La vicepresidente del Consiglio comunale, Rossana Caruso, accompagnata dai colleghi consiglieri Calabrese e Firrincieli, riceve assicurazioni circa la disponibilità di ossigeno terapeutico in bombole

C’era il gotha dell’opposizione all’amministrazione Cassì all’incontro con il Direttore Generale dell’ASP Drago, della questione, pare, il sindaco non si è minimamente interessato, vengono prima le opera pubbliche, il progetto culturale e gli affari personali di politica.

Con una nota, la vicepresidente del Consiglio comunale di Ragusa, Rossana Caruso, informa di aver incontrato il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Pino Drago, e il direttore dell’Uoc Farmaceutica territoriale, Sergio Massimiliano Castellino, per affrontare la problematica relativa alla carenza di bombole di ossigeno gassoso nelle farmacie della provincia.
Considerata la rilevanza del tema per la salute pubblica, nella giornata di ieri la vicepresidente Caruso aveva esteso l’invito, per partecipare all’incontro in questione, a tutti i consiglieri comunali interessati.

Nel corso della riunione, il direttore generale ha dimostrato grande sensibilità e un concreto senso di responsabilità nella gestione della problematica, illustrando le azioni già intraprese per giungere a una rapida soluzione.
In particolare, ha comunicato di aver incontrato il presidente provinciale di Federfarma Ragusa, Lucio Schembari, il quale ha assicurato che, grazie a interlocuzioni avviate con altre aziende produttrici di ossigeno gassoso, nell’arco di una settimana, al massimo dieci giorni, la situazione dovrebbe tornare alla normalità, consentendo il pieno ripristino del fabbisogno di bombole di ossigeno gassoso nelle farmacie presenti su tutto il territorio provinciale.
La vicepresidente Rossana Caruso, i consiglieri comunali Peppe Calabrese e Sergio Firrincieli, hanno rivolto un sentito ringraziamento al direttore generale Drago per la proficua interlocuzione e per aver messo in campo, con tempestività e senso istituzionale, un’azione virtuosa finalizzata a risolvere il problema nell’immediatezza, a tutela della salute dei cittadini e in particolare delle fasce più fragili della popolazione.

Un classico dell’opposizione al borotalco che adotta lo stesso atteggiamento anche nei confronti di altre istituzioni.
A parte il fatto che, nell’immediato, non è risolto nulla, ci vorranno almeno dieci giorni, nessuno degli strateghi dell’opposizione ha puntato l’indice sul grave disservizio, chiedendo spiegazioni precise sulle responsabilità.
A chi tocca sovraintendere al servizio, indispensabile per alcuni malati?
Le responsabilità sono dell’ASP? di Federfarma? dei farmacisti? Perché non si è provveduto in tempo a sopperire alle criticità nelle forniture? Esiste un solo fornitore? quali obblighi ci sono per determinati presidi?
Sono già passati 6 giorni dalla prima denuncia della vicepresidente Caruso, cosa si è fatto in tutto questo tempo?
Invece solo complimenti, ringraziamenti e foto di rito.

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