Solo pochi gli spunti dell’ultimo consiglio comunale normale dell’anno, le altre sedute saranno dedicate al bilancio

L’anno si è chiuso, per le sedute di Consiglio comunale, nell’appiattimento più totale, interventi delle opposizioni che, salvo quelli dei consiglieri Mauro e Bennardo, sono solo perdite di tempo, il capogruppo del PD lascia trapelare le sue competenze ed esperienze di fondo quando parla, ma anche la sua opposizione non merita questo nome perché non affonda sulle problematiche vere dell’amministrazione, forse per ordini di partito, possibilmente in funzione di future alleanze che consigliano di non esporsi, al momento, con chi potrebbe essere alleato un domani.
Gli interventi nello spazio dedicato alle comunicazioni sono stati tutti oscurati da quello del consigliere Podimani che ha chiesto spiegazioni sulle voci dell’aggressione verbale e delle minacce ad un consigliere comunale.
Sulle prime, Cassì, come il Presidente del Consiglio, voleva glissare sull’argomento, la chiara ammissione del protagonista Bennardo non ha avuto seguito nella seduta, il putiferio si è scatenato successivamente, e non accenna a spegnersi se è vero che della questione se ne sta interessando la stampa nazionale e ci sarà, forse, una interrogazione parlamentare.
Per il resto, amenità, sulle problematiche sollevate per le risposte degli amministratori, come nel caso della richiesta di chiarimenti per la convenzione che vede il Comandante dei Vigili Urbani autorizzato ad esercitare il suo ruolo per 4 giorni alla settimana a Messina e un solo giorno dedicato a Ragusa, anche in collegamento da remoto.
L’assessore al ramo ha parlato di tutto, delle nuove sedi di presidio a Marina di Ragusa e in piazza San Giovanni, di formazione, di sua presenza politica assidua al Comando, ma nulla ha detto, né è stato sollecitato a farlo, sulle motivazioni della scelta dell’amministrazione di concedere la convenzione con il Comune di Messina, lasciando, comunque, sguarnito il nostro Comando.
5 punti all’Ordine del Giorno, 4 dei consiglieri del PD, 3 mozioni e un atto di indirizzo, e un atto di indirizzo del consigliere Bitetti, di Fratelli d’Italia.
Bocciata la mozione dei consiglieri Calabrese e Chiavola per l’istituzione urgente di corsi per autodifesa per le donne, bocciata la mozione per lo studio di dettaglio per Marina di Ragusa. Come pure l’atto di indirizzo relativo al conferimento di incarichi dirigenziali per la società Iblea Acque.
Soliti atti presentati dal PD, sostanziali forzature che la maggioranza mai avrebbe approvato, nel solito clima per il quale gli atti, mozioni, atti di indirizzo e ordini del giorno, dovrebbero essere trattati solo dai componenti il consiglio, senza interventi, non richiesti, dell’amministrazione, condizionanti, che dovrebbe solo subire l’esito degli atti. Invece, spesso, dall’amministrazione arrivano chiare indicazioni per la non approvazione.
Uno solo l’atto approvato, la mozione per il ripristino e la riqualificazione della fontana di piazza Silvestro Schininà, piazza Fonti, ma con tutti i distinguo del caso, come in altre occasioni.
Un consigliere propone di intervenire per lo stato di grave degrado di una antica fontana, fra i simboli più importanti della città: considerata la gravità del caso occorrerebbe solo votare favorevolmente per un intervento immediato, riparatore, che riporti decoro e restituisca pulizia alle vasche colme di acqua putrida.
Invece fiumi di parole, inserimento dell’intervento nel contesto di un programma di recupero di tutte le espressioni di arte urbana, modifica dell’atto, al quale si sottopone il proponente, discorsi su fontanelle in ghisa e in pietra, su regolamento per il decoro urbano, tutto per lasciare il tempo possibile e immaginabile ad una amministrazione che non è intervenuta per 5 anni e continuerà a cincischiare per fare le cose se e quando ritiene opportuno.
Così come i consiglieri proponenti non hanno mai l’attenzione di portare a conoscenza della stampa i contenuti gli atti, anche in aula l’atto è stato emendato per ricondurlo alle strategie di comodo dell’amministrazione e non essere impegnati alle richieste del consigliere, ove approvate, ma non è stato nemmeno letto in aula, tanto molti votano alla cieca: qualche consigliere, alla richiesta delle modifiche, che pure ha votato, non ha saputo fornire dettagli.
Stesse discrasie per l’atto di indirizzo del consigliere Bitetti che ha fatto sua una proposta lanciata tempo fa dai giovani di Gioventù Nazionale e, come annunciato, fatta propria da Fratelli d’Italia.
Al di là dell’inserimento della proposta in un più vasto piano di riqualificazione di spazi urbani, che comprende la piazza Lupis, quella del bar Tamanaco, già oggetto di specifiche attenzioni del competente assessorato che, su ogni intervento ci aveva già pensato, ci stava già lavorando, si stava preparando un progetto, c’era l’intenzione di intervenire e via dicendo, la riqualificazione della piazza Solferino, nelle intenzioni del proponente doveva essere al centro di un concorso di idee.
L’amministrazione, invece, tanto la gira che distrae il proponente e riconduce il concorso di idee all’ascolto della gente, per suggerimenti e, appunto, idee.
Riteniamo, invece, che lo spirito del concorso di idee, quello proposto dai giovani di Fratelli d’Italia, sia quello canonico: un concorso di idee, per specialisti del settore, ingegneri, architetti, urbanisti che propongono un progetto che viene esaminato, giudicato da apposita giuria e reso operativo, secondo le normative, dall’amministrazione che, teoricamente, non ci mette naso, se non per le formalità burocratiche.
Invece, tanto rimescoliamo la salsa fino a ricondurre tutto entro i binari di regime.

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