Puntualmente si ripresenta la sollecitazione delle Ferrovie per la chiusura del passaggio a livello di via Paestum e si riaccende il dibattito fra quanti propendono per la chiusura del passaggio al traffico veicolare e quanti, invece, pretendono che tutto resti come si trova, nonostante, nel 1994 fu deciso di spendere soldi pubblici per un cavalcavia, a poca distanza, che doveva ovviare alla chiusura del varco per motivi di sicurezza.
Da sempre sostenitore del rifiuto assoluto per la chiusura è il consigliere del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, che fa parte anche del comitato costituito per il mantenimento del passaggio a livello.
Naturalmente, alla notizia del nuovo ultimatum di RFI, Firrincieli insorge e si appella al sindaco per convocare l’ennesimo tavolo di confronto per evitare la chiusura.
Fra l’altro Firrincieli ritiene che la progettata metropolitana di superficie, che dovrebbe prevedere appunto una fermata nelle immediate adiacenze della zona del passaggio a livello, modifichi le condizioni attuali in modo tale da eliminare le criticità relative alla sicurezza.
La questione è vecchia di vent’anni e più, il cavalcavia fu costruito per fornire una alternativa al traffico veicolare da e verso la parte alta di via Paestum.
Per primi i commercianti della zona, non molti in verità, hanno sempre ritenuto che la chiusura del passaggio a livello avrebbe provocato l’inevitabile crollo delle attività commerciali in quanto la via non sarebbe stata più zona di passaggio.
Anche i proprietari degli immobili, secondo noi a torto, ritengono che la riduzione del traffico influisca negativamente sul valore degli stessi, ma se questo può valere per i bassi commerciali, pochi, le residenze ne guadagnerebbero, assai, in termini di vivibilità del quartiere, da sempre oppresso da confusione, ingorghi del traffico e sosta selvaggia quasi ininterrotta.
Lo stesso Firrincieli evidenzia come, nel tempo si siano modificate le condizioni urbanistiche della zona, fortemente urbanizzata, con uffici pubblici e centro commerciale la cui via di uscita insiste, appunto su via Paestum.
Questa nuova condizione, imporrebbe, secondo i sostenitori dell’apertura, l’esclusione della chiusura del passaggio a livello per le nuove esigenze della viabilità.
Secondo noi, appunto la presenza della via a servizio di importanti uffici dell’Azienda Sanitaria a servizio del pubblico e l’ingresso al centro commerciale, sopperiscono egregiamente alle criticità, di ogni ordine che si potrebbero registrare con la chiusura del passaggio a livello, anzi ne impongono la chiusura per snellire il traffico stesso in ingresso e in uscita dalla nuova zona urbanizzata.
La fermata della metropolitana, poi, non esclude il normale traffico ferroviario e costituirebbe, appunto per la parte bassa di via Paestum, ulteriore fattore di confusione veicolare.
La questione non è destinata a risolversi facilmente, anche perché, come avviene di solito, in particolare a Ragusa, per esempio per l’isola pedonale in centro in storico, si cerca di privilegiare l’interesse di pochi non tenendo conto degli interessi generali della collettività, adducendo appunto inesistenti crolli del valore commerciale degli immobili e rischi per i posti di lavoro.
