Ci sarebbe molto da dire sulle due sedute dedicate all’approvazione del bilancio, soprattutto su quella finale che ha visto l’esame degli emendamenti e la votazione finale.
Abbiamo voluto sintetizzare nelle due foto che accompagnano l’articolo il profondo degrado etico e politico che domina, ormai, il governo della città, la maggioranza che lo sostiene e, in parte, anche le minoranze per nulla aggregate, con segni evidenti di scollamento e con pochi barlumi di lucidità.
In pratica, le immagini di un inciucio ormai permanente, come una giostra installata per Natale che resta per tutto l’anno.
La foro del tavolo dell’amministrazione si riferisce ai minuti finali dell’ultima seduta, proprio dal finale prendiamo spunto per un commento della mattinata, in fondo sprecata perché per tre ore di seduta si poteva convocare per le 18 e finire per l’orario in cui il plaid elettrico ha raggiunto la temperatura ideale.
Il Presidente Ilardo ne esce da gigante, quasi alla pari, come vedremo, di Giovanni Iacono: ne ha subito di tutti i colori, in termini di accuse e improperi, per buona parte anche giustificati.
Gestisce la riunione dei capigruppo come una impresa unipersonale, ha imbavagliato le minoranze con tempi a disposizione per leggere il bilancio, il DUP, e per studiare gli emendamenti, inesistenti, ha gestito l’aula, sin dai tempi del PRG, come il barbecue di casa a mare, ha dovuto subire anche gli attacchi finali, in parte anche poco opportuni, del capogruppo PD che gli ha detto: “la sua arroganza fa schifo, lei è una persona scorretta, il peggiore dei Presidenti”
Nonostante tutto questo, gestisce da 7 anni mezzo il Consiglio con competenza e autorità, oltre che con una vescica di platino per la quale si potrebbe anche risparmiare l’indennità della vicepresidente, tali da farlo considerare un candidato ideale come prossimo sindaco.
Lunga militanza politica, esperienza, capacità di vecchia scuola democristiana, ritorno alla casa berlusconiana, tutti i requisiti come candidato ideale alla guida della città che serve autorevole, capace e senza le ubriacature delle sirene del cerchio magico.
Il sindaco misto, come un cono, metà civico e metà Forza Italia con spiccate simpatie, da sempre, di destra, è arrivato ormai, di fatto, al capolinea della sua prima esperienza politica e non sa nemmeno gestire il vortice delle polemiche che, ormai, lo avvolge giornalmente.
Come vedremo, l’intervento del suo compagno di partito Mauro e quello del medico soccorritore, dovrebbero indurlo a restituirsi agli affetti familiari e professionali.
A favore di telecamere anche l’assessore Distefano che, per pudore, dovrebbe accomodarsi ai margini del tavolo, nella sua posizione di componente di una giunta di centro destra, lui espressione di un partito che sta lavorando contro il centro destra e il Presidente della Regione che, però, foraggia il suo partito stesso in maniera indecente, con la soddisfazione malcelata del suo leader.
Al centro il Gigante, l’assessore Giovanni Iacono, l’uomo al cui rigore e alle cui capacità di ordinare e ottimizzare i conti si deve l’attuale condizione della città, sotto tutti gli aspetti, al netto della pioggia di finanziamenti PNRR e simili che qualcuno strumentalizza come meriti del governo della città e come emblema di buona amministrazione.
Fermo restando che restano le prerogative e gli spazi di chi governa la città per elezione democratica, senza i confronti, le condivisioni, oggi tanto di moda e che si vogliono far passare per obbligatori, le dichiarazioni di Iacono restano pietre miliari di questi anni: oggi ci dice che il mondo è alla rovescia, perché si vuole dare una immagine falsata dello strumento finanziario.
“L’approvazione di un bilancio dovrebbe essere unanimemente condivisa per il bene della città, raggiungere gli equilibri, peraltro agevolmente, è un segnale di salute dell’ente, quello di quest’anno è il miglior previsionale di sempre, non è vero che sono stati risotti i servizi, non sono state ridotte le spese, con economicità dedicate sono stati addirittura potenziati, grazie ad efficienza ed efficacia” ha detto Iacono che ha anche confutato in maniera chiara, forte solenne e formale che resta invariato il sostegno alle politiche giovanili, come pure nessun sindaco potrà mai toccare i servizi essenziali che sono servizi sociali e igiene urbana.
Occorre parlare con ragione contabile e anche noi siamo a disposizione di chi voglia contestare le affermazioni di Iacono con dati certi e verificati.
In ultimo, lasciano il tempo che trovano le affermazioni che vorrebbero il Comune indebitato, l’episodio di Iblea Acque è riconducibile alle origini note del debito, nel contesto di una struttura imposta per legge dalla Regione.
Qualità, capacità e competenze operative che lo dovrebbero porre come unico candidato ideale come prossimo sindaco.
Passaggio epocale della seduta l’intervento del consigliere Mauro che, in qualità di componente del gruppo di Forza Italia, è intervenuto per esprimere voto in dissenso con il gruppo.
Ricordando le vicende di Iblea Acque, la persistente mancata azione di recupero degli emolumenti nei confronti dell’Amministratore Unico di iblea Acque, citando la realtà del servizio di raccolta dei rifiuti e del verde pubblico che, per opinione comune, debbono migliorare, evidenziando il naufragio per la vicenda del PSPP sul Castello di Donnafugata, il consigliere si è detto impossibilitato a votare favorevolmente il bilancio perché significherebbe dare fiducia per il futuro, nonostante questi cattivi risultati.
Mauro ha chiuso con l’augurio ai nuovi compagni di Forza Italia che l’ingresso nel partito possa aiutarli a migliorare.
Altro intervento da registrare, nel contesto delle strategie del centro sinistra per dare vita ad un campo largo locale per la prossima candidatura a sindaco, per la quale circolano già nomi di insospettabili, anche del cerchio magico del sindaco Cassì, quello del consigliere del Movimento 5 Stelle Sergio Firrincieli che ha tenuto a precisare come l’emendamento presentato fosse una mera provocazione, una strategia politica voluta dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, unico detentore del simbolo 5 Stelle, come eletto, precisando che dichiarazioni di altri a nome del Movimento sono espressioni a titolo personale e non a nome del Movimento. Il riferimento era a proposito di una nota del fronte progressista, emessa a nome di PD, 5 stelle, Territorio e Controcorrente, della quale Firrincieli disconosce la condivisione, non essendo stato coinvolto, segnale inequivocabile delle persistenti note fibrillazioni interne al Movimento 5 Stelle per il quale il Firrincieli, nella sua qualità di unico eletto a livello comunale, si ritiene il solo a poter determinare le posizioni per gli affari cittadini e quindi comunali.
Protagonista assoluto, in negativo, della seduta per l’approvazione del Bilancio, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Rocco Bitetti.
Le sue posizioni morbide, nei confronti dell’amministrazione, nonostante le posizioni del suo partito e della segreteria cittadina in particolare, sono state sempre evidenti.
Il suo atteggiamento nei confronti della posizione mista del sindaco Cassì, civico al Comune, di centro destra alla provincia, con dichiarata appartenenza a Forza Italia e, quindi, alla coalizione di centro destra, è stato tollerato, per rispetto alla persona, nei confronti del politico il dissenso è stato aperto e più volte dichiarato, ma in assenza di vicolo di mandato, il suo comportamento non può essere sindacabile.
Fino a martedì sera, quando ha mantenuto il numero legale, consentendo l’iter procedurale per l’esame del Bilancio e del DUP, addirittura richiamato a casa dalla maggioranza per tornare in aula, per soccorso, per sua stessa ammissione, tutto poteva essere compreso.
Ma la dichiarazione di voto nel corso della seduta finale, dopo che, ‘stranamente’, i suoi emendamenti sono stati tutti approvati, lascia sbigottiti.
Ha parlato, in maniera sfrontata ma poco credibile, di voto favorevole ma sofferto.
Consapevole di un atteggiamento destinato a scandalizzare molti amici consiglieri (e non solo, NdR), difende la scelta in nome del bene della comunità.
Ma Bitetti non si esime dal rilevare al Sindaco, fino a pochi minuti prima alla Provincia, dove è anche vicepresidente grazie al suo voto, schierato con il centro destra, come si sia dato vita ad un mostro politico, una bestia che non si capisce bene da cosa è fatta.
“Se non fosse per l’approvazione del bilancio per il bene della comunità, si dovrebbe inorridire per quello che accade in questo consiglio comunale, dove il consigliere di Fratelli d’Italia è costretto all’opposizione con PD e 5 Stelle che giornalmente irridono la mia Presidente del Consiglio, Meloni.”
Ancora più in maniera contradditoria, il consigliere Bitetti ha stigmatizzato la strana situazione dei consiglieri di Forza Italia che si fanno le riunioni di maggioranza con i civici, escludendo gli appartenenti ai partiti della coalizione di centro destra.
“Cose che non stanno né in cielo, né in terra, Kafka sarebbe impazzito al cospetto di queste follie, nessuno cerca di porre rimedio a questa situazione e penso che, prossimamente, non ultimo alle prossime elezioni, succederanno cose strane, perché questo tipo di errori poi si pagano, ci sono sempre conseguenze.
Vedere un componente di Forza Italia in dissenso con il suo gruppo, non è normale, voi sarete cinici e vi basta l’approvazione del bilancio.
Attenti, quando capirete la differenza fra il civismo e la politica, sarà la politica chiedere conto e, forse, anche il rimborso.”
Pur con quanto detto, il consigliere ha annunciato il suo voto favorevole al bilancio determinate perché, come nella seduta di martedì, la maggioranza poteva contare solo su 12 consiglieri.
Del tutto comprensibile la sofferenza del consigliere Bitetti, non ci sentiamo assolutamente in grado di commentare, anche perché Bitetti stesso, da bravo, bravissimo medico saprà quale potrebbe essere la cura migliore.
Per tutto quanto esposto, nulla da aggiungere, se non confermare questo periodo politico, con questa amministrazione, con questa maggioranza e con questi elementi di falsa minoranza, come uno dei più bui della storia politica della città.
