Governo regionale in balia delle onde, formazione e sanità nell’occhio del ciclone

Attacchi concentrici dei 5 Stelle regionali contro il governo Musumeci.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Francesco Cappello, a margine della seduta d’Aula di Palazzo dei Normanni in cui è in discussione il ‘collegato’, esorta il Presidente Musumeci a valutare l’uscita di scena per l’inconsistenza della maggioranza in frantumi anche per un nonnulla.
“Dalle uscite di Armao – ricorda Cappello – ai malumori degli stessi esponenti di Diventerà Bellissima in tutta la Sicilia per le opinabili scelte di rimodulazione della rete ospedaliera dell’assessore Razza, ai mancati numeri in Aula, sono tutti segnali tangibili che testimoniano lo stato di pessima salute di Governo e maggioranza regionali.

Sul fronte della decisione da parte della Corte di Giustizia UE di rigettare il ricorso dell’Italia contro la riduzione dei fondi del FSE in Sicilia “è uno schiaffo finale violentissimo non solo alla dirigenza siciliana nella gestione dei fondi Ue, ma purtroppo anche ai siciliani e al mondo della formazione, perché certifica senza appello la mangiatoia della politica ai danni della formazione”.
Lo ha dichiarato l’eurodeputato Ignazio Corrao in merito alla decisione definitiva della Corte di Giustizia Europea, a seguito dell’impugnazione proposta dall’Italia nell’aprile 2018, con cui vengono definitivamente sottratti alla Sicilia 379 milioni di euro relativi al FSE 2000-2006.
“I fatti risalgono all’epoca oscura della formazione siciliana – sottolinea Corrao – in cui irregolarità, assenza di controlli e gravi carenze hanno consentito di far sparire fondi per la formazione.
Progetti presentati dopo le scadenze, consulenti esterni privi di qualifiche, spese non attinenti ai progetti, attività formative false, violazioni sistematiche negli appalti e nelle selezioni di docenti, esperti e formatori hanno alimentato un sistema che è divenuto a pieno titolo una vera e propria truffa colossale all’Ue con i soldi dei siciliani”.
“Adesso – sottolinea ancora l’eurodeputato – vogliamo sapere dove sono andati a finire questi soldi e chi deve pagare per questo danno gravissimo alle casse siciliane.
Chi ha sbagliato non la deve passare liscia. Bisogna andare in fondo a questa vicenda, sapere chi ha la responsabilità di aver perso questo denaro.
Pretendiamo la lista dei soggetti che hanno ricevuto impropriamente i soldi del Fondo Sociale Europeo dal 2000 al 2006 e ci attiveremo per chiedere un intervento della Corte dei Conti sui responsabili regionali delle ‘gravi carenze relative alla gestione e al controllo dell’intervento finanziario del FSE’” conclude l’europarlamentare M5S.

Parimenti critici i 5 Stelle sul fronte della sanità: “Molte aziende sanitarie e ospedaliere siciliane ancora senza vertici. Ospedali vergognosamente bloccati dagli interessi dei partiti”

“Dopo l’ultimatum, ed il penultimatum, all’assessore Razza suggeriremmo di mettere in cantiere anche un terz’ultimatum per la nomina dei vertici della sanità siciliana, visto che ad oggi in parecchie aziende sanitarie ed ospedaliere siciliane mancano i direttori generali e sanitari, con notevoli e deteriori contraccolpi alla gestione di ospedali e servizi”.

Lo affermano i deputati M5S Cappello, Pasqua, Siragusa e De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars, atteso che ad oggi si attendono le nomine dei direttori sanitari ed ammnistrativi alle Asp di Catania e Siracusa, ai policlinici di Palermo e Messina e Catania (in quest’ultima manca pure il direttore generale) e all’azienda ospedaliera Cannizzaro.

“Temevamo, come puntualmente poi avvenuto – afferma il capogruppo Francesco Cappello – che bisognasse attendere il responso delle Europee prima del via libera alle nomine, in ossequio ai nuovi equilibri dettati dalle urne.
Evidentemente questi equilibri risultano ancora assai precari e paralizzano in maniera vergognosa le scelte, mortificando le legittime aspettative dei siciliani. Musumeci e Razza non possono continuare a posporre gli interessi dei siciliani alle beghe di partito, facciano atti concreti, e li facciano subito, invece di dedicarsi a improbabili e velleitarie manovre politiche che strizzano gli occhi a chiunque possa, a loro modo di vedere, rinsaldare le loro traballanti poltrone”.

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