Accoglienza ‘magno cum gaudio’ per il Presidente della Regione, ma i problemi restano tutti sul tavolo

Bon ton istituzionale all’inaugurazione della Fiera Agricola, in particolare da parte dei deputati regionali che hanno fatto, come di regola, gli onori di casa per accogliere il Presidente della Regione Musumeci, ma i problemi restano tutti irrisolti.
Solo l’onorevole Nello Dipasquale ha tolto il disincanto per una visita ad un settore per il quale il Governo regionale non ha sganciato un euro, nel corso della quale visita Musumeci, secondo la narrazione contenta della Camera di Commercio, ha promesso elargizioni addirittura per la promozione in ambito nazionale della manifestazione.
Vorremmo, e possiamo dire di non essere i soli a pretendere quanto andiamo a dire, che le visite del Presidente della Regione non fossero dedicate solo a inaugurazioni e convegni, ma fossero finalizzate a portare risposte concrete per le esigenze del territorio.
Solo dopo 24 ore dalla presenza a Ragusa dei vertici regionali, la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, ci dà notizia di una risposta ad una sua interrogazione sull’aeroporto di Comiso, risalente a 14 mesi prima.
Viene da sorridere pensando alle proteste di qualche consigliere comunale che sbotta perché le risposte ad interrogazioni consiliari tardano ad arrivare, per qualche giorno oltre i limiti indicati dal regolamento comunale.
La regione, è questo è sintomo dello sfascio totale esistente, risponde con 14 mesi di ritardo e il nostro pensiero va ad assessori di Fratelli d’Italia che, ci saremmo aspettati, sono stati e sono a Palermo per cambiare le cose e non per mantenere lo stato poco dignitoso di una politica vergognosa, che risponde ad una interrogazione dopo 14 mesi, senza che nella risposta ci sia il minimo di scuse dovute all’interrogante, con dovizia di particolari sulle motivazioni.
Una risposta che, dopo 14 mesi, è solo retorica politica per l’impossibilità di dare risposte che servivano, per l’aeroporto di Comiso, per la stagione 2019.
Una risposta, che arriva in sede di discussione del “collegato” alla finanziaria, sugli incentivi economici per l’incremento delle presenze turistiche verso l’aeroporto di Comiso, presentata il 24 luglio del 2018, e le approvazioni per il progetto della società di gestione dello scalo comisano.
Sottolinea Stefania Campo: “sarebbe stato quantomeno imbarazzante ammettere che, da una parte, il ritardo di circa due mesi accumulato dall’Assessorato al Turismo per valutare il progetto presentato da Soaco e, dall’altra, le colpe della stessa Soaco per aver presentato il progetto solo ad inizio giugno 2018 perdendo di fatto i voli per l’estate 2019, avevano reso praticamente inutile il bando da 15,5 milioni, previsto per ben 15 rotte, dell’autunno 2018, visto l’estremo ritardo con cui era stato pubblicato”.
A quel bando infatti parteciparono solo due compagnie e per due sole rotte: una per la Germania e l’altra per Torino. Quindi 2 rotte su 15 possibili. Un vero e proprio flop sulla pelle dei cittadini.
“Ma la cosa ancora più incredibile – prosegue la deputata iblea – è che anche queste due rotte non si sono mai concretizzate. Le uniche due compagnie che parteciparono forse non sono mai state messe nelle condizioni di poter lavorare serenamente e con fiducia? Non si sa, così come non si sa che cosa intenda fare la Soaco con questi 15,5 milioni e con gli altri 1,9 milioni dei fondi ex Insicem.
È mai possibile tenere fermi 17,4 milioni di euro pubblici per più di 15 mesi?
I dati di questa estate, d’altronde, sono chiari e netti: i passeggeri sono calati dai consueti 45mila a soli 30mila, quindi 15mila in meno.
Un calo percentuale del 33%, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di assumersene la responsabilità.
In questo contesto, Comiso viene costretta strategicamente ad un ruolo di ruotino di scorta dell’aeroporto di Catania. E da qualche settimana siamo stati messi anche a conoscenza della cancellazione, a partire dal 28 ottobre, di numerose tratte da parte di Ryanair: niente più Londra, niente più Roma, niente più Düsseldorf. Ma, allora, cosa ci resta, ad oggi, per l’aeroporto di Comiso? Intanto 17,4 milioni non ancora utilizzati appunto per i bandi e poi, finalmente, l’opportunità di vedere attivata la continuità territoriale grazie ai fondi impegnati per le tratte sociali, Milano e Roma, che partiranno il 27 marzo prossimo.
Dall’altro canto continuiamo a domandarci quale sia il progetto reale della Soaco e, soprattutto, della Sac, che ne è socio di maggioranza”.
“Il nostro, invece, è chiaro – conclude Stefania Campo – siamo per una gestione a rete di tutto il sistema aeroportuale siciliano, una gestione pubblica, affidata a persone competenti, slegate dalla politica partitocratica di sempre.
Se, infatti, qualcuno si era convinto che facendo funzionare, strumentalmente, male gli aeroporti pubblici attuali sarebbe riuscito a convincerci della bontà dei propri piani di “privatizzazione selvaggia”, si sbagliava di grosso. Proprio lo scorso 23 settembre, il nostro gruppo parlamentare ha infatti depositato il proprio disegno di legge ‘Norme per l’istituzione del sistema aeroportuale delle isole siciliane’”.

Vale la pena di rendere conto di alcuni passaggi della risposta dell’assessore al turismo e del verbale della seduta per rendersi conto di alcune amenità.
Per capire i ritardi cronici basta rilevare il percorso di queste misure dalle parole dell’assessore che dice come l’attività degli uffici è stata puntualmente seguita come di seguito specificata in ordine cronologico:
con Decreto assessoriale n. 3503 del 27 dicembre 2017 è stata approvata la ripartizione proporzionale (cd. Piano di riparto) delle somme appostate al comma 2 della suddetta normativa,
Al predetto decreto assessoriale ha fatto seguito il decreto di impegno delle somme per l’anno 2017; – con successivo Decreto assessoriale n. 147 dell’8 febbraio 2018 è stato adottato il piano di riparto per le annualità 2018 e 2019, seguito dal Decreto assessoriale n. 1329 del 31 maggio 2018 per l’annualità 2020.
Le convenzioni stipulate dai comuni ricadenti negli ambiti territoriali degli aeroporti di Trapani – Birgi e di Comiso e trasmesse al summenzionato Dipartimento, sono state inoltrate con nota assessoriale prot. n. 21581 del 27 giugno 2018 alla Presidenza della Regione al fine di acquisire il parere della Commissione dell’ARS competente per materia, – la Segreteria Generale della Presidenza della Regione, a sua volta, con nota prot. n. 37090 del 4 luglio 2018 ha inviato le Convenzioni e relativi allegati al Presidente dell’Assemblea regionale per l’inoltro alla Commissione di merito.
Il Servizio 6°, Coordinamento intersettoriale Attività Economiche e Produttive – Tutela Consumatori della Segreteria Generale della Presidenza della Regione, con nota prot. n. 41121 del 25 luglio 2018 ha comunicato “che la V Commissione legislativa dell’Assemblea Regionale Siciliana, nella seduta n. 30 del 24 luglio 2018, ha espresso parere favorevole” ed ha allegato copia della nota prot. n. 005408 del 25 luglio 2018 di comunicazione del parere favorevole a maggioranza inviata dall’Ufficio per il Coordinamento dell’attività legislativa al Presidente della Regione; – con il D.D.G. n. 1916/Serv 1 del 30 luglio 2018 – registrato al n. 1208 del 22 agosto 2018 presso la Ragioneria centrale del Dipartimento del Turismo, dello sport e dello Spettacolo – in attuazione dell’articolo 11, comma 4 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24 sono stati finanziati gli interventi a sostegno delle attività di promozione del territorio svolte dai comuni costituenti gli ambiti territoriali afferenti agli aeroporti Vincenzo Florio di Trapani Birgi e Pio La Torre di Comiso.
Nel caso specifico dell’aeroporto di Comiso, di cui all’interpellanza in oggetto, il decreto ha impegnato le somme di € 1.638.000,00 per l’annualità 2018, € 1.774.500,00 per l’annualità 2019 e di € 1.774.500,00 per l’annualità 2020; – con nota prot. n. 0047472 del 27 dicembre 2018 il comune di Comiso ha comunicato i risultati delle procedure di gara attivate con l’ausilio della C.U.C. Trinakria Sud di Comiso Mazzarrone, finalizzate all’affidamento dei servizi di promozione e comunicazione per favorire l’incremento delle presenza turistiche nell’ambito territoriale di riferimento e, contestualmente, ha chiesto la liquidazione dello stanziamento finanziario relativo all’annualità 2017 – effettuato con D.D.G. 3535 del 28 dicembre 2017 – pari ad € 1.500.000,00, di cui ha dichiarato l’immediata spendibilità; – con D.D.G. n. 3614 del 27 dicembre 2018, registrato al n. 2466 del 3 gennaio 2019, in attuazione dell’articolo 11, comma 4 della legge regionale 24/2016 si è provveduto a liquidare l’anticipazione dello stanziamento finanziario relativo all’annualità 2017 pari ad € 1.500.000,00 (unmilionecinquecentomila/00) a valere sul Capitolo 473311 del bilancio regionale relativamente all’ambito territoriale su cui insiste l’aeroporto Pio La Torre di Comiso, in favore del comune di Comiso, quale capofila in nome e per conto dei comuni costituenti l’ambito territoriale di che trattasi.

Dopo questo percorso, contorto, farraginoso e lento, consueto, forse, per la regione siciliana, l’assessore ritiene che l’iter di approvazione degli interventi di cui all’articolo 11 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24, recante “Disposizioni per favorire l’incremento delle presenze turistiche negli ambiti territoriali afferenti agli aeroporti di Trapani – Birgi e di Comiso”, oggetto delle osservazioni dell’onorevole interrogante, sia stato svolto dagli uffici del Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, nel pieno rispetto dei compiti istituzionali.

Allora, le colpe sono da ricercarsi a Comiso, nella dirigenza dell’aeroporto? Se la risposta fosse positiva, si dovrebbero adottare misure consequenziali, altrimenti replicare duramente alla Regione per il ritardo nell’espletare i suoi compiti.
Vale la pena rilevare due passaggi della replica finale dell’on.le Campo, uno dei quali costituisce un grave campanello di allarme:
il primo, quando fa il punto sulle somme non spese per l’aeroporto, da dove si evince che sarebbe meglio che qualcuno fosse restituito agli affetti familiari per manifesta incapacità ad amministrare enti pubblici o privati: 17 milioni e 400, di cui appunto 15 milioni e mezzo di questo bando, e un milione e 900 dei Fondi ex-insicem, che in 15 mesi non si è riusciti ancora a spendere, non si è riusciti a destinare queste somme ai cittadini.

Il secondo riferibile ad una norma di un deputato di maggioranza che, prima delle vacanze, nel collegato alla finanziaria aveva inserito lo storno di 500.000 euro destinati al CARGO, verosimilmente, secondo la Campo, per colmare qualche buco del bilancio del Comune.
Meglio non commentare.

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