Solo la foto dell’immondizia poteva a fare da cornice al comunicato dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa che, annunciando che sta per essere pubblicato il bando per la gara della raccolta dei rifiuti urbani, coglie l’occasione per stigmatizzare, ancora, i comportamenti e gli atteggiamenti del Partito Democratico.
Abbiamo scritto, e ne siamo ancora convinti, che l’amministrazione è riuscita a tenere riservato il bando, o, almeno così vorrebbe far credere ai cittadini, cogliendo l’occasione, nel finale di convincere i lavoratori e i sindacati delle opportune garanzie inserite nel bando, per la tutela dei livelli occupazionali oltre ad altre accessorie.
Maximun gaudio degli amministratori che sono riusciti a spegnere sul nascere lo stato di agitazione dei lavorati, ancorché gli stessi, pare, non abbiano potuto avere contezza del bando.
Non ci siamo sentiti nemmeno autorizzati a criticare e a censurare il comportamento dell’amministrazione per non avere voluto condividere il bando e il capitolato, per averlo tenuto nascosto, o riservato a pochissimi, per aver, fino all’ultimo, considerato l’atto gestionale e come tale non soggetto a passare dal Consiglio comunale.
Del resto, sarebbe stato un inutile passaggio, come tanti dall’esito scontato, una maggioranza con i numeri e con i soggetti delle pseudo opposizioni pronti al soccorso, in caso di emergenza.
Il quibus della questione sta solo nei motivi di opportunità politica che avrebbero consigliato di rendere comune un atto assai importante per la comunità tutta, i cui effetti, peraltro, vanno ben la di là del mandato del sindaco in carica.
Ma da sempre, dall’inizio del primo mandato, l’opportunità politica, il bon ton istituzionale con le minoranze, è stata materia sconosciuta, per noi che consociamo questa amministrazione come la peggiore, almeno della storia recente di Palazzo dell’Aquila, non c’è stata la minima impressione negativa, abbiamo visto di peggio, considerato anche che, formalmente, l’atto è stato redatto dalla SRR, forse, non era nemmeno dovuta la presentazione al civico consesso.
I cittadini troveranno il nuovo capitolato in una scatola chiusa dove ci saranno, di certo, spiacevoli sorprese per i cittadini, per un comparto assai delicato e dalle mille problematiche.
La questione si poteva chiudere con il giubilo di assessore e lavoratori, con l’eventuale suspense del ricorso al TAR del Partito Democratico, per il quale crediamo poco, o delle risposte degli assessori regionali agli enti locali e all’energia, anche queste improbabili, un paio di amenità di queste minoranze che, come i falsi nobili, rivendicano il titolo di opposizioni.
Del resto, al netto di qualche intervento del capogruppo Calabrese che chiedeva del capitolato, negli ultimi mesi, l’azione dei democratici è stata eccessivamente tardiva, forse perché convinti che si sarebbe andati ancora avanti a proroghe.
Pensavamo, al netto del giudizio politico, che D’Asta fosse una persona intelligente; invece, la smania di bacchettare il Partito Democratico dopo averne subito tante già quando era ancora nel partito, lo ha portato a darsi la zappa sui piedi. E non possiamo essere assolutamente teneri.
In una nota per rispondere alle accuse del PD e censurarne i comportamenti, l’assessore D’Asta, ingenuamente, ci parla di tre cicli di incontri con associazioni e sindacati e di uno aperto alla cittadinanza.
Non essendo associati, nemmeno della ciclistica San Giovanni, né aderenti ad un sindacato, può passare che non abbiamo saputo nulla di questi incontri, per quanto l’amministrazione diffonde comunicati per ogni minima pisciata di uccellino.
Ma in quanto cittadini, non abbiamo saputo nulla, non ne hanno saputo nulla nemmeno amici comuni con l’assessore, peraltro vicini politicamente, non se ne è avuta assolutamente notizia.
Si sarà trattato di riunioni per pochi intimi ed eletti, ma sappiamo e abbiamo dato dimostrazione che, anche dalle riunioni più riservate, è sempre trapelata qualcosa, c’era un periodo che il Sindaco torchiava D’Asta accusandolo di passare indiscrezioni e notizie riservate a chi scrive, nel pieno della sua sindrome di accerchiamento.
Di una gravità inaudita ammettere che qualcuno ha avuto modo di avere contezza del bando e del capitolato, mentre la maggioranza dei cittadini è stata tenuta all’oscuro.
Ma ripetiamo, conosciamo la specie e non ci meraviglia nulla, del resto D’Asta un opportunista di eccellenza, transitato dal partito Democratico dove non era per nulla gradito, passando per le varie correnti interne, fissato di fare la lotta al leader Dipasquale e al segretario Calabrese, per avvicinarsi a Ignazio Abbate e farsi nascondere nella lista di Partecipiamo, dopo non aver trovato nemmeno accordo con Gurrieri di Terra Madre, altro abbatiano mimetizzato in campagna elettorale, ora fedelissimo di Cassì.
E a conferma dell’indole di D’Asta si annoverano contrasti anche con Giovanni Iacono per la pretesa di essere leader paritario della lista a cui aveva aggiunto la sigla di un fantomatico movimento mai nato.
Un peripatetico della politica che è arrivato anche ad avere contatti con Fratelli d’Italia per farneticanti progetti di candidatura a sindaco, uno che ci parla di comiche dei PD, lui che, per mesi, ci ha propinato la favola dei consiglieri Sortino e Mezzasalma suoi fedelissimi consiglieri, favola alla quale non abbiamo mai creduto e, di questo, lo abbiamo chiaramente reso edotto e in più occasioni.
I fatti ci hanno dato ragione, la Mezzasalma è già passata in Forza Italia, formazione politica con la quale D’Asta è comunque in coalizione e in giunta, dove trova due assessori di Forza Italia.
D’Asta ci parla di comiche del PD perché avrebbero richiesto all’Ufficio Ambiente, e ottenuto, mesi fa un incontro dedicato al tema, presso la sua sede.
Anche in questo caso, non essendo iscritti al PD non ne potevamo sapere nulla, ma, come per D’Asta, non si può non considerare l’attenzione del PD riservata alle testate giornalistiche, almeno quelle registrate, e ai giornalisti, almeno quelli iscritti all’Albo.
Anche questa una pagina nera di questa squinternata amministrazione, apparsa troppo composita già dalla sua composizione, con l’assessore D’Asta che insiste, fino alla fine di parlare di atteggiamento irrispettoso nell’interesse a orologeria del PD, nei confronti dei cittadini “che in questi mesi hanno contribuito con suggerimenti e proposte, mostrando sincero interesse”. Confermando, quindi, se ancora ce ne fosse bisogno, che alcuni erano a conoscenza del bando e del capitolato, essendone contribuenti in termini di suggerimenti e proposte che potevano essere avanzati solo conoscendo di cosa si parlava.
Questa è la correttezza e l’affidabilità politica di questa classe dirigente della quale occorrerà ricordarsi, e noi faremo di tutto per farlo ricordare, già dalla prossima consultazione elettorale, anche perchè quello che uscirà fuori dal bando e dal capitolato, abbiamo l’impressione, sarà quanto di più devastante per i cittadini che, finora, per la raccolta dei rifiuti, ne hanno visto di tutti i colori.
