Una nota del Partito Democratico di Ragusa a proposito del debito di Iblea Acque nei confronti del Comune di Ragusa, non onorato secondo il piano di rientro che era stato concordato per un rientro morbido dell’esposizione, tenuto conto delle condizioni della società in house.
L’odierno comunicato prende anche in considerazione le dichiarazioni del Sindaco di Ragusa che, autonomamente, ha deciso che, in ogni caso, non intraprenderà azione legale per il recupero del debito e per il mancato rispetto dei termini del piano di rientro.
Naturalmente, ci sia consentito, una amenità pensare che il primo cittadino cambi opinione, portandomil problema in aula per condividerlo con il consiglio comunale.
Questa la nota del Partito Democratico:
Debiti di Iblea Acque, PD Ragusa: “Cassì non può decidere da solo, il Consiglio si è già espresso: torni subito in aula”
Il Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa denuncia con forza “la gravità delle dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa da parte del sindaco Cassì che ha escluso la possibilità di agire legalmente nei confronti di Iblea Acque, pur dopo tre rate del piano di rientro rimaste non pagate”.
Con la delibera n. 33 del 4 giugno, il Consiglio comunale ha approvato un piano di rientro da oltre 10 milioni di euro per saldare i debiti che la società di gestione del servizio idrico integrato ha nei confronti del Comune di Ragusa, ma lo ha fatto alle condizioni imposte grazie a un emendamento proposto dal Partito Democratico, poi fatto proprio dal sindaco, che stabilisce in modo inequivocabile: “In caso di insolvenza della società, il Comune potrà esigere immediatamente le somme dovute”.
“È quindi il Consiglio comunale ad aver fissato le regole – dichiarano i consiglieri Peppe Calabrese, Giuseppe Podimani e Mario Chiavola – e Cassì non può oggi decidere unilateralmente di concedere ulteriori dilazioni a Iblea Acque, né sospendere quanto deliberato dall’aula.
Il sindaco non è al di sopra delle istituzioni: se intende modificare i termini del piano di rientro, presenti una nuova delibera di Giunta e la sottoponga al voto del Consiglio, unico organo competente in materia”.
Il Partito Democratico annuncia la presentazione di un atto formale per chiedere che Cassì riferisca in aula e chiarisca se intende rispettare la delibera del 4 giugno.
“Allo stesso tempo – aggiunge inoltre il segretario PD Ragusa Riccardo Schininà – non possiamo non rilevare che la nostra attenzione sulla vicenda di Iblea Acque è stata massima, con presenza e responsabilità per difendere le casse comunali e gli interessi della città.
Il Partito Democratico è stato il primo a denunciare i ritardi, i debiti verso il Comune e le inefficienze della gestione del servizio idrico, inoltre ha presentato interrogazioni e denunce alla Corte dei Conti chiedendo un accordo preventivo”.
“Il Consiglio comunale si è già espresso – conclude il gruppo consiliare dem – e il sindaco non può ignorarlo. Difenderemo il ruolo dell’aula, la trasparenza e l’interesse dei cittadini ragusani, se necessario anche sollecitando l’intervento dell’Assessorato regionale agli Enti Locali e nuovamente la giustizia contabile”
