Su mobilità e trasporto pubblico, uno dei soliti salotti dell’amministrazione Cassì: un incontro che vorrebbe passare per momento di riflessione e pubblico confronto sul tema della mobilità urbana e del trasporto pubblico: ma su trasporto pubblico, su appalto dei rifiuti, sull’utilizzo della tassa di soggiorno, sulle ZTL, sulle scelte urbanistiche, sulle politiche sanitarie, e altro, non c’ mai stato confronto, se non formale e di facciata, perché dovrebbe arrivare ora?
L’iniziativa viene spacciata come volta a una mobilità più efficiente, sostenibile e inclusiva per la città di Ragusa, in una città dove tutt’ora, per fare un esempio, fuori dal Comune, al termine di un Consiglio comunale, non c’è l’ombra di un bus urbano nemmeno ora che si ha a disposizione un signor gestore, Etna Trasporti, unica ancora di salvezza che ha garantito il minimo sindacale per le esigenze della città.
Alla fine, come il verde pubblico, ci diranno che il territorio è troppo esteso, che non si può coprire tutto e anche con il nuovo appalto ci saranno zone scoperte.
Non si tratta di eventi, di spettacoli, di cultura, per quelle cose i soldi si trovano sempre e in anticipo.
Avevamo già molte perplessità sull’evento, peraltro infelicemente organizzato contemporaneamente al Consiglio comunale aperto di Comiso per parlare dell’aeroporto, segnale delle priorità della nostra amministrazione.
Ci viene incontro, a sostegno la riflessione sull’evento del vicecoordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, responsabile provinciale di Gioventù Nazionale, Simone Diquattro:
Trasporto pubblico, “futuro da progettare insieme”: siamo su Scherzi a Parte?
Trovo sinceramente surreale che, a metà del secondo mandato della giunta Cassì, l’assessore ai Trasporti parli ancora di futuro da progettare. E lo faccia, per di più, con un convegno … in piena estate.
Si celebrano traguardi che somigliano più a miraggi che a risultati concreti, mentre la realtà – quella vera, quella delle persone – è ben diversa: il ragusano medio non ha ancora interiorizzato una reale cultura del trasporto pubblico. Sarebbe più onesto riconoscerlo, e ammettere che siamo lontani anni luce da un modello efficiente e integrato.
Un esempio lampante? Come già aveva denunciato il PD, il servizio è lacunoso se non assente nelle contrade a monte di Marina di Ragusa.
Ma il dettaglio più tragicomico è un altro: l’aver coinvolto l’università nel convegno – proprio quell’università che ha già subito pesantemente le scelte discutibili di questa amministrazione. Forse sarebbe il caso di affiancarle, oltre agli esperti già scelti per turismo e cultura, anche un esperto che si occupi di mobilità e logistica urbana.
Nessuna critica personale, ci mancherebbe. Ma continuo a pensare che una squadra amministrativa debba essere formata da soggetti competenti, non da chi è riuscito a chiudere (a fatica) una lista di 24 nomi e si è poi ritrovato, per grazia ricevuta, con una delega in mano.
Ragusa non merita tutto questo.
E francamente, se il “futuro” del trasporto pubblico è questo… forse è meglio continuare a usare la macchina.
