Chi si occupa dell’organizzazione della annuale Fiera Agricola Mediterranea, dopo l’esperienza delio scorso anno in una struttura della provinciale per Santa Croce Camerina, ha scelto quest’anno di rischiare con la profanazione di quello che dovrebbe essere il Parco Urbano di Ragusa o, comunque, di un’area adiacente, pare di proprietà comunale.
L’occasione della cinquantesima edizione meritava ben altra location, ideale sarebbe stata l’EMAIA di Vittoria, peraltro è una puntata alla roulette in termini di logistica, di parcheggi e di servizi.
Basti pensare a chi dovrà usufruire di un semplice lavandino o di un gabinetto.
Ad onta del classico comunicato stampa che autocelebra la manifestazione, tentando di non consentire valutazioni delle stampa che possono dissentire dalle autocelebrazioni, la Fiera Agricola, avviata già da molti anni sul viale del declino, rispetto alla gloriosa tradizione del passato, non è più riuscita a rappresentare le eccellenze del territorio, non ha prodotto significativi risultati per i vari comparti e si è esaurita nelle classiche passerelle dell’inaugurazione e delle premiazioni, senza incidere nei vari settori che si dicono in crisi perenne.
Nemmeno la trasformazione da fiera specializzata per la zootecnica e la meccanizzazione agricola in sagra paesana, con tanto di degustazioni e vendita al minuto di prodotti locali, ha determinato un rilancio della manifestazione, né ha allargato il bacino di utenti alle province limitrofe.
Tutto questo non nasce da personali constatazioni ma, piuttosto, raccoglie i pareri di numerosi addetti ai lavori che magari partecipano ma non trovano spunti per entusiasmarsi e presentarsi in maniera innovativa.
Leggendo il comunicato si leggono pure delle amenità, giudicare ‘prestigiosa’ la location di quest’anno sembra paradossale, parlare di sguardo al futuro e di rinnovamento è esagerato.
Si scrive che la FAM 2025 “si conferma uno degli eventi più attesi e partecipati del calendario fieristico siciliano e del Sud Italia”, ci piacerebbe conoscere, dopo, cosa mai fatta, quanti, chi sono stati e da dove sono venuti i visitatori siciliani e del sud della penisola.
Purtroppo, da troppi anni, il patrimonio inestimabile della manifestazione è stato dilapidato, il Comune, negli ultimi anni non ha dato adeguato sostegno, una organizzazione di tipo paesano non è riuscita a catalizzare l’interesse di ambienti nazionali, né tantomeno a coinvolgere personalità e imprenditori del settore a livello sovraregionale.
Non c’è stato adeguato coinvolgimento degli altri comuni della provincia, i territori di eccellenza per l’agricoltura, che non è solo zootecnia, come Vittoria e Modica, come quelli della fascia trasformata, sono stati tenuti sempre ai margini o sono stati del tutto ignorati.
Meno che mai si è guardato alla posizione baricentrica di Ragusa nell’area mediterranea, segnale di una visione limitata.
Si parla di un programma all’altezza della ricorrenza speciale ma non si intravede molto di differente rispetto al passato.
Sarà interessante ricevere lumi dall’assessorato allo sviluppo economico, l’unico competente a sfornare dati sulla manifestazione, se si deve leggere che la Fiera rappresenta una leva strategica per l’economia locale che dovrebbe continuare a generare ricadute positive per tutto l’indotto.
