L’on.le Nello Dipasquale, parlamentare del PD e segretario dell’Ufficio di Presidenza all’Assemblea Regionale Siciliana, sempre attento all’evolversi della situazione per l’iter del progetto del raddoppio della Ragusa – Catania, prende spunto dai contenuti di un articolo della rivista settimanale L’Espresso per presentare un esposto querela relativamente alla situazione in atto.
Proprio nella mattinata odierna, a poche ore dalla marcia di protesta silenziosa che vedrà l’onorevole, assieme al segretario regionale del PD, Davide Faraone, recarsi a piedi, lungo la 514 per Catania, da contrada Coffa, in territorio di Chiaramonte Gulfi, Nello Dipasquale ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa.
Producendo copia dell’articolo del settimanale L’Espresso, apparso in data 10 luglio u.s., dal titolo : “Danilo Toninelli e l’ANAS regalano milioni a Vito Bonsignore per una autostrada inutile”, l’on.le Dipasquale coglie l’occasione per segnalare le preoccupazioni che scaturiscono da tale situazione e, in particolare, l’atteggiamento del CIPE e dei rappresentanti del governo nazionale che hanno partecipato alle ultime sedute dell’organismo per la definizione dell’iter di progetto della Ragusa – Catania.
Trovando conferma nell’articolo in questione si sofferma sul fatto che il voler bloccare l’iter del progetto, che la mancata realizzazione dell’opera, potrebbe comportare, per lo Stato, il pagamento di una penale di diverse decine di milioni, in favore del concessionario, regolarmente individuato e autorizzato in precedenza, per la realizzazione del progetto e per il mancato guadagno dalla realizzazione dell’opera.
Dipasquale si sofferma inoltre, nell’esposto, sul particolare che il progetto di finanza sarebbe stato revocato perché il concessionario non avrebbe fornito adeguate garanzie, nonostante il contratto avesse previsto, in particolare che lo stesso concessionario aveva tempo un anno, dodici mesi, per fornire tutti gli elementi per supportare la bancabilità dell’opera.
Ancora una volta, il parlamentare ibleo ritiene opportuno segnalare e trovare conforto negli uffici delle autorità preposte per le questioni più delicate attinenti il territorio.
Come già avvenuto, con riscontri del tutto positivi, a proposito dei bilanci del Comune di Ragusa nel periodo di amministrazione grillina, anche in questo caso Dipasquale rileva gravi incongruenze nell’agire della compagine di governo, anche in questo caso grillina, a proposito della gestione della delicata questione dell’approvazione definitiva del progetto di raddoppio della Ragusa – Catania, il cui stato di avanzamento, ad un passo dall’apertura dei cantieri, si deve al proficuo lavoro dei precedenti governi a guida PD.
I 5 Stelle di governo hanno inteso bocciare e revocare il progetto di finanza per evitare il pedaggio ma non hanno saputo fornire nessuna parola di chiarimento a proposito del reperimento delle risorse per realizzare l’opera a totale carico pubblico.
L’articolo de L’Espresso, secondo noi, aggiunge confusione alla questione, perché da un lato, senza adeguato supporto, giudica l’opera inutile, mente si sofferma, in particolare sulla possibilità che il governo 5 Stelle voglia favorire il concessionario, la schiera di società che gravitano attorno al progetto, con dei rimborsi che potrebbero essere evitati.
Il giornalista dell’Espresso avrebbe dovuto, prima, fare pace con sé stesso: o l’opera si deve realizzare e quindi si deve considerare tardiva l’azione di revoca a meno che non si indichino le alternative economiche a portata di mano, oppure l’opera è del tutto inutile, particolare da dimostrare, e si archivia l’incartamento, con i conseguenti dovuti rimborsi che, a questo punto, non saranno un favore reso da Toninelli e soci ma il dovuto secondo legge.
