Museo del Costume o galleria espositiva? La risposta la dovrebbe dare l’assessore alla cultura

Era prevedibile che la notizia sul Museo del Costume, finalmente pronto per accogliere la collezione di abiti d’epoca, destasse perplessità alla luce delle decisioni dell’amministrazione di ‘inaugurarlo con una mostra, sia pure di alto livello, che dovrebbe restare aperta da maggio a dicembre dell’anno corrente.
Delusione per quanti, da anni attendono di vedere esposti i vestiti d’epoca della collezione acquisita dal Comune, sulla spinta di sollecitazioni unanimi per l’acquisto della stessa.
Sapere che i lavori per l’allestimento dei locali del Museo sono stati completati, ma vedere rinviata sine die l’inaugurazione del Museo del Costume, spogliando i locali della sua destinazione elettiva, ha suscitato non poche perplessità.
Invero, siamo stati fra i primi a mostrare incredulità di fronte alla scelta dell’amministrazione, attendiamo ancora l’evolversi della situazione, mentre si levano le prime voci di protesta per la scelta effettuata.

Uno dei primi a mostrare dissenso per la scelta, chiedendo di conoscerne il senso, è il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gurrieri, che in una nota, parla di “grande confusione in ambito culturale e turistico da parte di questa amministrazione comunale, soprattutto sul fronte della progettazione”
“Come mai il Comune intenda cambiare destinazione d’uso al museo del costume, mai inaugurato?” si chiede Gurrrieri che aggiunge, come al solito l’inutile enfasi che gli è propria, non solo nei comunicati stampa, parlando delle intenzioni dell’amministrazione di voler far diventare la struttura u a sorta di Galleria degli Uffizi.
Al netto delle fantasiose divagazioni del Gurrieri, la variazione della destinazione d’uso, sia pure temporanea, suscita numerosi interrogativi.
Interrogativi che, naturalmente, vengono esternati in maniera strumentale.
Il Gurrieri, infatti, chiede il parere del manager culturale, l’architetto Iacono, forse conoscendo il suo dissenso sulla scelta, concludendo che forse sarebbe meglio sfruttare eventi culturali di questo tipo in location da rilanciare, nel centro storico e a Ibla.

Non si comprende perché il Gurrieri non si rivolge, direttamente, al nuovo assessore alla cultura che, finalmente, potrebbe dire qualcosa sui programmi e sulle iniziative in campo culturale.
Forte delle sue celebrate e indiscusse competenze, l’assessore alla Cultura dovrebbe, innanzitutto, cominciare a dare risposte in tema di cultura e beni culturali, di ecomuseo, di Castello di Donnafugata, di Museo del Costume e di eventi culturali in generale.
Dovrebbe essere finito il tempo degli esperti, degli assessori di altri settori che si interessano di cultura e di turismo, di comitati tecnico scientifici che sono riusciti solo ad imbalsamare il settore, vanificando la grande visione aperta di un Sindaco che, purtroppo, non eccelle nella scelta dei collaboratori, come più volte abbiamo avuto modo di dimostrare.
Si spera solo che il nuovo assessore possa invertire questa tendenza negativa nel settore e valorizzare le idee del Sindaco con opportune azioni di esaltazione di programmi innovativi e di tendenza.
Certo, il prolungato silenzio dell’assessore, di fronte alla marea montante di questioni che attengono al settore culturale, non è confortante, ma si spera che , al più presto, anche grazie alla sua professionalità, il settore possa risvegliarsi.

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