellenze del territorio e nel supportare le iniziative volte alla crescita sostenibile, e per Samuele Cannizzaro, all’assessore all’Ecologia, il cui operato è stato cruciale per l’implementazione di politiche ambientali all’avanguardia e per la promozione di una cultura della sostenibilità all’interno della comunità.
Di certo, un cambio di passo nell’atteggiamento nei confronti dell’amministrazione Monisteri, dove i ‘suoi’ consiglieri sono all’opposizione, dichiaratamente.
Fra i fedelissimi di Abbate circolano spiegazioni, a dir poco, imbarazzanti: qualcuno ammette che sono assessori della Monisteri, ma vicini ad Abbate, da sempre, fra i 4 assessori che la Monisteri non cambiò, dopo la rottura. Qualcun altro fa appello alla filosofia e dice: “Sono i corsi e ricorsi storici, all’insegna dell’incoerenza e del mero interesse personale politico”.
Vacci a capire qualcosa, ma in realtà, è troppo facile capire.

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