Per i 5 Stelle, politiche per il centro storico e politiche di bilancio hanno un denominatore comune: risultati zero

Avrebbero fatto meglio i 5 Stelle a non citare nel comunicato del gruppo il consigliere Gurrieri, soprattutto per parlare di bilancio preventivo: l’esibizione del grillino che ha presentato prima 16 emendamenti e non ha partecipato alla seduta senza giustificazione alcuna, trova riscontro solo nelle amenità tipiche dei 5 Stelle.
Escludendo questo particolare pietoso di gente che sicuramente non ha contezza del ruolo che ha chiesto di poter svolgere a degli incauti elettori, la nota dei consiglieri del gruppo è degna di attenzione per i rilievi che si eccepiscono su due questioni che sono all’ordine del giorno in città e che trovano, secondo i 5 Stelle, un comune denominatore, l’assoluta assenza di risultati.
La chiusura a raffica di importanti e meno importanti esercizi commerciali della città sta diventando sintomo eclatante di un malessere che non ha, purtroppo, il medico giusto.
“Oltre al bar Olimpia e alla libreria Paolino, ha chiuso anche il negozio di frutta e verdura del signor Iurato in via Giacomo Matteotti. Questo per dire che la situazione è drammatica. Questa amministrazione, la scorsa estate, proprio ai titolari degli esercizi in questione, assieme ad altri, naturalmente, aveva fornito rassicurazioni sul fatto che ci si sarebbe adoperati in maniera drastica. Per cercare di risolvere la situazione”.
Aggiungono i consiglieri pentastellati Sergio Firrincieli, Zaara Federico, Alessandro Antoci, Antonio Tringali e Giovanni Gurrieri: “eravamo stati facili profeti nei nostri interventi, in Consiglio comunale e non solo, quando avevamo detto che, rispetto all’azione avviata dal Comune, denominata “Sto a Ragusa”, ci sarebbe stato da sperare in un saldo ampiamente attivo. A quanto ci risulta, in cinque hanno aderito. Se li mettiamo sul piatto della bilancia con i tre che hanno chiuso, il saldo è attivo con riferimento ad appena due imprese. Troppo poco. Stiamo solo buttando un sasso nello stagno”.
E i 5 Stelle non affondano il coltello nella piaga, perché non fanno notare che un bando riservato a 6 aspiranti ne richiama solo 5, segnale che si è operato all’insegna della più assoluta incompetenza, senza il minimo sentore del mercato, roba da novellame della politica, inspiegabilmente ancora non staccato dalla poltrona, che non si addice ad un Sindaco come Cassì.
“E diciamo questo – continua il gruppo M5s Ragusa – perché, sin dal suo insediamento, la Giunta Cassì ha fatto della rivitalizzazione del centro storico il proprio cavallo di battaglia, denigrando quanto invece fatto in passato dalle precedenti amministrazioni comunali. Ci sembra, invece, almeno per il momento, che non stia andando molto meglio. Anzi, possiamo dire che il sindaco ha avuto un solo pensiero fisso in questo periodo dell’anno, affrettarsi per farsi approvare il bilancio di previsione dal Consiglio comunale anche se non ci capisce bene in funzione di quali straordinari vantaggi per l’amministrazione. Avremo modo di sperimentarli tutti nel corso dell’anno”.
Stendendo un velo pietoso sulla questione centro storico, da dove emerge l’assoluta confusine mentale di chi sarebbe chiamato a risollevarne le sorti, confusione che, comprensibilmente, è acuita dalla consapevolezza della marea montante di critiche e di sfiducia che si abbatte sull’assessorato da parte di organizzazioni datoriali, associazioni, consorzi che si cercano di tenera a bada come si da la zolletta di zucchero al cavallo, i 5 Stelle passano a parlare di bilancio, per il quale hanno pensato bene di astenersi anche dalla sola partecipazione alle sedute, non condividendo i tempi e le strategie adottate dall’amministrazione che non avrebbero consentito un esame agevole degli atti.
Si dicono convinti che saranno innumerevoli le variazioni di bilancio che l’amministrazione dovrà adottare perché la troppa fretta non ha permesso che venissero compiute le dovute scelte di attenzione con riferimento ai vari settori dell’ente.
E rivolgono un pensiero al Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, che ha preferito rispondere picche alle richieste della maggior parte dei capigruppo che chiedevano più tempo per potere studiare gli atti ed essere presenti in aula con ancora maggiore consapevolezza.
Ma in fondo è il ripetersi della storia vissuta negli anni precedenti ad amministrazione 5 Stelle, quando assessore e dirigente si rifiutavano di uscire le carte richieste e sancivano che i PEG erano successivi e non erano di competenza dei consiglieri all’atto dell’esame del bilancio preventivo.
C’è solo da dire che le strategie di allora, in parte, ancorché avallate ufficialmente dalla Segreteria Genarle e dai Revisori dei Conti, sono risultate del tutto irregolari per la Corte dei Conti.
C’è solo da rassegnarsi ai nuovi sistemi che danno sempre maggiore autonomia a chi amministra e ha la maggioranza: chi vince governa, chi perde ed è in minoranza può solo verificare e controllare, denunciare se occorre, e attendere nuove elezioni.
Ma per nuove elezioni bisogna lavorare e non cincischiare con sterile e strumentale opposizione a suon di comunicati.
Finora, l’unico purosangue della politica che ha denunciato ciò che secondo lui non andava è stato l’ex sindaco, l’on.le Dipasquale, che, al tempo, denunciò alla Corte dei Conti l’uso distorto delle royalties.
I 5 Stelle, prima dello sfaldamento totale del Movimento che si sta producendo in queste ore, proprio per colpa si colui che tanto danno fece a Ragusa, dovrebbero decidere cosa fare da grandi e muoversi di conseguenza, se non vogliono restare redattori di comunicati stampa e vivacchiare portando al seguito elementi poco validi, anche discutibili politicamente.
Se l’azione di Cassì risulta, finora fallimentare, gli avversari politici non debbono auspicare la sterzata, la devono dare loro stessi.

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