Per i PD D’Asta e Chiavola le docce a pagamento solo un pretesto per tornare a bussare offrendo collaborazione

Prevedibili le reazioni per l’iniziativa delle docce a pagamento, i PD Chiavola e D’Asta lo definiscono un provvedimento del quale non c’era bisogno e si stupiscono che, nell’attuale momento, si trovi il tempo per queste idee.
“Ma qual è il senso di farle a pagamento se non ci sono mai state prima?” E’ la sola domanda che si pongono i PD, non aggiungono null’altro sull’argomento.

Il comunicato stampa è, invece, dedicato ad un ritornello che spesso ritorna sulla bocca dei PD, non si sa se a livello personale dei due consiglieri, in particolare di D’Asta che più volte ha battuto su questo tasto, oppure è una strategia del partito e del suo leader locale: quello della collaborazione, della condivisione delle scelte, della cabina di regia, del tavolo permanente da dove deve uscire un ruolo del Comune come strumento unitario.

I due consiglieri democratici mettono al centro la questione “di ripensare al modus amministrandi dei prossimi mesi, fino a quando, cioè, questo brutto periodo sarà passato.”
Rilanciano, appunto, sono parole dei PD, l’istituzione di un tavolo permanente dove si possano creare delle proposte condivise, ci mettono anche la possibilità di redigere un regolamento per i consigli comunali online.
Non solo queste le riflessioni che sottopongono all’attenzione del sindaco, chiedono che “ci si concentri con grande attenzione sull’aspetto sociale determinato dagli effetti nefasti di questa emergenza pandemica.”
Preoccupati, soprattutto, del dopo emergenza: sì, ci sono da affrontare l’emergenza sanitaria, quella sociale e quella economica ma occorre pensare che dopo la crisi non sarà facile ripartire.
Credono che si sia in ritardo, ma allo stesso modo non si sentono di rimanere solo critici, pensano di poter offrire il loro contributo.
Serve una rete di solidarietà a sostegno delle famiglie che stanno già avendo difficoltà e a quelle che avranno difficoltà a fare la spesa, oltre a un supporto per le aziende che stanno facendo i conti con difficoltà di tutti i tipi, a cominciare anche dagli agricoltori costretti a buttare merce di tutti i generi.
Naturalmente, si rendono conto che serve la collaborazione di tutti ma, prima, deve arrivare quella del Sindaco e dell’amministrazione che sono stati, invero, sempre, legittimamente secondo chi scrive, sordi a ogni tipo di offerta la collaborazione e gestione condivisa delle questioni emergenti.
Del resto, mettiamoci nei panni di chi ha votato Cassì e di quanti hanno espresso la loro contrarietà al PD o ai 5 Stelle o ai partiti tradizionali: perché costoro dovrebbero assistere a scelte condivise con esponenti politici e partiti dei quali non hanno condiviso linea politica e scelte amministrative, a livello non solo locale?
Saremo poco pratici della politica, ma non si comprende questa strategia di opposizione che opposizione non è, non si comprende perché non si sceglie una linea unitaria di alleanza con l’alleato di governo, non si comprende perché non si fa opposizione dura, come la farebbero il PD e i suoi uomini migliori.

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