Di brutta figura dell’amministrazione ha parlato il capogruppo del Partito Democratico, Peppe Calabrese, in ordine alla procedura bloccata dal dirigente per il Partenariato Speciale Pubblico Privato sul Castello di Donnafugata.
Sottolineando come il Comune paghi due esperti, per i settori cultura e turismo, per oltre 50.000 euro annui, Calabrese, rivolgendosi al Sindaco gli ha detto che ha poco da giustificare e ha sollevato l’ipotesi che ci possa essere stato un interessamento della Magistratura, confortato anche dalla venuta in Comune della Guardia di Finanza che, secondo quanto ha detto Calabrese, avrebbe preso anche della documentazione relativa.
Si tratta di un puro fallimento – ha aggiunto il capogruppo dem – che ricade, unitamente a quelli di progetto culturale e di turismo, sulle casse comunali, sul bilancio che si va ad approvare.
Non meno tenero il consigliere Buscemi che così si è espresso nel suo intervento:
Oggi non discutiamo semplicemente della fine di un procedimento: oggi certifichiamo uno dei più clamorosi fallimenti politico-amministrativi di questa Amministrazione.
Il tentativo di affidare ai privati il Castello di Donnafugata .
Partiamo dai fatti.
Il Castello è un bene che genera utili superiori a 200 mila euro l’anno, si sostiene da solo,un bene che qualunque amministratore difenderebbe con i denti.
E invece voi avete pensato di metterlo sul mercato per 30000 euro annue.
Come?
Con un bando pubblicato a Ferragosto 2024, nel momento più morto dell’anno quando tutti sono giustamente in ferie e gli uffici sono chiusi, concedendo appena 30 giorni per presentare proposte a chi sapendolo fosse interessato.
Una tempistica che definire irragionevole è poco: sembrava fatta apposta per scoraggiare tutti tranne chi era già pronto.
Solo grazie alle nostre denunce pubbliche e all’intervento del Prefetto i tempi vengono estesi a 60 giorni.
Sessanta giorni restano comunque ridicoli per un bene di questo valore.
Lo dimostra il risultato: arrivano appena due proposte aggiuntive, entrambe locali, quando con tempi adeguati il Castello avrebbe potuto attirare investitori nazionali e internazionali.
E per valutare tre sole proposte, il Comune paga un pool di esperti esterni, che impiega oltre sei mesi per valutare tre proposte.
Un tempo spropositato. Un costo ingiustificabile.
E se – come dice oggi il Sindaco – vi sono gravi inadempienze da parte di Civita/Logos, allora il Comune ha il dovere di rivalersi, chiedere il risarcimento e non far pagare ai cittadini la vostra inesperienza.
Ma c’è un punto ancora più grave:
questo PSPP non era applicabile al Castello, già da Agosto 25
Lo dicono chiaramente le Linee Guida del Ministero della Cultura, Decreto n. 79 del 1° agosto 2025:
il Partenariato Speciale serve a recuperare beni sottoutilizzati, non sostenibili, da riattivare.
Il Castello è l’opposto:
è in attivo, produce reddito, è strategico ed è pieno di visitatori
Inserirlo a forza in un PSPP è stato un errore tecnico, politico e amministrativo.
Non a caso gli uffici vi hanno tranciato e scrivono che “non ricorrono i presupposti di trasparenza, legalità e buon andamento”.
È la pietra tombale del progetto.
E fa sorridere che il Sindaco parli di ingiustificati “sospetti e illazioni”, dopo mesi in cui noi chiedevamo atti, verbali, documenti e ricevevamo solo silenzi, rinvii, sorrisini ironici e persino l’invito a “cercarci le carte sul sito”.
Oggi la verità è emersa:
1 mancavano i presupposti,
2 la procedura era fragile,
3 il percorso è nato male e finito peggio.
Come assessore al turismo e alla cultura, che è lei stesso ,ha due consulenti che paga e che ha aumentato recentemente il compenso. Non sappiamo che fine ha fatto il consulente esterno di Ragusa 2043 che ci è costato 40 mila euro per leggere un paio di pagine di cose scontate. Abbiamo pagato un altro consulente, per piu di 100 Mila euro ed aspettiamo ancora il suo piano per lo sviluppo del turismo in città. Per il castello.
La verità è che abbiamo un assessore al turismo che è sempre lei
che paga, profumatamente, altri per fare quello che dovrebbe fare lei, senza visione, senza programmazione, senza controllo.
Arriviamo al punto: forse è il caso di rivedere seriamente le deleghe al turismo e affidarle a qualcuno che abbia davvero tempo, competenze e visione, e mi raccomando non pensi di darle a Giuffrida, in più le dico che lei è davvero fortunato ad essere il controllore di se stesso , perché sennò lei avrebbe dovuto far dimettere se stesso.
Però sarebbe anche il caso che qualcuno – finalmente – paghi per gli sprechi prodotti, dal suo assessorato perché Ragusa non merita questa gestione da “cerchio magico” che tiene la città ostaggio politico nelle mani di pochi.
Colleghi, il Castello non è un bene qualunque:
Ma simbolo e patrimonio economico di Ragusa. Che voi avete tentato di metterlo nelle mani di chi voleva offrire meno del costo di un affitto mensile di buon appartamento a Marina di Ragusa.
Per questo lo dico con forza in futuro :
GIÙ LE MANI DAL CASTELLO e dai beni come al Castello
GIÙ LE MANI DAL PATRIMONIO DI RAGUSA, NON È IN VENDITA.
Noi continueremo a vigilare, denunciare, chiedere trasparenza.
Perché alla fine, sempre e comunque:
IL TEMPO È GALANTUOMO.
