Claudio Conti, come coordinatore locale di ‘Italia in Comune’, ritorna ad adombrare aspetti di illegalità sull’appalto dei rifiuti

Storico leader di Legambiente a Ragusa, il prof. Claudio Conti era stato nominato assessore nella Giunta di Federico Piccitto, si occupò, naturalmente, in principio, dell’iter per il famoso appalto dei 7 anni, da 80 milioni di euro. Fu lui che intrattenne rapporti con la Esper, la società che si occupò del piano di gestione dell’appalto, in pratica del capitolato.
Come avviene, di solito, in politica, l’assessore cadde in disgrazia e fu defenestrato, scelse la strada della dissidenza e si avvicinò al meetup, mai riconosciuto dai vertici 5 Stelle, locali e regionali, denominato ‘ragusattiva5Stelle’, al quale, più o meno ufficialmente, facevano riferimento gli assessori dimissionari o dimissionati della giunta Piccitto, l’architetto Dimartino, il dott. Brafa, e appunto il prof. Conti, gli stessi che, dopo aver compreso che il meetup non riconosciuto non avrebbe avuto futuro, si appoggiarono al Movimento Città Futura, dal quale si defilarono, per dissensi con il candidato sindaco, un ex consigliere comunale del Movimento Città, a campagna elettorale in corso.
Ora, dal comunicato oggetto di questo articolo, si apprende che il prof. Conti è il coordinatore locale di ‘Italia in Comune’, un movimento nuovo nel panorama politico, del quale era referente locale l’ex assessore Brafa,
Nella sua qualità di esperto del settore ambientale, il prof. Conti non aveva tralasciato di evidenziare i limiti, le criticità e gli aspetti poco chiari dell’appalto per la raccolta dei rifiuti, a Ragusa.
Numerosissime le sue denunce a mezzo stampa, dalle file di ragusattiva5Stelle, come vertice di Legambiente Ragusa attraverso il circolo locale ‘Il Carrubo’, e ora come esponente di vertice di ‘Italia in Comune’.
In verità, di tutte le denunce inoltrate attraverso comunicati stampa, più o meno pubblicati da tutte le testate locali, non ci sono stati effetti noti, a meno che non ci siano indagini che, al momento, non sono rese note dagli organi inquirenti.
Il prof. Conti, periodicamente, rinnova rilievi e accuse di mancanza di legalità nella gestione dell’appalto, punta l’indice contro la vecchia amministrazione guidata da Piccitto, non tocca l’attuale amministrazione, non fa cenno, come sarebbe naturale prevedere, di contatti con la ditta ESPER che riveste ora il ruolo di DEC, l’elemento ideale per rispondere, in prima istanza, alle eccezioni sollevate.

In questo ultimo comunicato, sotto l’intestazione di ‘Italia in Comune’, il prof. Conti parla di ombre sull’appalto dei rifiuti, di aspetti di illegalità, di un appalto al quale, stranamente, hanno partecipato solo due ditte del settore. Un particolare che avrebbe dovuto, secondo Conti, far alzare il livello di attenzione delle istituzioni, cosa non avvenuta.
Parla poi, il prof. Conti, di notizie di stampa secondo le quali l’appalto risulterebbe viziato da palesi e gravi irregolarità, ma ci permettiamo di evidenziare come, secondo noi, i profili di irregolarità, sono stati segnalati sì dalla stampa ma ripresi dai suoi numerosi comunicati sull’appalto.
Si parla ora di documenti irregolari in fase di gara, di modifiche al capitolato concesse dall’amministrazione 5 Stelle, non consentite né dai documenti di gara né dalla normativa europea.
Peggioramento del servizio e consistenti risparmi per la ditta, a scapito delle casse comunali e, quindi, dei cittadini, che fanno dire a Gianflavio Brafa, presidente di Italia in Comune Ragusa, “Sulla gestione dei rifiuti è crollata la presunta diversità e onestà intellettuale propagandata dai 5 Stelle”.
Una filippica contro i 5 Stelle, peraltro dilaniati internamente, a Ragusa, da mille contrasti e altrettante faide interne, tali ormai da rendere tutto il Movimento un bersaglio inutile, vuoto di uomini e di contenuti su cui, però, ci si ostina a sparare, non si comprende con quale fine, a meno che non si vogliano colpire in anticipo aspirazioni per le prossime europee.
I disservizi attuali deriverebbero tutti dalla cattiva vecchia amministrazione 5 Stelle.
Il comunicato, che pubblichiamo appresso integralmente, fa cenno nella parte finale ad un leader provinciale del Movimento 5 Stelle, non meglio specificato.

Questa la nota di Claudio Conti, nella qualità di “Conti coordinatore locale di Italia in Comune”:

OMBRE SULL’APPALTO RIFIUTI
ANCHE NEGLI ASPETTI DI LEGALITA’ DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI RAGUSA NON E’ PIU’ L’ISOLA NELL’ISOLA
L’appalto rifiuti a Ragusa è il più grande appalto mai aggiudicato in città al quale hanno partecipato soltanto due ditte, segnale che in Sicilia opera un cartello dove le ditte non si pestano i piedi e si spartiscono il territorio.
Già questa situazione avrebbe dovuto fare alzare il livello di attenzione da parte delle istituzioni, ma non è avvenuto.
Ora si apprende, da notizie di stampa, che l’appalto risulta viziato da palesi e gravi irregolarità già nella fase di gara, con la commissione aggiudicatrice che sembra non essersi accorta di nulla e non ha escluso le ditte i cui documenti erano irregolari. Ma se ciò è grave, ancora più grave è l’aver concesso all’ATI vincitrice, da parte dell’amministrazione M5S, modifiche al capitolato d’appalto non consentite né dai documenti di gara né dalla normativa europea.
Tali concessioni hanno prodotto un evidente peggioramento del servizio rispetto a quello previsto ed evidenti e consistenti risparmi per la ditta vincitrice a scapito dei cittadini che anche questa volta sono stati considerati come polli da spennare.
L’ordinanza sindacale del Sindaco Piccitto del 4 maggio 2018 è grave perché non solo ha modificato il capitolato d’appalto avvantaggiando il gestore, ma lo ha fatto violando le norme contenute nel regolamento rifiuti approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Ragusa nel 2016 compreso il M5S.
Sulla gestione dei rifiuti è crollata la presunta diversità e onestà intellettuale propagandata dai 5S – dichiara Gianflavio Brafa presidente di Italia in Comune Ragusa -.
L’A.C. M5S si è mossa nella più totale continuità con il passato: profitti ai privati e perdite al pubblico (quel popolo del quale ci si riempie immeritatamente la bocca).
Un esempio classico di cattiva gestione della cosa pubblica da parte di chi aveva promesso tutto il contrario solo per acchiappare un po’ di voti.
E suonano come un’offesa all’intelligenza dei cittadini le frequenti lamentele dei consiglieri comunali del M5S sulla gestione dei rifiuti.
Se il servizio funziona male e la città è invasa da sacchetti abbandonate dovunque è tutta colpa della vecchia amministrazione del M5S che ha consentito che l’impresa consegnasse alle famiglie contenitori più piccoli e del tutto insufficienti alle necessità con conseguenti risparmi non dovuti e che lasciasse senza contenitori una parte non marginale della città, soprattutto nel centro storico.
Un grande scandalo che costerà qualche milione di euro in più alla città e tasse più elevate ai cittadini – conclude Claudio Conti coordinatore locale di Italia in Comune – soprattutto i più poveri, e verso il quale il leader provinciale del M5S mantiene un silenzio imbarazzante.

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