Il turismo in calo in città, polemiche e rimedi che non risolvono la situazione di fondo

Continua a esternare i suoi rilievi sulla questione turismo a Ragusa il componente del Direttivo di Fratelli d’Italia di Ragusa, Mario Chiavola, ma lo fa nella veste di presidente dell’associazione politico culturale “Ragusa in Movimento”.
Non comprendiamo perché non faccia prevenire direttamente al sindaco, che detiene anche la delega al turismo, le sue osservazioni, tramite il consigliere comunale del partito, peraltro di comprovata competenza in materia.

Il motivo centrale di una nota inviata alla stampa da Chiavola è quello di un presunto calo di presenze a Ragusa Ibla nel mese di luglio, per bocca di operatori economici del quartiere, segnatamente del settore della ristorazione.

Un calo che rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si attesterebbe intorno al 30/35 %.
Occorre dire che ci sono importanti variabili nella questione.
E’ fuori luogo, innanzitutto, parlare solo di Ibla e non considerare i due centri storici nella loro interezza, le presenze vanno valutate con dati certi, non approssimativi e non certificati, comprendendo, essenzialmente, quelli delle presenze nelle strutture ricettive.
Va, intanto detto, che il mese di luglio è particolarmente dedicato al mare, le tante attrazioni della costa iblea determinano un calo fisiologico delle presenze, a Marina di Ragusa, in particolare, e su tutta la fascia costiera, c’è una esplosione di esercizi della ristorazione, che fanno naturalmente concorrenza.
Il calo del fatturato degli esercizi di ristorazione può avere cause diverse, non è il primo anno che si parla di offerta non all’altezza, di prezzi elevati, a fronte di una situazione, nei centri vicini della provincia, che offre situazioni senza dubbio migliori.
Il piatto di spaghetti alle vongole a 25 euro o due pizze e una caponata come antipasto a 70 euro, non sono esempi certamente invitanti per affollare gli esercizi del centro storico. Non sono pochi quelli, di Ragusa, non solo turisti, che si recano nella vicina Scicli e restano estremamente colpiti dalla qualità dell’offerta e dai prezzi contenuti. Chi è stato scottato da due aperitivi normali, un prosecco e un aperol, a 34 euro, non tornerà di certo in via Roma.
Per cui è legittimo parlare di situazione di crisi per il settore della ristorazione, ma il calo delle presenze va verificato.
Si attendono risposte immediate dall’amministrazione, ma, da sette anni, le associazioni datoriali più importanti e associazioni di Ragusa Ibla che hanno incamerato fondi comunali in abbondanza, fanno salotto con l’amministrazione al tavolo dell’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno, e, ora, gli esercenti vorrebbero aiuto dal Comune, senza prima svincolarsi da queste organizzazioni che poco si interessano delle sorti dei loro associati.
Non c’è stata alcuna programmazione nel settore del turismo, dall’inizio del mandato di questa amministrazione e della precedente, ma nessuno, in particolare di Fratelli d’Italia, ha sollevato eccezioni importanti lungo tutto questo tempo.
Legittimo, da parte di Chiavola, aspettarsi interventi e piani strategici dall’amministrazione, ma perché non chiede che fine ha fatto il Piano Strategico per il Turismo pagato a peso d’oro e mai attuato?

Chiavola chiede anche una promozione più incisiva del territorio, a eventi mirati fuori stagione, a un miglioramento della viabilità e dei servizi di accoglienza, e a un rafforzamento della comunicazione sui canali turistici nazionali e internazionali, ma tutto questo si deve chiedere in chiave di promozione del territorio comunale e non certo solamente per sopperire al calo di coperti degli esercizi di ristorazione.
Occorre, certo, la capacità di ascoltare le esigenze delle varie categorie, ma il tutto passa attraverso una seria e incisiva politica di opposizione che, purtroppo, a Ragusa manca.

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