Il PD cittadino di Nello Dipasquale, alla sala Ideal per celebrare l’apertura del nuovo ospedale

Un semplice incontro tra iscritti del partito e simpatizzanti di Nello Dipasquale per celebrare l’apertura del nuovo stabilimento ospedaliero di contrada Cisternazzi.
A Nello Dipasquale, a Peppe Calabrese, al Comitato per l’apertura del nuovo ospedale non è andata giù la maniera con cui Presidente della Regione e Assessore alla Sanità hanno proceduto alla sbrigativa inaugurazione del ‘Giovanni Paolo II’, non è andato giù che nessuno ha voluto ricordare quanto fatto dal precedente governo a guida PD, dai suoi assessori alla Sanità che hanno elargito cospicui fondi che hanno permesso il completamento della struttura, non è andato giù nemmeno il fatto che non c’è stata una sola parola neanche per i benefattori che, con gesti anche piccoli, hanno voluto contribuire alla nuova struttura.
Se la vogliamo dire tutta, non c’è stato nemmeno un giusto riconoscimento per l’attuale commissario, il dr Ficarra, che, alla fine, si può considerare il vero artefice dell’apertura, ma di questo i democratici non hanno fatto cenno se non per un fugace ringraziamento dello stesso Dipasquale.
In questo appuntamento che ha celebrato più la delusione che l’entusiasmo per l’apertura, Dipasquale e Calabrese, con l’avv. Cilia, Presidente e portavoce del Comitato per l’apertura, hanno trovato un compagno entusiasta di dire la sua a Musumeci e Razza, l’ex assessore alla sanità, Baldo Gucciardi, attuale vicepresidente della Commissione Finanze dell’ARS, che non ha mancato di stigmatizzare un atteggiamento politicamente non conveniente degli attuali amministratori regionali.
Il rimprovero a Musumeci per essere venuto ad esprimere vergogna per il ritardo nel completamento del ‘Giovanni Paolo II’ è stato il leitmotiv della serata, anzi Nello Dipasquale e Baldo Gucciardi, come vedremo appresso, da politici navigati, hanno ribaltato la situazione e hanno detto che doveva essere Musumeci a vergognarsi per essere venuto a Ragusa a mani vuote, senza programmi e impegni per il completamento della struttura e delle aree limitrofe.
In effetti, da questa serata del PD abbiamo appreso che l’ospedale nuovo è solo la metà di un originario progetto, dobbiamo dire che del pronto soccorso non solo non hanno nemmeno rimesso a posto il cancello ma hanno addirittura dimenticato, per un anno intero, che non c’è la strada di ingresso diretto dalla provinciale, dobbiamo dire che non c’è certezza del fatto che siano rispettate le previsioni per i reparti contemplati, dalla rete ospedaliera, per una struttura di I livello.
Senza dire che nessuno ci ha spiegato perché si parla di 4 sale operatorie pronte, mentre erano 5 quelle che dovevano corredare la nuova struttura, due delle quali da completare dopo l’ultimo finanziamento di 8 milioni erogato dalla Borsellino.
Nessuno ci ha spiegato perché Pediatria deve essere ancora completata, perché Aricò ne volle fare oggetto di un nuovo progetto, perché otorino e infettive devono restare a Modica, perché oculistica deve restare al Maria Paternò Arezzo.
Non lo ha fatto nemmeno Gucciardi che tante cose ci poteva dire del mancato trasferimento dell’anno scorso, come tante cose ci poteva dire delle pressioni di uomini del PD per favorire la periferia del territorio in tema di sanità, per soddisfare esclusivamente il proprio bacino elettorale, peraltro in esaurimento come dimostrato dai fatti.
Ma, sgombrando il campo, subito, dalle voglie di quanti erano assetati di responsabilità da addebitare a questo o quel direttore, con o senza cravatta, Gucciardi ha etichettato come poco elegante la ricerca di colpe del passato.
Peppe Calabrese ha salutato i presenti, in apertura dell’incontro, mettendo al centro della discussione il fatto che gli attuali governanti non hanno voluto tenere conto di quanto fatto dal PD per questo ospedale.
E’ stata poi la volta dell’avv. Anna Cilia, presidente portavoce del Comitato per l’apertura dl nuovo ospedale, che ha voluto esprimere le grandi aspettative che si erano affollate attorno a questo comitato spontaneo che ritiene di avere dato una spinta non indifferente, con le iniziative intraprese, per sollecitare l’apertura dopo i fatti del giugno scorso.
Anche il capogruppo al consiglio comunale, Mario Chiavola, ha espresso il disappunto per una presenza illustre assolutamente improduttiva per il futuro dell’ospedale.
Fra gli ospiti, il dr Ettore Costa, ex manager della sanità ragusana, dirigente del movimento Territorio, che ha fatto la cronistoria di questo nuovo ospedale, struttura che partì, nel 1994, con un incarico affidato ad una ditta di Bologna, per la progettazione.
Attraverso le tortuose e allucinanti strade della burocrazia sanitaria italiana, alcune delle quali percorse dallo stesso Costa nella sua qualità di massimo dirigente della sanità iblea, si arrivò, dopo mille peripezie, anche di ordine economico, ad un progetto cantierabile.
Un progetto che, come specificato dal dott. Costa, è un progetto per mezzo ospedale, per il quale non sarebbe desueto pretendere un secondo cospicuo finanziamento per poter affermare di avere un ospedale adeguato alle esigenze del capoluogo.
Nello Dipasquale ha esaltato il momento di incontro, invero assai partecipato, di una componente politica che, legittimamente, rivendica un momento di verità attorno alla storia infinita di questa nuova struttura.
Dalle parole di Ettore Costa – ha detto l’on.le Dipasquale – si è potuta avere l’idea degli sforzi operati per dare a Ragusa il dovuto, considerata la acclarata inagibilità dell’ospedale Civile, sancita già nel 1994.
Un grazie a quanti si sono spesi, nei diversi ruoli e nelle diverse posizioni, per farea andar avanti il progetto, grazie ai benefattori, grazie anche all’ultimo manager, il dr Ficarra, per essere riuscito, almeno, a dichiarare aperta la struttura, a Musumeci grazie solo per lo sforzo di aver chiuso le forbici per tagliare il nastro.
Ha poco da dire nei confronti del Presidente della Regione l’on.le Dipasquale, che si riserva di dire la sua in aula, per sollecitare il recupero della struttura dell’ex psichiatrico, adiacente al ‘Giovanni Paolo II’, ma , più ancora per sfidare il Presidente a intervenire per completare il progetto dell’ospedale, con la realizzazione delle altre due torri che completano la struttura e possano evitare, se realizzate prima della fine del mandato di Musumeci, che lo stesso abbia a vergognarsi, lui, di non essere riuscito a dare quanto Ragusa aspetta.
Nello Dipasquale ha poi vantato l’ennesima realizzazione, a Ragusa, che lascia la classe politica locale con le mani del tutto pulite, ringraziando ancora Baldo Gucciardi per l’attenzione che ha posto su questa opera, attenzione che, alla fine, è risultata determinante per l’obiettivo raggiunto.
Un pensiero, Nello Di pasquale lo ha voluto rivolgere anche all’ex assessore Pistorio che intervenne concretamente per sbloccare la gara che si era arenata per le dimissioni del vice dell’UREGA, un particolare che al di là del riconoscimento a Pistorio, rivela l’attenzione di Dipasquale, come fine politico, che non ha voluto mancare di rivolgere una piccola attestazione ad un collega, dettaglio che altri non avrebbero nemmeno considerato.
Baldo Gucciardi è venuto a Ragusa per la sua prima uscita pubblica, dopo l’esperienza assessoriale, due anni vissuti intensamente, rispetto ai quali ha voluto godere di un periodo di riflessione che ha chiuso nella nostra città.
Finora non ha vantato tutto quanto fatto per la Sanità regionale, nemmeno la rete ospedaliera che può essere considerata la più grande riforma del settore, un lavoro immane che ha dovuto fronteggiare l’atavico disinteresse per la nostra terra siciliana.
Per Gucciardi è stato fatto tanto, misure come quelle per l’autismo costituiscono pietre miliari sulla strada delle politiche sanitarie portate avanti.
Un plauso ha voluto rivolgere all’attività politica di Nello Dipasquale, un compagno di partito che lo ha sempre sostenuto, che non è stato solo il deputato di Ragusa ma un attento sostenitore di quanti hanno operato nell’effettivo interesse della comunità.
Un lavoro, quello di entrambi, che non sempre ha ottenuto i dovuti riconoscimenti ma che non mina l’entusiasmo di voler operare sempre nell’interesse del territorio.
Solidale con quanti hanno stigmatizzato l’atteggiamento di Musumeci, venuto per tagliare il nastro e denigrare solo il ritardo accumulato per il ‘Giovanni Paolo II’, ha sollecitato un impegno comune per concretizzare, almeno, per il nostro ospedale quanto previsto dalla rete, riservandosi di organizzare, come partito, una manifestazione per elencare quanto fatto nell’interesse della Sanità siciliana.
Da ultimo, in qualità di vicepresidente della Commissione Bilancio dell’ARS, Gucciardi si è impegnato a sostenere l’esigenza di adeguati finanziamenti per il completamento del nuovo ospedale.

Ultimi Articoli