La situazione in Italia è, ormai nota da tempo. Una certa sinistra è del tutto insofferente a legittime posizioni contrarie al suo pensare, addirittura si arriva a contestare chi è stato eletto con regolari elezioni democratiche
La questione si riverbera, a cascata, su problematiche come quelle di Gaza e delle azioni di guerra che Israele sta conducendo sul territorio.
Senza scendere nella polemica se si tratti di genocidio o meno, questione che attiene a quella più grande del conflitto dove sono in essere interessi mondiali assai più complessi di quello che può esprimere un modesto dibattito locale, va detto che l’azione del sette ottobre ad opera dei terroristi palestinesi non è stata da meno di quella che sta portando avanti Israele, purtroppo, e questo lede il livello del dibattito, non sempre questo evidenziato, anzi minimizzato rispetto a quanto sta accadendo oggi.
Invece di spingere a trovare soluzioni condivise per riportare Israele a più miti consigli, peraltro come richiesto da ampie fasce della stessa popolazione israeliana, ci si perde in sterili e inutili polemiche che non contribuiscono trovare un rimedio alla difficile situazione, il dibattito è farcito da posizioni estremiste e strumentali, che non vorrebbero lasciare spazio posizioni diverse.
Fortunatamente, la nostra democrazia, per quanto criticata ma voluta da tutti, lascia spazi per le diverse posizioni, ne fa testo il caso di Ragusa, dell’affittacamere che, dopo aver ricevuto una prenotazione, aveva deciso, contrariamente alle regole del settore, di chiedere all’ospite israeliana un disconoscimento dell’attuale azione del suo governo, in mancanza del quale avrebbe disdetto la prenotazione.
Occasione che ha dato lo spunto per attacchi strumentali al Sindaco di Ragusa che sarebbe stato colpevole di non aver condiviso la posizione dell’albergatore, precisando che non era la posizione della città.
Da lontano, invece, l’ex deputato di destra Nicola Cristaldi, già sindaco di Mazara del Vallo ed ex presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, è intervenuto con fermezza sull’episodio avvenuto in provincia di Ragusa, dove una famiglia israeliana è stata rifiutata in una struttura alberghiera.
«Si tratta di una discriminazione ingiustificabile», ha detto Cristaldi, «che va contro i principi di accoglienza e umanità che da sempre contraddistinguono il popolo siciliano».
Cristaldi ha ricordato la storia millenaria della Sicilia, terra di convivenza e scambio tra culture, religioni e tradizioni diverse. «A Mazara del Vallo», aggiungeva, «la comunità vive da sempre nella diversità e nel rispetto reciproco: qui convivono armoniosamente voci del muezzin, canti religiosi e processioni cristiane. Esiste inoltre un quartiere prevalentemente musulmano che ospita spazi dedicati alla cultura ebraica».
L’ex sindaco ha invitato la famiglia israeliana a visitare Mazara del Vallo, sottolineando come questa convivenza sia una delle più alte virtù umane e un patrimonio che, secondo lui, meriterebbe il riconoscimento dell’UNESCO.
«Sicilia è accoglienza, Sicilia è rispetto», ha detto, in conclusione Cristaldi. «Non può e non deve essere teatro di discriminazioni».
E il sindaco di Ragusa, considerate anche le diverse posizioni a suo favore, la giunta, la sua maggioranza, prima di Cristaldi, avrebbero dovuto avere la forza e l’autorevolezza di invitare gli ospiti respinti dall’affittacamere per un soggiorno gratuito, ospiti della città, a Ragusa.
Ma la questione non è destinata ad esaurirsi.
L’ultima trovata è quella del post di un docente ordinario di Diritto all’Università di Palermo, che ha scatenato un putiferio: “Togliere l’amicizia su Facebook agli “ebrei, anche a quelli ‘buoni’ che si dichiarano disgustati da quello che sta facendo il governo di Israele e l’Idf (l’esercito israeliano, ndr). Mentono e con la loro menzogna contribuiscono a coprire l’orrore”.
Un post di uno che dovrebbe essere un educatore e incita, invece, all’odio, in maniera indiscriminata, contro un popolo fra cui, è ampiamente noto, ci sono cittadini che non condividono le politiche del governo israeliano.
Fortunatamente, ci sono stati commenti negativi del corpo accademico e di studenti, e la presa di distanza del rettore Massimo Midiri che in una nota l’ha definita “un’iniziativa personale, culturalmente pericolosa e lontana dai principi del nostro ateneo”.
Mentre il professore cerca di definirsi non antisemita, c’è un diluvio di improperi al suo indirizzo, “mostruoso”, “vergognoso”, “ha scritto che bisogna discriminare anche gli ebrei che si dissociano”.
Nonostante i tentativi di mettere una pezza all’incidente, il rettore dell’Università di Palermo, in una nota, ha affermato: “Prendo le distanze da quanto dichiarato dal professore Luca Nivarra, invitare a togliere i contatti su Facebook agli ‘ebrei’ è una proposta che rischierebbe di alimentare le stesse dinamiche che afferma di voler contrastare. Su temi complessi come il conflitto in Medio Oriente, la strada da percorrere deve essere quella del dialogo e del confronto critico, non dell’isolamento e di ciò che si avvicina a una censura ideologica”.
“Nel corso del 2024, e confermato anche nel 2025, il Senato e il cda del nostro ateneo hanno approvato diverse mozioni sul conflitto in Palestina, condannando sia il brutale e insensato attacco di Hamas dello scorso 7 ottobre, sia la successiva azione militare di Israele a Gaza”.
“L’ateneo ha condannato e condanna con fermezza le atrocità commesse dal governo israeliano in Palestina, ribadendo la più decisa opposizione e la più aspra denuncia contro la prosecuzione di un conflitto che continua a ledere i diritti umani e a colpire programmaticamente un’intera popolazione.
L’appello del professor Nivarra rappresenta un’iniziativa personale culturalmente pericolosa e lontana dai principi del nostro ateneo”.
Anche la Ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha scritto sui social: “Le dichiarazioni del professore Nivarra non offendono solo il popolo ebraico ma tutti coloro che si riconoscono nei valori del rispetto e della convivenza civile”
Alle mostruosità del professore palermitano – “Avendo pochissimi strumenti per opporci all’Olocausto palestinese, un segnale potrebbe consistere nel ritirare l’amicizia su Facebook ai vostri ‘amici’ ebrei, anche a quelli che si dichiarano disgustati da Israele. Mentono e coprono l’orrore. Facciamoli sentire soli, complici della mostruosità in corso” – ha risposto anche Stefania Mazzone, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Catania: “Molti giovani ignorano cosa sia l’antisemitismo, ma una generazione di docenti, spesso comunisti, continua a trasmettere veleno. Questo è ciò che voleva Hamas: colpire anche gli ebrei progressisti come me, che ho fatto da scudo umano in Palestina e ho rapporti con colleghi israeliani che protestavano contro il governo prima del 7 ottobre”.
Non sono mancati i commenti negativi della gente comune, l’antisemitismo è stata l’accusa più diffusa, molti si sono chiesti quale sia il ruolo di un docente, di un educatore che dovrebbe essere denunciato per istigazione all’odio razziale.
