Il bello della questione si potrà sintetizzare quando arriverà un input dall’alto, se arriverà, per imporre l’alleanza in coalizione, nel nostro caso fra Forza Italia e Fratelli d’Italia, input che, evidentemente, finora, non è arrivato, anzi tutto il contrario.
Il bello sarà dato dai contenuti dei comunicati che smonteranno tutto e il contrario di tutto, in un abbraccio che, di sincero, non avrà nulla.
A Modica, in piena estate, quando i leader nemmeno stanno pensando alle beghe locali, il segretario cittadino di Forza Italia, Giorgio Aprile, ritine di dover fare chiarezza in tema di rapporti interni al centro destra, non rendendosi conto che proprio a Modica sono chiarissimi.
Certo per Aprile è imbarazzante il ruolo del segretario cittadino del partito che era sceso in campo per una verifica interna al partito e per l’allargamento delle giunte di centro destra a tutti gli alleati di coalizione, partendo proprio da Modica.
Proprio a Modica, tutto si è risolto in un becero rimpasto interno per Forza Italia, con l’effetto di far uscire dalla maggioranza due consiglieri della lista civica della sindaca Monisteri in dissenso non tanto per il suo ingresso in Forza Italia, quanto per il fatto di aver sacrificato il proprio assessore di riferimento.
Tutta, solo, una questione di poltrona.
Nelle settimane passate, a crisi risolta, se così si può dire, Fratelli d’Italia aveva scelto di non entrare in giunta a Modica: avevamo scritto, a proposito della nota scritta al riguardo, da Fratelli d’Italia di Modica, che si trattava di “Una lettura degna dei migliori componimenti degli appartenenti alla Dc della prima repubblica”..
Il responsabile di Fratelli d’Italia di Modica, Marco Nanì, asseriva che il partito aveva sempre mantenuto aperto un dialogo costante a beneficio della città, con confronti svolti nell’ottica di individuare soluzioni condivise e di effettivo valore per la città.
Fratelli d’Italia aveva preferito non occupare postazioni ad ogni costo, mancando i presupposti per una sintesi che rispecchiasse pienamente i valori e la visione del partito.
Purtuttavia, con democristiano atteggiamento, veniva confermata la disponibilità a un confronto costruttivo con tutte le forze dell’area, per un dialogo che in questi mesi non è mai mancato.
La nota ferragostana di Giorgio Aprile mira a smontare, dopo oltre 10 giorni, la nota diffusa da Nanì, nella quale Aprile leggeva del “confronto orientato a “soluzioni condivise”.
Scrive Aprile in una nota: “Nonostante i ripetuti tentativi di dialogo avviati dalla nostra parte, io personalmente ho chiamato e cercato Marco Nanì, segretario cittadino di Fratelli d’Italia, che si è sempre sottratto a un confronto diretto e sostanziale”.
Per il responsabile cittadino di Forza Italia non ci sarebbero stati incontri, né formali, né informali, finalizzati alla presentazione di proposte concrete o alla ricerca di un accordo.
Provocatoriamente Il segretario cittadino di Forza Italia scrive: “Con chi avrebbe dialogato?”, invitando a rendere pubbliche le eventuali interlocuzioni a tutela della trasparenza politica.
In maniera più democristiana che nella prima nota, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Marco Nanì, non fornisce risposte, arroccandosi sulla volontà di non dare corda a polemiche estemporanee che nulla aggiungono alla soluzione dei problemi quotidiani dei modicani, rimarcando che l’attenzione dei Fratelli, a Modica “è interamente rivolta al territorio e alle sfide concrete che la nostra città sta affrontando».
In pratica, si sfugge alle precise dichiarazioni di Aprile, rigirando la frittata e distraendo gli interlocutori con la storia del lavoro del partito per soluzioni concrete per le vere emergenze cittadine.
Tutto il resto di una nota di Nanì, finalizzata solo a rifiutare ogni alimentazione della polemica, senza però smentire le dichiarazioni del collega, è una sintesi di politichese che spinge alla curiosità di conoscere cotanta formazione politica dell’autore.
Dopo aver accennato all’impegno del partito per la sicurezza urbana, da rafforzare con una pianificazione di interventi sulle direttrici di Prevenzione, Presenza e Partecipazione contenute nel documento “Modica Sicura e Viva”, finalizzato alla tutela dei residenti e delle attività commerciali, per la rigenerazione del centro storico, attraverso proposte di interventi sul decoro urbano, incentivi alle residenze e tutele per il patrimonio artigianale e le produzioni locali, e, infine, per l’istituzione della consulta per le attività produttive, indispensabile per dare ascolto e risposte immediate al tessuto economico modicano, tutte cose che sono rimaste solo passerella comunicativa, Nanì ribadisce che su queste priorità, e non sui tatticismi, che la politica deve misurarsi e dare prova di maturità.
“Abbiamo scelto una linea di coerenza, convinti che ogni percorso amministrativo debba fondarsi su contenuti chiari e sul rispetto del mandato degli elettori.
La nostra interlocuzione all’interno dell’area di centrodestra rimane aperta, istituzionale e orientata al bene comune, forte anche del costante supporto della nostra deputazione, rappresentata dal Sen. Salvo Sallemi e dall’On. Giorgio Assenza».
«Invece di disperdere energie in dinamiche che non ci appartengono – conclude Nanì – crediamo sia urgente concentrarsi sui servizi essenziali e sulle prospettive di sviluppo per il territorio.
Fratelli d’Italia continuerà a fare la sua parte con l’ascolto e la progettualità di sempre, lavorando alla costruzione di un progetto politico serio e unito per Modica in vista del 2028».
Siamo ancora nel 2026, tutti pensano alle elezioni del 2028, dove tutti sperano di ‘salvarsi’, restano sul tappeto queste piccole schermaglie locali, peraltro irrisolte e strategicamente evitate dai leader.
Modica resta impelagata nelle sue mille criticità, preda di un degrado e di un clima di declino inarrestabile, peraltro in una situazione strana con una amministrazione senza maggioranza, per la cui condizione nessuno si preoccupa di spiegare come esitare gli atti più importanti per la città, senza cadere nell’inciucio quotidiano alimentato da una politica di piccolissimo cabotaggio che pensa solo a mantenere poltrone e sgabelli.
