La colonnina di mercurio di Cassì oscilla fra il -7% di consenso e l’ingresso nel salotto buono della politica

Se il risultato dell’ultimo sondaggio di Noto per il Sole 24 ore, il Governance Pool, sarebbe stato di tendenza diversa, il canglore delle trombe della comunicazione di Palazzo dell’Aquila sarebbe incessante.
Invece, silenzio, come silenti sono quegli esponenti delle minoranze che, di buon mattino, ci hanno inondato, soddisfatti, dell’esito del sondaggio, ma si guardano bene dal profferire motto o comunicato.
Come tutte le classifiche di questo tipo, i risultati sono relativi, peraltro per un sindaco in carica il calo è fisiologico, nel caso di Cassì non influisce sul giudizio generale che si mantiene al di sopra del 50%, calo che, per un’altra elezione comunale, potrebbe essere recuperabilissimo, per altre competizioni, che esulano dai confini comunali, le variabili sono diverse.
Il calo, comunque, rappresenta un sentire diffuso di abbassamento del livello di consenso che non avrebbe valore assoluto ma potrebbe essere cavalcato da minoranze capaci di intercettare il dissenso e amplificarlo sfruttando classiche come questa.
Ma parliamo di ben altre carature.

La classifica, o sondaggio che dir si voglia, offre lo spunto, invece per alcune valutazioni sulle voci, insistenti, provenienti dall’interno di Forza Italia, di contatti in essere, abbastanza consolidati e avanzati per un passaggio di Cassì nel partito berlusconiano.
Eravamo fermi alle voci, provenienti da Palermo, di accordo con Raffaele Lombardo, quelle di accordo chiuso con Forza Italia poco cambiano, alla luce dei rapporti di Lombardo e di Grande Sicilia con il partito del Presidente della Regione, con cui si dovrebbero federare.
In ogni caso, Lombardo, troppo solo, fuori da Catania, per ambire a traguardi impossibili, per una candidatura alle regionali non sarebbe il terreno ideale per Cassì.
Una manna dal cielo, invece, per Forza Italia, sembra l’ingresso di Cassì che, nella mente di tutti, potrebbe garantire, a Ragusa, il seggio per Forza Italia.
Ma il centro destra, a Ragusa, deve fare ben i conti, potrebbe bastare il seggio a Palermo, ma ci sarebbero buone probabilità di consegnare la città al centro sinistra: non si intravedono soggetti all’altezza, nel gruppo di Cassì, adeguati a sostituirlo, tenuto conto che la poltrona di sindaco di Ragusa, nella geografia regionale del centro destra, dovrebbe toccare a Forza Italia. Non mancherebbero, di certo, ambizioni già dichiarate di qualcuno che vorrebbe candidarsi sindaco, per facilitare la strada al centro sinistra che, è bene tenerlo a mente ha un regista della cinematografia politica di livello sommo.
Peraltro, le ultime voci, che danno il passaggio di Cassì a Forza Italia, ci parlano di contatti diretti con il Presidente Schifani e con i vertici romani, con i quali ci dovrebbe essere un incontro nei prossimi giorni.
Sembrerebbero non saperne niente, per non dire che sarebbero stati quasi scavalcati, Falcone e la famiglia Minardo che, nell’ambito del centro destra locale, rappresentano sempre voci autorevolissime.
Molti si chiedono il perché di questi tentennamenti nell’ufficializzare il passaggio, ma è presto detto; ad ogni richiesta di chiarire la sua posizione, Cassì riafferma che la sua squadra non si tocca, gli assessori restano quelli, non ci sono spazi per aspirazioni e ambizioni del centro destra, sorride ribadendo che per la sua nomina a vicepresidente della provincia non c’erano né patti né condizioni.
In questo modo riesce a tenere a bada i suoi assessori, e prende tempo.
Sul versante opposto, quello del centro destra, sulla scia dell’appello del commissario provinciale di MPA che aveva esortato a riprendere le intemperanze del centro destra al Comune di Ragusa, nei confronti dell’alleato Cassì, pare che anche le intemperanze congiunte siano state stoppate dai vertici che, pare, abbiamo invitato i più agitati a contenersi.
Solo che, per mantenere questa calma apparente, serve che Cassì attui un cambio di passo per le sue politiche di governo della città che, purtroppo, al momento, si prestano ad ogni tipo di attacco per i quali gli esponenti di centro destra al Consiglio comunale difficilmente si possono esimere, soprattutto alla luce di quanto fatto emergere finora che non può essere cancellato con un colpo di spugna.
Peraltro, Forza Italia, al di fuori degli esponenti del partito al Consiglio comunale, non può godere di una classe politica autorevole in grado di dettare una linea di partito, l’immobilismo di anni di assenza totale dal proscenio della politica locale ha ridotto Forza Italia ad una comparsa, se qualcuno tenya di emarginare le poche forze vive degli azzurri per fare posto a Cassì e alla sua truppa, ha scarsa contezza della realtà.

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