Una mera operazione di captazione del consenso, su indirizzo dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione che la considera “un gesto significativo di valorizzazione dell’impegno scolastico e del talento giovanile, conferendo un attestato di merito alle ragazze e ai ragazzi che hanno concluso il ciclo della scuola secondaria di primo grado con il massimo dei voti: 10 e lode.
Una passerella ideale per sindaco e assessori, saranno presenti anche quelli non di competenza, venerdì 5 settembre, alle ore 17:00, nella sala consiliare del Palazzo di Città, con la partecipazione di studenti, famiglie, docenti. A consegnare gli attestati il sindaco Giuseppe Cassì e l’assessora all’Istruzione Catia Pasta
Spiega il sindaco: “Così come già avviene da qualche anno a questa parte con i laureati che vogliono celebrare il loro successo con la città e con i diplomati – spiega il sindaco, Peppe Cassì – su stimolo di docenti, famiglie e consiglieri comunali vogliamo premiare questi giovanissimi non solo per i risultati scolastici eccellenti ma per il messaggio di costanza e determinazione che rappresentano. Il loro successo è un esempio positivo per tutta la comunità, uno sprone per loro stessi e gli altri a impegnarsi”.
L’assessore Pasta si è detta basita, in consiglio comunale, per la mancata condivisione dell’iniziativa da parte di qualche consigliere: “Le motivazioni alla base dell’iniziativa sono chiare: promuovere la cultura del merito, valorizzare l’impegno scolastico e sostenere i giovani nel loro percorso di crescita, punto centrale del programma che questa Amministrazione sta cercando di portare avanti. In un’epoca in cui spesso si tende a enfatizzare i risultati sportivi o mediatici, il Comune ha scelto di dare spazio anche al valore dello studio e della formazione.
L’attestato di merito non è solo un riconoscimento formale, ma un incoraggiamento ad affrontare con la stessa passione le sfide educative future; un modo per far sentire il Comune vicino a questi studenti affinché sappiano che la Città è fiera di loro.
Nel corso del consiglio comunale, è stato il consigliere Calabrese ha esprimere il suo dissenso per una iniziativa che considera banale, che si esaurisce nella consegna di un attestato che si limita a mettere in risalto solo il voto massimo, peraltro su sollecitazione delle famiglie interessate, senza guardare ad altre esigenze d valorizzazione dei giovanissimi.
Calabrese, di fatto, ha anticipato la posizione del PD cittadino sulla questione che aveva esternato con il seguente comunicato:
Scuola e università, PD Ragusa e Giovani Democratici: “Se “l’impegno premia”, l’Amministrazione Cassì merita una sonora bocciatura”
“Apprendiamo da un comunicato stampa del Comune di Ragusa di una cerimonia volta a premiare gli studenti medi meritevoli, cioè le ragazze e i ragazzi che hanno concluso la scuola secondaria di primo grado con il massimo dei voti.
Iniziativa di per sé lodevole, se non fosse l’ennesimo atto puramente formale dietro al quale l’Amministrazione Cassì tenta di celare la totale mancanza di una progettualità concreta in materia di istruzione.”
A dichiararlo sono Riccardo Schininà, segretario del Circolo PD Ragusa, e Federico Androne, segretario dei Giovani Democratici iblei.
“La prima osservazione che salta all’occhio è l’inconsistenza del riconoscimento, che si limita a una cerimonia con consegna di attestati, senza prevedere un incentivo anche materiale per la prosecuzione degli studi, ad esempio agevolazioni per l’acquisto di testi scolastici – proseguono i due segretari dem.
Proprio il caro-scuola in questi giorni è al centro delle polemiche nazionali, con l’Italia maglia nera in Europa per investimenti pubblici nell’istruzione e un conto complessivo per libri e corredo scolastico che sfiora i 1.200 euro a studente, cifra insostenibile per la maggior parte delle famiglie italiane.
Ma di queste problematiche non c’è traccia nell’iniziativa dell’assessora Pasta, finalizzata, come lei stessa dichiara, a sostenere i giovani nel loro percorso formativo, ma, a quanto sembra, solo a parole.
Al netto dei toni propagandistici, cui siamo oramai abituati, siamo di fronte all’ennesima misura vuota, che è poi la cifra politica di questa Amministrazione.”
A dimostrazione dell’inconsistenza delle politiche sull’istruzione portate avanti dalla giunta Cassì ci sono diversi elementi concreti, a cominciare dalle condizioni precarie di diversi istituti scolastici, più volte denunciate, per finire su quello che dal PD cittadino è considerato un macro-problema, e cioè l’impoverimento dell’offerta universitaria ragusana.
“In oltre sette anni di sindacatura, Cassì non è stato in grado di garantire un’offerta universitaria all’altezza di questa città – continuano Schininà e Androne – soprattutto se si fa il confronto con quanto è avvenuto in anni non lontani sotto amministrazioni più attente alla promozione del territorio.
Oggi l’Università iblea, nonostante l’attivazione di alcuni validi corsi di studi, non gode dell’attrattività e della competitività di realtà come la Kore di Enna, anche perché di quel poco che esiste non si fa una promozione adeguata.
Bisognerebbe chiedersi perché qui a Ragusa non si sia riusciti a rilanciare il nostro polo universitario come è avvenuto nel vicino capoluogo ennese.
Secondo noi, più che la volontà politica, sono mancate a questa Amministrazione la forza, la credibilità e l’autorevolezza per imporre le proprie richieste agli stakeholders, e questa è una responsabilità che peserà sul bilancio finale dell’esperienza Cassì.
Se oggi i nostri giovani migrano in altre città siciliane o al Nord per studiare dipende in buona misura dalla povertà dell’offerta locale, ed è un vero peccato che le nostre risorse migliori, anziché essere realmente premiate, vadano disperse in questo modo”, concludono.
