Fratelli d’Italia propone un concorso di idee per sopperire alla mancanza di idee e di interventi dell’amministrazione sul tessuto urbano della città

Innegabile che, nonostante la realtà propagandata dal sindaco Cassì, di una città perfetta, apprezzata soprattutto da chi viene da fuori, sono tante le criticità riscontrabili per chi la città la vive e non la guarda con l’occhio veloce del turista che, peraltro, vede solo la schiuma, le parti importanti del centro abitato, senza svoltare l’angolo che porta all’interno dei quartieri.
Il sindaco se ne fa una ragione di vita, arrivando ad esprimere questi concetti sull’apprezzamento da parte dei turisti anche nelle riunioni con i genitori per il dimensionamento scolastico, come avvenuto, recentemente, a Marina di Ragusa.
Ma dopo cinque anni di amministrazione Cassì non è visto molto in termini di riqualificazione del tessuto urbano, solo parole, progetti, grandi progetti che non sono stati ammessi al finanziamento, come quello del quartiere Cava, non si è riuscii a intervenire nemmeno per la centralissima via Roma, da sempre oggetto dei programmi dell’amministrazione, per questo in linea con la gestione fallimentare del centro storico che, dopo la stasi dei primi 5 anni, non vede un cambio di passo nemmeno con il nuovo assessore.

Ogni idea è, di sicuro, benvenuta se può contribuire a dare una scossa al comparto che afferisce all’urbanistica, allo sviluppo economico, alla cultura e ai beni culturali, alla socialità con particolare riferimento alla vivibilità della città per anziani e bambini, senza parlare della necessaria integrazione di extracomunitari, quanto mai numerosi.
Di certo, l’iniziativa di Fratelli d’Italia obbliga ad alcune riflessioni.
Il coordinamento cittadino lancia una proposta di riqualificazione di alcune piazze ritenute trascurate dall’amministrazione, la concretizza attraverso un atto di indirizzo che dovrebbe essere presentato in consiglio comunale dal rappresentane del partito, unico consigliere di Fratelli d’Italia.
Nel partito vedono come piazze con grandi potenzialità per diventare veri e propri spazi di aggregazione sociale, la piazza Solferino, alle spalle della Chiesa dell’Ecce Homo e la piazza Giovanni Lupis cosiddetta Tamanaco, dal nome del bar da tempo in esercizio che insiste in zona, un grande spazio dove si svolge il mercato settimanale del venerdì, delimitato dalle vie Piemonte, Liguria, degli Aceri e dell’Ebano.
La singolarità della proposta è duplice, non solo un atto di indirizzo che dovrebbe approvare il consiglio comunale per due aree non certo prioritarie fra le esigenze della città, ma anche la richiesta che la riqualificazione venga affidata dall’amministrazione ad un “concorso di idee”, che dovrebbe accogliere non solo progetti di professionisti ma le idee di “chiunque voglia contribuire attivamente al miglioramento della piazza”. Una sorta di referendum popolare per interventi di riqualificazione, una sostituzione bella e buona, sostanziale, dell’inattività degli amministratori.
Resta da vedere che fine farà l’atto di indirizzo in uno scenario che, raramente, quasi mai, ha visto passare idee e proposte delle minoranze, peraltro proveniente da forza politica che non ha rapporti idilliaci con il sindaco e con la maggioranza in particolare, come testimoniato dall’ultima uscita del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nei confronti del costituendo movimento politico in cui dovrebbe convergere la lista PeppeCasSìndaco.
Interessante vedere come andrà a finire, considerando anche che una eventuale approvazione dell’aula per l’atto di indirizzo vedrebbe la maggioranza sconfessare l’azione, non solo in questa sindacatura, del sindaco e del suo vice, assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici.
E il tutto, per la piazza Solferino e per la piazza Tamanaco sarebbe veramente singolare assai

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