Legambiente Ragusa vede più ombre che luci nel nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel capoluogo

Se, come sostenuto dal comune di Ragusa, sarà pubblicato a breve, se già la SRR non ha avviato le procedure, il bando di gara per la raccolta dei rifiuti in città, sono legittime le perplessità dei cittadini, sostenute dall’atteggiamento dei vertici comunali di mantenere, nel più stretto riserbo i contenuti del nuovo appalto.
Atteggiamento inconcepibile, soprattutto alla luce dei tanti rilievi sollevati dal più autorevole organo ambientalista della città, il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, che rinnova i suoi dubbi sul capitolato e, inspiegabilmente, considerati i tempi, auspica che si arrivi a delle correzioni fondamentali.

Il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa osserva che uno degli obiettivi del nuovo appalto rifiuti sbandierati dal comune di Ragusa è l’introduzione della tariffazione puntuale attraverso la quale i cittadini dovrebbero pagare in base ai rifiuti prodotti: meno rifiuto indifferenziato produco, meno TARI pago.
Di sicuro sarebbe una ottima innovazione, ma, purtroppo, per i cittadini ragusani, non sarà realmente così.
La tariffazione puntuale funziona soltanto se associata ad un importante piano di comunicazione, ma il comune di Ragusa non prevede alcun investimento per comunicare agli utenti questa innovazione.
Si investiranno soltanto 24 000 €/anno affidati al nuovo gestore, ma sono destinati alla comunicazione istituzionale (calendari ecc.).
Una somma pari a un quarto di quanto previsto dall’appalto odierno (114 000 €/anno), tra l’altro non spesi o spesi male. La motivazione fornita, per questa scelta incomprensibile, è che il comune non avrebbe i soldi necessari. Eppure, queste somme si sarebbero potute recuperare inserendo nelle spese generali, come avviene per l’attuale appalto, gli oltre 500 000 € l’anno di salario per gli impiegati come è corretto che sia.
Gli impiegati non servono a svolgere il servizio su strada, sono costi indiretti del servizio. Così come si sarebbero potuti recuperare attingendo alle penalità che, se non già riscosse ma non sembra, riguardano il mancato raggiungimento del 75% di raccolta differenziata e le maggiori spese di selezione dei rifiuti differenziati. Ma è tutto l’impianto della gara a fare acqua.
A partire:
– dall’impostazione regolatoria che consentirà al nuovo gestore di pretendere il 70% dei ricavi del CONAI contrariamente a quanto sostiene il comune;
– alla mancanza dell’istituto della revisione prezzi prevista da sentenze del C.d.S.;
– alle diverse discordanze tra i vari documenti di gara.
Tutto ciò espone l’intero appalto a possibili ricorsi.
E pensare che sei mesi fa la situazione era addirittura peggiore: il progetto era impresentabile.
Conteneva una quantità di errori che se non fossero stati corretti avrebbero esposto il comune di Ragusa ad una miriade di contenziosi.
Eppure, Legambiente in tempi non sospetti, intuendo la fragilità del progetto affidato a CONAI, aveva offerto la disponibilità, a titolo gratuito, di alcuni consulenti nel settore rifiuti dell’IFEL, la fondazione dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia di cui il comune di Ragusa è socio, di far parte di un comitato tecnico-scientifico a supporto dell’ufficio tecnico.
L’offerta è stata rifiutata senza alcuna motivazione dall’assessore all’ambiente e dai tecnici comunali.
Per fortuna, solo grazie alle osservazioni di Legambiente, quasi tutte accolte dall’ufficio ambiente a dimostrazione che gli errori erano reali, e a quelle della SRR, si è riusciti a migliorare un po’ il progetto anche se non come fosse stato necessario. Un progetto che per diversi mesi è stato tenuto segreto da parte dell’ufficio ambiente e dell’assessore e con molto ritardo consegnato alle parti sociali con molti omissis non giustificabili.
Ora si vuole a qualsiasi costo pubblicare subito la gara mettendo fretta, ma come si suol dire, “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”.
Qualcuno dovrebbe spiegare perché fino a due settimane dalla scadenza dell’attuale appalto non era stato prodotto alcun documento di gara. La determina a contrarre, atto propedeutico, riporta infatti la data del 17 ottobre 2024.
SAREMMO ANCORA IN TEMPO A CORREGGERE IL TIRO. Sarebbe opportuno fermare l’iter procedurale del bando per qualche settimana, e procedere alle correzioni fondamentali. Altrimenti gli errori fatti la città li pagherà per almeno i prossimi dieci anni.

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