“Pellegrini di Speranza”, XXV Rassegna d’arte contemporanea presso il Santuario della Madonna del Piano a Grammichele

Dal 04 al 09 settembre 2025, in occasione dell’anno giubilare, nei locali del Santuario della Madonna del Piano, che è stato aggregato alla Basilica papale di Santa Maria Maggiore di Roma, si svolge la XXV edizione della Rassegna d’arte Sacra contemporanea che ha avuto come tema “Pellegrini di Speranza”.

Ha scritto + Michele Pennisi, Arcivescovo emerito di Monreale

Il pellegrino non è un camminatore solitario, ma uno che si mette in cammino insieme ad altri verso una meta comune. La differenza fra un pellegrino e un vagabondo sta nel fatto che il pellegrino, anche se attraverso un cammino contorto non esente da dubbi, smarrimenti ed esitazioni, è mosso dalla speranza di arrivare ad una meta che dia senso alla sua vita, è alla ricerca di un perché difronte a quello che gli accade; mentre il vagabondo è uno che vaga senza sapere dove andare, ubriacato dalle fuggevoli mode del tempo.
Nell’omelia preparata da Papa Francesco per il Giubileo degli Artisti, il Papa ha posto una domanda: “Siamo pellegrini o erranti?” Camminiamo con una meta o siamo dispersi nel vagare?”
E ha risposto che: “L’artista è colui che ha il compito di aiutare l’umanità a non perdere la direzione, a non smarrire l’orizzonte della speranza, che si intreccia con il dramma dell’esistenza umana. La vera speranza non è superficiale e disincarnata, non è un rifugio comodo, ma un fuoco che brucia e illumina l’esistenza umana. L’arte autentica è sempre un incontro con il mistero, con la bellezza che ci supera, con il dolore che ci interroga, con la verità che ci chiama”.
Papa Francesco ha sottolineato che l’arte non è un lusso, ma una necessità una “scintilla del divino” che connette le persone e le eleva; ha invitato gli artisti a essere “custodi della bellezza” che sanno chinarsi sulle ferite del mondo, a usare il loro talento per rivelare la verità, la bontà e la bellezza nascoste nelle pieghe della storia dando voce a chi non ha voce, trasformando il dolore in speranza.
“L’arte – ha concluso il Papa – è una necessità dello spirito. Non è una fuga, ma responsabilità, invito all’azione, richiamo, grido. Educare alla bellezza significa educare alla speranza e la speranza non è mai scissa dal dramma dell’esistenza: attraverso la lotta quotidiana, le fatiche del vivere, le sfide del nostro tempo”

S. Maria Maggiore del Piano a Grammichele CT, alle pendici degli iblei, è stato l’unico edificio risparmiato dal terremoto dell’11 Gennaio 1693.

La Mostra è stata allestita e coordinata dal prof. e artista Gino Fragapane con Loredana Fragapane, curatori,
con la collaborazione di un gruppo fraterno e coeso che, da 25 anni, porta avanti l’organizzazione annuale della stessa.

Ha visitato la mostra Monsignor Marco Frisina, che ha le mansioni del Ministero Sacerdotale nella Diocesi di Roma, dove è presidente della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra e i Beni Culturali e rettore della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.
Mons. Frisina dirige anche il Coro della Diocesi di Roma, coro che ha fondato nel 1984 e di cui è direttore artistico e spirituale.
La sera del 9 settembre, davanti al Sagrato del Santuario, a conclusione della mostra, Mons. Marco Frisina, ha diretto un coro formato da coristi e musicisti rappresentanti i cori di Grammichele e di Mineo.

Nel corso della sua visita, Mons. Frisina, a proposito dell’opera di Michele Digrandi ha detto: “L’artista è riuscito a far emergere, col terzo sogno di S. Giuseppe, tutte le problematiche e le traversie passate della Sacra famiglia, a renderla veramente attuale, inserita nel paesaggio degli iblei e ad evidenziare che Gesù, Giuseppe e Maria, erano Palestinesi e quindi è un vero cammino di pellegrini della speranza, specialmente con quello che purtroppo sta succedendo in Palestina.

NB: Nella foto, assieme a Michele Digrandi, Gino Fragapane e Loredana Fragapane

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