Amministrazione comunale: lo scherzo è bello se dura poco, ora occorre fare seriamente

Si è giocato troppo, scherzando con la cosa pubblica e con il bene comune. Ormai da sei anni viviamo in un mondo fantastico, giocherellone, fatto di piste ciclabili, di vallate e cave da riqualificare, di rigenerazione del centro storico che non arriva mai, settori importanti dell’amministrazione sono stati affidati e sono affidati a personaggi di conclamata incapacità, trastullandosi con la mole enorme di finanziamenti post covid come un figlio di papà che dilapida il patrimonio in cose inutili.
Alla prima occasione seria, il Piano regolatore dimenticato da sei anni, i primi inciampi che mettono a repentaglio credibilità e affidabilità di sindaco e collaboratori.
Fino ad ora, senza condivisioni preventive, il sindaco ha sempre fatto le sue scelte e non ha mai pensato di fare passi indietro, sulla scia di consolidate strategie, accresciute per la consapevolezza di un consenso straripante.
Arrivati al piano regolatore si pensava di poter agire, impunemente, stabilendo accordi e valutando la complicità di opposizioni al borotalco, se non alleate nelle scelte urbanistiche, come facilitatrice di un percorso spacciato per visione futura della città.
Un piano presentato e criticato dalle opposizioni che, ora, o sono in maggioranza o comunque alleate per le scelte importanti e di rilevanti riflessi economici di lobby ormai ben identificate, apparentemente rivisto ma, in realtà ulteriormente ‘aggiustato’ a piacere, senza nessuna condivisione, se non per qualche confronto con Ordini e associazioni di categoria.
Un piano senza una visione urbanistica pregnante, redatto da tecnici professionalmente preparati, con un solo difetto: non sono urbanisti.
All’insegna degli slogan che vanno di moda, consumo di suolo zero, condizioni preventive di salvaguardia dagli eventi atmosferici estremi, tutela ambientale e del patrimonio verde della città si è sfornato un piano che vorrebbe limitare l’espansione edilizia, residenziale e commerciale, che vorrebbe far rinascere il centro storico, ma non c’è nulla per la viabilità, non ci sono nuove arterie, solo fantasie come la struttura sanitaria per Marina di Ragusa o il progetto della metroferrovia che non si sa chi dovrebbe utilizzare e per andare dove.
Abbiamo, più volte, sottolineato come, invece delle lezioncine teoriche in commissione, serve vedere il piano da vicino, praticamente sul campo, e capire chi può costruire, cosa e come, chi può costruire e dove, e chi, invece, può cambiare mestiere.
Si è voluto ridimensionare l’estensione delle aree di edilizia residenziale, con il miraggio di ripopolare il centro storico, c’è il gioco delle tre carte attorno all’ex parco agricolo urbano dove si resta aggrappati al tentativo, nonostante le sentenze sfavorevoli, di contenere l’edificabilità.
In commissione è venuta fuori, senza chiarezza e senza trasparenza, la questione delle aree declassificate, da edificabili a terreno agricolo.
L’avvocato del Comune sostiene che la giurisprudenza tutelerebbe queste scelte, che il pericolo di richieste di risarcimenti è quasi nullo, che, in ogni caso, i diritti acquisiti sono intoccabili, sia pure a condizioni ben precise.
Con sicurezza, l’assessore al ramo, in commissione, afferma, a proposito delle aree declassificate, “che ci sono solo 14 progetti in esame e che non ci sono progetti in esame in aree edificabili che nel PRG diventerebbero verde agricolo”
L’affermazione, che rimane, secondo noi, una semplice affermazione, ancorché in commissione, non modifica la realtà comunque esistente, cioè se ci sono progetti in itinere, ante PRG, possono essere i commissari a lamentare la non veridicità di quanto detto dall’assessore.
L’affermazione, invece, scatena la immediata reazione di un gruppo di Catania della Grande Distribuzione Organizzata che chiede una immediata rettifica di quanto affermato, ritenendo quanto mai necessaria la massima esattezza di quanto detto in commissione o in consiglio, alla luce della realtà che vede un progetto per la costruzione di un supermercato DECO’ e di un ristorante McDonald, inoltrato al Comune in data 16 giungo 2022.
Altro non specifica la richiesta di rettifica che sa di diffida a eventuali tentativi di declassificare l’area dove insite il progetto, ipotesi suffragata dalla pubblicazione, in data odierna, di una intera pagina sul quotidiano catanese La Sicilia, dove si specifica che la ditta è in attesa fiduciosa dell’autorizzazione definitiva per dare vita alle opere.
A quanto si apprende, in maniera del tutto informale, l’assessore, in una riunione di giunta, avrebbe specificato che non c’è nessuna autorizzazione per il progetto.
E del tutto evidente che si sta traccheggiando per negare l’autorizzazione in virtù dell’intenzione di declassificare l’area, altrimenti assessore e sindaco avrebbero già chiarito che si tratta di un equivoco e che sono ben felici della realizzazione delle opere in questione, che attendono con ansia per la valenza socioeconomica dell’iniziativa.
E’ chiaro, conoscendo anche la consistenza del gruppo interessato al progetto, che ove si frapponessero ostacoli alla realizzazione, andrà a finire in tribunale e considerati i recenti esiti di controversie appunto urbanistiche, non c’è da stare tranquilli.
Al di la degli sviluppi della questione, emerge, comunque, una realtà fatta di scelte dell’amministrazione con poca chiarezza e scarsa trasparenza: lo abbiamo scritto e lo abbiamo detto in televisione, nel corso della trasmissione MAL COMUNE su Teleiblea, occorre rendere noti i dati sulle aree che da verde agricolo diventano edificabili e viceversa, servono notizie precise sulle aree di determinati gruppi imprenditoriali della città che sono state privilegiate e altre, di altrettanti nomi eccellenti dell’imprenditoria locale, che non hanno avuto la considerazione dovuta per i progetti avanzati.
Con quali criteri sono state fatte le scelte e sulla base di quali principi sono state scartate idee e proposte?
E’ preoccupante pensare che di fronte alla possibilità di avere un supermercato di un gruppo prestigioso e di un ristorante Mc Donald gli amministratori non siano palesemente entusiasti dell’iniziativa per il bene della città, per lo sviluppo economico e per i livelli occupazionali che ne gioverebbero in una città che da sei anni attende di essere risvegliata dall’attuale sindaco.
Ma, visto l’approccio, già verificato con la società TEKNE,’ non c’è da stare allegri per le scelte degli amministratori, ancorché portatori di un consenso indiscutibile.
Ma preoccupante è anche l’ipotesi che ci possano essere presunte irregolarità per l’adozione del piano, ripetiamo, si tratta di un contenzioso che ancora deve nascere, ma non riteniamo il gruppo catanese così sprovveduto da muoversi se non sicuro delle sue mosse.
Se poi, come scrive qualche autorevole commentatore, ci si trovasse davanti ad arbitrarietà, a disinibito uso del potere per avvantaggiare alcuni a danno di altri, sarebbe tragico.
Sono tante le ombre che continuano a emergere attorno a questo PRG, sarebbe ora di agire con serietà e responsabilità, rigettando, con la chiarezza e la massima trasparenza, ogni possibile illazione.
Iniziando con il chiarire, non solo con la giunta, se queste pretese in oggetto hanno titolo autorizzativo o gli estremi per averlo, o sono campate in aria.

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