Era stato citato direttamente a giudizio per il il reato di appropriazione indebita. La notizia era stata tirata fuori nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del sindaco della Città di Ragusa.
Maurizio Tumino, dopo un travaglio durato settimane, era stato incoronato candidato della coalizione di centro destra, direttamente da Gianfranco Miccichè, aveva ricevuto l’appoggio incondizionato della Lega e di buona parte delle componenti di destra, con la sola esclusione di Fratelli d’Italia che, dal primo minuto, aveva abbracciato la candidatura Cassì. In Forza Italia giocherellavano solo i saltimbanchi abituati a gironzolare fra centro sinistra e centro destra, attirati da candidati che ritenevano più morbidi per i loro beceri disegni da vecchia e piccola politica.
Maurizio Tumino ottenne una più che dignitosa affermazione personale, se i traditori all’interno di Forza Italia si fossero impegnati per la colazione, il risultato sarebbe stato, forse, diverso, non è da escludere che la vicenda giudiziaria, tirata fuori quando non c’era più tempo nemmeno di spiegare bene le cose, possa avere influito, anche se, dal primo momento, ci si rese conto di trovarsi davanti ad un episodio paradossale per la sia inconsistenza.
Chi scrive fu invitato e assistette alla conferenza stampa convocata, al comitato elettorale, da Maurizio Tumino, ma non ritenne nemmeno di scrivere un articolo, tanta la banalità dei contenuti della vicenda.
Pochi sarebbero stati i capi di accusa su Maurizio Tumino, tali da poterli considerare in capo al soggetto, quelli della citazione a giudizio erano veramente assurdi.
Veniva da ridere pensando che uno stimato professionista e imprenditore si fosse appropriato indebitamente di attrezzature edili usate, senza volerle restituire.
Ma era tempo di una campagna elettorale tiratissima e a qualcuno venne facile tirare fuori una vicenda del tutto personale, che si trascinava da settimane, per danneggiare quello che veniva considerato nella ristretta cerchia dei favoriti nella corsa a Palazzo dell’Aquila.
Esattamente un anno fa, Maurizio Tumino si disse tranquillo dell’esito della vicenda e che tutto si sarebbe risolto in una bolla di sapone.
Per la stessa tranquillità e certezza dell’esito, oggi la notizia ci ha lasciato indifferenti, solo l’amaro in bocca per una competizione che, forse, qualcuno, ha voluto turbare, a fini, forse, nemmeno strettamente personali, ma esiste una giustizia divina che, prima o dopo, mette tutto a posto.
L’avv. Fabrizio Cavallo, difensore di Maurizio Tumino, ha inoltrato una nota per la stampa nell’interesse del suo assistito, anticipando che, a breve, lo stesso convocherà una conferenza stampa per spiegare i dettagli della vicenda giudiziaria alla quale si è dichiarato, sin dall’inizio, estraneo.
Questo il contenuto della nota:
Maurizio Tumino, già candidato a Sindaco della città di Ragusa alle scorse elezioni amministrative, difeso dall’avv. Fabrizio Cavallo, stamattina è stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita “perché il fatto non sussiste”.
L’ing. Maurizio Tumino era stato raggiunto da un decreto di citazione a giudizio emesso dalla Procura della Repubblica di Ragusa nell’aprile 2018, con il quale è stato chiamato a rispondere dell’accusa di appropriazione indebita commessa in danno di un altro imprenditore.
Il difensore aveva chiesto che il suo assistito venisse giudicato con le forme del rito abbreviato.
Il Tribunale di Ragusa, all’esito dell’udienza celebratasi stamattina, ha prosciolto con formula piena l’imputato da ogni accusa.
A breve Maurizio Tumino convocherà una conferenza stampa per spiegare i dettagli della vicenda giudiziaria, alla quale si è dichiarato, sin dall’inizio, estraneo.
