Le solite meraviglie della politica, un atto deve passare in Consiglio comunale, per l’approvazione, se viene bocciato scatta il finimondo. Si vorrebbero disattendere tutte le regole che, piaccia o non piaccia, regolano l’attività politica
Questa dei negozi temporanei, finemente denominati in inglese, non si capisce perché, è una di quelle trovate che si tirano fuori per venire a capo di una delle criticità maggiori dei centri storici, lo spopolamento commerciale che è esagerato considerare risolvibile con qualche apertura temporanea di attività.
Questo tipo di iniziativa può funzionare in casi del tutto particolari, ma, occorre, peraltro, che la zona di aperura sia frequentata, per massimizzare il profitto in tempi ristretti.
E come appresso vedremo, la CNA fa notare, pur dichiarandosi a favore dei negozi a tempo, che ci sono altre contestuali necessità, di assicurare sicurezza in città contro tutti i fenomeni di microcriminalità, esigenze strutturali legate alla viabilità, all’urbanistica, alle infrastrutture strategiche.
Giorgio Moncada, presidente sezionale Confcommercio Modica, scrive:
“Lunedì sera ho avuto il piacere, e forse dovrei dire anche il grande onere, di assistere in diretta al Consiglio comunale di Modica. Una serata intensa, densa di dibattiti accesi su due questioni di fondamentale importanza: i Temporary store e l’approvazione di una procedura di demolizione e ricostruzione.
Ebbene, la maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale ha incassato due sconfitte politiche.
Può succedere, certo. Ma quello che è successo l’altra sera, soprattutto sulla questione Temporary store, non dovrebbe accadere mai”.
È quanto afferma il presidente sezionale Confcommercio Modica, Giorgio Moncada, il quale prende posizione dopo l’esito del dibattito che si è sviluppato in aula.
“I Temporary store – chiarisce Moncada – sono un’iniziativa seria, concreta, pensata per dare una spinta al nostro splendido centro storico. Non è un’idea buttata lì per caso: l’abbiamo sperimentata, abbiamo registrato il primo contratto, abbiamo discusso con l’amministrazione i vantaggi che questa formula ha portato in molte altre città europee.
Abbiamo valutato anche i punti deboli e li abbiamo affrontati con spirito costruttivo. Abbiamo persino condiviso idee con altre associazioni di categoria, senza gelosie e senza protagonismi. Tutto per il bene della città.
Lunedì sera, dunque, eravamo lì, emozionati, orgogliosi di vedere finalmente un dibattito serio su un’iniziativa che ci sta a cuore. E per un attimo, l’entusiasmo ha prevalso: 24 consiglieri su 24 hanno espresso apprezzamento per il progetto. Sembrava una vittoria. Ma poi, il colpo di scena. La delibera viene bocciata. Sì, avete letto bene: un’iniziativa apprezzata all’unanimità viene affossata senza appello.
Ora, non vogliamo addentrarci in complesse disquisizioni politiche, ma un dato di fatto è innegabile: così facendo, ci stiamo facendo del male. E non poco. Non a una parte politica o all’altra, ma alla comunità intera. Se ci fosse stato un voto contrario, almeno avremmo avuto un’idea diversa con cui confrontarci.
Ma no, qui si gioca all’astensione strategica e il risultato è un pantano da cui è difficile uscire.
Quando poi si ascoltano le giustificazioni di chi si è astenuto, ci si sente come Don Chisciotte davanti ai mulini a vento: basiti e inermi”.
“Ma attenzione – conclude Moncada – l’idea dei Temporary store non muore qui. Rimane valida, concreta e tornerà. Perché, alla fine, le buone idee trovano sempre la loro strada. Anche se a Modica, pare, debbano prima passare attraverso il labirinto kafkiano della politica cittadina”.
Al riguardo interviene anche la CNA :
La Cna territoriale di Ragusa interviene a commento di quanto accaduto nell’ultima seduta del consiglio comunale di Modica che, di fatto, ha contemplato la bocciatura del punto riguardante il regolamento per l’attivazione dei Temporary store, predisposto allo scopo di ridare slancio a un centro storico che, nella città della Contea, ha bisogno di essere rivitalizzato.
“Siamo sinceramente dispiaciuti – sottolineano il presidente territoriale Cna Ragusa, Giuseppe Santocono, e il segretario territoriale, Carmelo Caccamo – per questa forte contrapposizione politica che, benché legittima, rischia di essere dannosa per la città. Come associazione di categoria, riteniamo sia necessario ritrovare il senso di unità sulle tematiche forti a prescindere da quelle che possono essere le posizioni divergenti. Non ci sono dubbi sul fatto che Modica sia una grande città che non merita tutto questo”.
La Cna esprime preoccupazione per le prospettive che non riguardano solo il tema fortemente pregnante del centro storico.
“Infatti – ancora Santocono e Caccamo – ci sono questioni che dovranno essere affrontate urgentemente a partire dalla necessità di assicurare sicurezza in città contro tutti i fenomeni di microcriminalità più volte richiamati dalle imprese.
Avevamo avuto modo di illustrare all’amministrazione comunale, nella riunione del 3 febbraio scorso, oltre alla rivitalizzazione del centro storico, le esigenze strutturali legate alla viabilità, all’urbanistica, alle infrastrutture strategiche. Non possiamo rischiare di farci trovare impreparati.
Vogliamo sottolineare che noi abbiamo collaborato al massimo, di più non potevamo fare e saremo equidistanti, com’è naturale che sia, dalle diatribe politiche.
Nonostante le nostre perplessità sul fatto che i Temporary store potessero risolvere alcune delle criticità sollevate, non abbiamo indugiato un attimo nel prestare la nostra collaborazione e abbiamo pure chiesto un incontro al sindaco del cui esito abbiamo informato la città e, in particolare, gli operatori economici.
Questi ultimi, è evidente anche questo aspetto, non possono essere “utilizzati” da nessuno. Non si possono fare pagare alle imprese le contrapposizioni di una larga maggioranza politica della città che, ora, si è sfaldata. Ci permettiamo, con rispetto, di richiamare tutti a correggere il metodo e i toni di una dialettica che, se andrà avanti in questo modo, danneggerà solo la città di Modica.
Siamo abituati sempre a trovare soluzioni anche partendo da posizioni lontane. Questo deve essere il senso che si deve ad una città importante come Modica. Speriamo in bene per il futuro”.
