Il prof. Claudio Conti, nella veste di coordinatore di Italia in Comune di Ragusa, chiede di inchinarsi alla realtà e considerare che la Ragusa-Catania non sarà realizzata, per cui è meglio attivarsi per difendere i fondi stanziati e farli destinare ad opere utili e realizzabili
Le sue considerazioni nella nota che segue:
“La decisione del governo di rinunciare al project financing per l’autostrada Ragusa Catania, puntando sul finanziamento interamente pubblico, getta una pietra tombale sull’infrastruttura.
Infatti, sarà quasi impossibile reperire mezzo miliardo di euro per l’autostrada da parte di un governo che ne deve trovare 23 per disinnescare l’aumento dell’IVA, oltre a quelli per la correzione della manovra finanziaria, senza parlare delle necessità di finanziare tutte le infrastrutture iniziate e mai completate in Sicilia.
Insistendo sull’autostrada Ragusa-Catania si rischia di perdere tutto il finanziamento pubblico per infrastrutture in provincia di Ragusa aspettando qualcosa che quasi certamente non arriverà.
Il nuovo obiettivo deve essere invece quello di difendere i 367 milioni di euro stanziati dal CIPE per destinarli a opere utili alla provincia.
Prioritariamente la nuova ferrovia Comiso-Vizzini – afferma Claudio Conti coordinatore di Italia in Comune di Ragusa – che consentirebbe di raggiungere Catania in treno in meno di 2 ore mettendo in collegamento via ferro Ragusa, Catania e i due aeroporti di Comiso e Fontanarossa, utilizzando i 218 milioni del Programma di Azione e Coesione 2014-2020.
Poi il completamento fino a Modica dell’autostrada per Siracusa che permetterà di raggiungere comodamente e con maggiore sicurezza Catania da Ragusa in 75 minuti.
Infine, la messa in sicurezza della statale per Catania nei tratti più pericolosi utilizzando i 149 milioni nella disponibilità dell’ANAS.
Più si andrà avanti e più bisognerà spostare traffico dalla strada alla ferrovia stante il fatto che il cambiamento climatico avanza e occorre ridurre in tempi brevi l’inquinamento e le emissioni di gas serra generate dai trasporti.
L’Unione Europea sarà costretta a velocizzare e finanziare, più di quanto fa oggi, la realizzazione di infrastrutture che riducano la CO2 emessa per passeggero/kilometro e a disincentivare il trasporto su gomma. E bisogna farsi trovare pronti”.
