L’aula consiliare, l’arena per sfogare disperazioni di minoranza e ansia da prestazioni

Ennesima seduta del Consiglio Comunale che rivela, sempre di più, lo scarso livello del civico consesso e la mancanza di efficacia per contribuire a risolvere le criticità della città.
Come spesso avviene, esitato solo un punto all’OdG, quello riguardante il Regolamento per l’istituzione della figura della Guardia Ambientale volontaria, di cui ci siamo occupati in altra parte del giornale, per il resto argomenti non passati dalla commissione e rinviati.
Unica attrattiva del civico consesso lo spazio dedicato alle comunicazioni, ma non certo per la valenza dei contenuti, quanto, piuttosto per le stranezze che si ascoltano e per gli spunti che emergono, anche fuori dall’aula.
Spunti che dovrebbero essere oggetto di approfondite comunicazioni e interrogazioni agli assessori ma che, invece, galleggiano fra la moderazione delle minoranze e l’inesperienza dei componenti di maggioranza che si sentono solo sacerdoti dei riti cassiniani, obbligati alla più stretta osservanza, così che capita che venga fuori qualcosa di rilevante, il consigliere butta la pietra nello stagno, ma si guarda bene dal parlarne ufficialmente.
Era il giorno dell’annuncio del passaggio della consigliera Malfa alla Lega, puntuale la comunicazione che ha tenuto a precisare l’esigenza di un passaggio in una formazione politica dalla quale la consigliera si sente raffigurata e della quale condivide gli ideali, pur ribadendo l’intenzione di voler continuare a sostenere il Sindaco, l’amministrazione e la maggioranza della lista PeppeCassìSindaco che ha appoggiato sin dalla sua costituzione.
Intervento passato nell’indifferenza generale, comportamento non consequenziale della Malfa che, come spesso ha fatto negli ultimi tempi, ha poi abbandonato i lavori, come altri colleghi di maggioranza, con il risultato che il punto all’OdG è stato approvato con la determinante presenza delle opposizioni.
Ma quella della Malfa non è stata la sola assenza strategica della serata, nel gruppo di maggioranza.
Poi una serie di interventi, accomunati dal saluto di benvenuto e dall’augurio di buon lavoro ai due nuovi assessori, Spata e Arezzo, che hanno assistito alla seduta, anche loro immedesimate nel ruolo di nuove sacerdotesse dei riti cassiniani.
Delusione per il silenzio delle nuove arrivate, nemmeno un cenno per ringraziare del saluto, si aspettavano degli interventi che avessero potuto illustrare le linee programmatiche della loro prossima attività, pur nel solco della continuità e della aderenza al programma e alle iniziative già intraprese dal Sindaco.
Il grillino Firrincieli ha sollevato la problematica dell’aumento dei costi per sostenere la spesa per due nuovi assessori invece di spalmare l’attuale plafond per la Giunta sul nuovo numero di componenti.
Il consigliere Iurato ha paventato la sua forte irritazione per possibili futuri avvicinamenti con la Lega, il consigliere D’Asta ha recriminato sull’ingresso in giunta di Fratelli d’Italia, il consigliere Gurrieri ha sollecitato la convocazione della Commissione Cultura, come più volte richiesto.
In proposito, va chiarito l’intervento della Presidente della Commissione Cultura, Corrada Iacono che ha dichiarato in aula di aver ricevuto indicazioni dagli uffici circa la Commissione che si potrebbe convocare solo per esaminare atti dell’amministrazione, affermazione in netto contrasto da quanto previsto dal regolamento, all’art. 18, ma, a conferma della scarsa preparazione dei componenti il consiglio comunale, nessuno ha eccepito o ha ritenuto di chiedere lumi sulle affermazioni, in particolare i componenti di minoranza.
Sempre in tema di Commissione Cultura, ci sono voci di possibili convocazioni per visite al Castello di Donnafugata, al fine di valutare la situazione relativa al Museo del Costume e alla collezione di abiti d’epoca, oltre che per fare il punto su un settore che vede una miriade di addetti ai lavori, senza distinzione precisa dei compiti. C’era il Sindaco a detenere la delega, oggi c’è un assessore, ma di cultura si occupa, pare, anche l’assessore allo sviluppo economico, il manager della cultura e dei beni culturali, i componenti il comitato tecnico scientifico dell’ecomuseo, ma a questa pletora di addetti e di esperti non corrisponde nessun risultato in termini di iniziative e di eventi culturali.
È emerso anche, ma informalmente, che, almeno per tutto il 2020, non saranno aperti i battenti del Museo del Costume: pare che, nei locali allestiti per il Museo, si dovrebbe organizzare una grande e importante mostra di pregevoli dipinti, prevista da giungo a dicembre, per la quale sarebbe stato predisposto il solito avviso di manifestazione di interesse, propedeutico alla scelta che sarebbe già stata fatta.
Senza nulla eccepire sulla iniziativa, peraltro portata avanti dall’assessore Barone, e dove si sono tuffati, al volo, altri assessori, quindi iniziativa destinata a far parlare positivamente come di tutto l’operato di Ciccio Barone, si resta basiti nell’apprendere che il Museo del Costume resta al palo.
A questo punto, senza spiegazioni in merito, è lecito pensare che il Sindaco non abbia fra le sue priorità l’apertura del Museo del Costume e preferisce lasciare conservati, non si sa come, i reperti della collezione, senza dare seguito naturale all’acquisto, all’allestimento del Museo, alle spese di manutenzione degli abiti, all’acquisto degli arredi e alle spese di personale che si occupa della collezione.
Se non c’è disinteresse dell’amministrazione, si potrebbe pensare, allora, che la collezione si sia rivelata inadeguata per l’allestimento di una mostra permanente, sarebbe d’uopo, al riguardo, conoscere maggiori particolari che, si spera, possano emergere dai lavori della Commissione che, evidentemente, si pone gli stessi interrogativi.
Il Castello è al centro di altri interrogativi perché si parla dell’utilizzo di voci della tassa di soggiorno per il pagamento dei compensi al manager della cultura: si parlava dell’utilizzo di fondi destinati alla promozione turistica, ma fonte autorevolissima ha specificato che si era trattato di un errore del dirigente.
Alla domanda, ‘da dove si prendono allora le somme necessarie?’ è stato risposto : “dai fondi della tassa di soggiorno destinati alla manutenzione del Castello”
Come è facile comprendere, c’è un po’ di confusione sulla materia ed è del tutto prevedibile che la stessa meriti ben altra attenzione, perché si rischia di sbandare, anche pericolosamente.
Si comprende perché il consigliere Tringali attende risposta, dal mese di settembre, ad una interrogazione nella quale si chiedeva il resoconto analitico dell’utilizzo della tassa di soggiorno 2018.
Nel corso della seduta, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, per mozione, ha rivolto appello al Segretario generale, e al Presidente del Consiglio Comunale, per ottenere la risposta che sarebbe dovuta pervenire, secondo regolamento, entro 30 giorni, alla sollecitazione ha risposto l’assessore Barone che ha garantito di sollecitare gli uffici al fine di inoltrare quanto richiesto.
C’è stato poi l’intervento del capogruppo di maggioranza, Tumino, che ha ribadito lo spirito che animerebbe tutti i componenti del gruppo PeppeCassìSindaco, spirito improntato ad un forte senso etico e di servizio alla comunità, senza chiedere nulla in cambio, con l’affermazione, risoluta, che nel gruppo non c’è spazio per chi pretende qualcosa in cambio.
L’intervento del Sindaco Cassì è stato dedicato a rintuzzare i rilievi sui rapporti con Fratelli d’Italia, che nascono dall’appoggio disinteressato offerto da un gruppo di amici ed estimatori che, al tempo, hanno abbracciato la sua candidatura, ponendosi anche in contrasto con i vertici regionali che spingevano per la naturale alleanza con la coalizione di centro destra che, in effetti, non esisteva, appunto per il dissenso sulla candidatura di Fratelli d’Italia e di una parte, consistente di Forza Italia.
Non è stato, e di questo in molti sono testimoni, un accordo con partiti politici, ma accettazione di un sostegno disinteressato, che non ha chiesto nulla in cambio: non ha chiesto nulla Fratelli d’Italia, non ha chiesto nulla la parte dissidente di Forza Italia.
Quanto ai paventati futuri accordi con la Lega, il Sindaco ha tenuto a sottolineare come abbia solo subito il passaggio della Malfa, peraltro considerato un atto ostile per la campagna acquisti condotta sotto traccia dai responsabili del partito di Salvini.

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