Le dichiarazioni di Maria Grazia Criscione rivelano un certo nervosismo proveniente dall’area Cassì e da Direzione Ragusa.
Invece di rispondere ai contenuti sollevati dal Partito Democratico, si sposta il dibattito sul piano personale. Noi restiamo ai fatti.
Sull’elettrodotto Malta–Ragusa il sindaco afferma di non avere competenze. Non è vero. In conferenza di servizi il Comune poteva presentare un diniego motivato, soprattutto perché non si tratta del primo ma del secondo elettrodotto che attraversa Ragusa per servire Malta.
Un’obiezione formale del territorio avrebbe dovuto essere valutata dal Ministero. Cassì non l’ha posta, lasciando passare l’opera senza confronto pubblico né passaggio in Consiglio.
Anche sulle compensazioni, il sindaco ha deciso da solo, accettando una somma che riteniamo modesta rispetto all’impatto dell’infrastruttura.
Chiamarla “trattativa positiva” non cambia la sostanza: è stata una scelta politica debole e non condivisa.
Quanto ai blackout di Marina, Cassì ripete che “non è competente”. Ma in otto anni non ha ottenuto un potenziamento reale della rete elettrica, nonostante i disagi estivi. Non può essere privo di poteri quando si tratta di difendere i cittadini e poi rivendicare meriti quando conviene.
Infine, il porto: il Comune ne è proprietario e il project financing non cancella il dovere di vigilare.
Il sindaco ha dichiarato in aula di “non sapere nulla” della transizione societaria che ha portato una gestione pluridecennale nelle mani di una società straniera. È un’ammissione grave per chi guida la città.
Per questo il punto resta: o il sindaco non conta nulla nelle scelte strategiche, oppure cerca di eludere responsabilità precise. Criscione su questo non dice una parola.
Il PD continuerà a chiedere trasparenza e verità. Etichettare come “disinformazione” ciò che non piace non cambia i fatti.
