E’ partita la marcia di Davide Faraone e Nello Dipasquale sulla Ragusa – Catania

In corso la marcia ‘sblocca cantieri’ del PD siciliano.
E’ partita con circa un’ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia perché, in arrivo a Ragusa, il segretario regionale del PD ha trovato la strada bloccata dall’ennesimo incidente sulla Ragusa – Catania.
Il ritardo ha consigliato di anticipare la prevista pausa notturna, anche perché le condizioni atmosferiche non sono favorevoli, nebbia, pioggia, hanno indotto la Polizia Stradale a consigliare una pausa, per riprendere la marcia domani mattina alle ore 6, considerando che la scarsa visibilità e il fondo viscido rendono quanto mai rischiosa il cammino lungo i bordi dell’arteria.
Davide Faraone, Nello Dipasquale, Mario Chavola e Mario Cutello, seguiti dallo staff di Davide Faraone, con l’addetto alla diretta facebook, hanno intrapreso il cammino intorno alle ore 17.30, dopo un briefing con gli uomini della Polizia Stradale e della Digos, che seguiranno tutta la marcia, per verificare le prescrizioni imposte dalla Questura di Ragusa.
Innanzitutto, è stato imposto il limite di 6 persone autorizzate a intraprendere la marcia, prima di tutto per motivi di sicurezza, perché sarebbe stato impossibile controllare una massa di persone che, per quanto in fila ordinata, sarebbe diventata incontrollabile lungo tutto il percorso.
Un prezioso ausilio per l’organizzazione è stato fornito dagli uomini dell’ANAS che hanno dislocato sul percorso personale con mezzi adeguati a segnalare in maniera opportuna il passaggio degli uomini in marcia.
Numerosi gli iscritti e i simpatizzanti che hanno accolto Faraone e Nello Dipasquale nell’area di servizio della Lukoil, in contrada Coffa, in territorio di Chiaramonte Gulfi, tenuto conto che si è cercato di limitare le presenze che avrebbero potuto intralciare le misure di sicurezza lungo il percorso.
Nonostante un attento servizio d’ordine aveva previsto il rallentamento del traffico nella zona della partenza, non sono stati pochi gli automobilisti che, incuriositi, quasi si fermavano contribuendo alla formazione di una coda, anche per la presenza di diversi cameraman della RAI e delle televisioni private locali.
VideoRegione, VideoMediterraneo, Teleiblea hanno realizzato numerosi servizi, nell’area di partenza e nei primi chilometri del percorso. Il servizio della Rai è andato già inonda nel TG regionale delle ore 19.30.
Sono stati Davide Faraone e Nello Dipasquale a spiegare lo spirito dell’iniziativa che vuole sollecitare una netta inversione di tendenza nell’approccio che questo governo veros le grandi opere.
Passate in rassegna le criticità dell’iter di approvazione del progetto di raddoppio della Ragusa – Catanie e le questioni relative al progetto di finanza che il Ministro Toninelli vorrebbe bloccare.
Per inciso, circolava la voce, alla partenza, confermata da Faraone che l’aveva appresa a Catania, poche ore prima, che il Ministro Toninelli avrebbe querelato l’on.le Dipasquale per le sue dichiarazioni relative all’articolo dell’Espresso.
Come abbiamo riportato in altra parte del giornale, in mattinata, l’on.le Dipasquale ha presentato un esposto querela appunto per i contenuti dell’articolo, ritenendo che le mosse del Ministro siano quanto mai censurabili.
In una nota successiva alla presentazione dell’esposto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Ragusa, il parlamentare ibleo ha dichiarato:
“Lo avevo anticipato esattamente due mesi fa ed oggi, non essendoci novità sul futuro della Ragusa-Catania, ho provveduto a presentare una denuncia alla Procura della Repubblica di Ragusa per segnalare come la mancata realizzazione dell’opera da parte del concessionario porterà lo Stato a pagare decine di milioni di euro allo stesso per risarcirlo del mancato guadagno e dei costi del progetto già approvato e finanziato”.
Dipasquale ha poi aggiunto: “Ritengo la mia un’azione doverosa, non solo per il colpevole atteggiamento del Governo nazionale, ma anche alla luce del recente articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso nel quale viene ripreso ciò che il sottoscritto denuncia da mesi: se l’autostrada Ragusa-Catania non si farà, l’unico a beneficiare di tale scelta sarà il concessionario che, comunque, incasserà decine e decine di milioni di euro di risarcimenti per il mancato guadagno e spese di progettazione.
Una possibilità che credo debba essere di debito interesse della Procura della Repubblica e per questo ho presentato una denuncia”.
“Dissento dall’articolo a firma Gianfrancesco Turano sulla parte in cui l’opera viene definita ‘inutile’ – dichiara ancora Dipasquale – e allo stesso modo sarà d’accordo con me chiunque abbia mai percorso anche solo per sbaglio la Ragusa-Catania come è oggi.
Descrivere come ‘inutile’ questa importante opera non solo è falso, ma è fuorviante rispetto alle esigenze di un territorio, quello degli Iblei, i cui cittadini hanno la necessità e il diritto di percorrere strade sicure e moderne, senza dover piangere periodicamente nuove vittime della strada”.
“Non solo il Governo giallo-verde ci vuole togliere l’opera e le somme già stanziate per realizzarla – commenta ancora Dipasquale – ma qualcuno vuole pure far passare il messaggio che il raddoppio della Ragusa-Catania non serve.
Questo è assurdo così come lo è anche il comportamento del Governo Regionale che, nel frattempo, dorme! Il presidente Musumeci, che dovrebbe essere il difensore dei Siciliani – dorme, forse perché non vuole infastidire il suo futuro alleato Salvini. Intanto – conclude – la comunità ragusana soffre”.

Alla partenza erano presenti i segretari cittadini PD di Ragusa, Peppe Calabrese, di Vittoria, Giuseppe Nicastro, e Giovanni Spadaro di Modica.

Ultimi Articoli