Il gruppo consiliare del Partito Democratico contesta l’aumento delle indennità da parte della giunta Cassì

Una certa chiarezza, in politica, sarebbe indiscutibilmente positiva per contenere l’assenteismo dilagante a tutti i livelli.
A Ragusa, non c’è chiarezza sui rapporti fra il Partito Democratico e l’amministrazione Cassì.
Di certo, dopo gli accordi, legittimi, per l’approvazione del Piano Regolatore, i rapporti non sono stati quelli classici fra una amministrazione e una maggioranza a sostegno e l’opposizione politica.
A deporre per un ammorbidimento delle posizioni anche i rapporti fra il sindaco e il leader del Partito Democratico, l’on.le Dipasquale, che risultano fluidi e cordiali come non lo sono con altri della deputazione regionale e locale.
Nel contesto degli accordi pregressi per il PRG, anche in queste ore il capogruppo PD in consiglio comunale, Peppe Calabrese, concorre con il collega del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, a mantenere il numero legale in Commissione 2, dove si discutono le Osservazioni al Piano.
Certo, non si può dire sono mancati gli interventi in Consiglio e i comunicati assai critici nei confronti dell’amministrazione, sia pure nel contesto di un atteggiamento fondamentalmente felpato.

Oggi un comunicato del gruppo consiliare del Partito Democratico critica fortemente gli aumenti delle indennità ai componenti della Giunta, che gli amministratori si sono approvati.
I componenti del gruppo PD, Calabrese, Chiavola e Podimani ammettono che gli aumenti, ben quattro in un anno e mezzo, sono autorizzati dalle vigenti normative ma sostengono che motivi di opportunità avrebbero potuto consigliare di evitare gli aumenti.
Per i dem quasi diecimila euro al mese per il primo cittadino sono un a cifra eccessiva, e così le cifre destinate ai singoli assessori, soprattutto sulla base di obiettivi che si dovrebbero raggiungere.
In effetti, la critica dei dem è populista, andrebbe fatta al legislatore che autorizza l’entità delle indennità, verrebbe da chiedere quanti e quali amministratori del PD rinunciano o hanno rinunciato agli aumenti, in Sicilia e in Italia, i consiglieri, a questo punto, si dovrebbero fare promotori di una proposta al partito per lavorare, in sede regionale e in sede nazionale, ad una drastica riduzione delle indennità.
Non si comprende perché non dovrebbe essere applicata una norma esistente, anche i gettoni di presenza per i consiglieri comunali sono stati aumentati, chi è eletto ha pieno diritto di percepire le indennità e i relativi aumenti, al di là dei risultati e degli obiettivi raggiunti, la cui valutazione non è contemplata.
Piuttosto, i consiglieri del Partito Democratico potrebbero soffermare l’attenzione sulle indennità per i componenti della Giunta, che non sono eletti ma nominati e, in molti casi, come in quello della Giunta del Comune di Ragusa, non mostrano di meritare i compensi percepiti, spesso come più volte evidenziato dagli stessi consiglieri del PD.

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