Situazione politica del tutto precipitata in provincia, i partiti maggiori senza guide adeguate stanno dando vita scene penose dappertutto, le vicende giudiziarie che, ormai, a livello regionale, abbracciano tutti i partiti del centro destra, rendono quanto mai incerto il futuro di una coalizione che si vorrebbe imporre come maggioranza in diversi centri.
Il fattore deprimente è che tutto avviene con contorni del tutto discutibili e con gestioni, anche dell’ordinario, che lasciano da ridire se non cadono del tutto nel ridicolo.
A Modica le trombe del passaggio in Forza Italia della sindaca, e dei suoi più fedeli collaboratori a palazzo San Domenico, hanno smesso di suonare
In queste ore tutti predicano che il sindaco non ha più la maggioranza ma, in verità, non l’ha mai avuta dopo la rottura con la DC: 5 consiglieri civici passati in Forza Italia, cinque civici di sigle diverse non potevano essere maggioranza se non con l’ausilio dei due di riferimento del PD, e con l’esponente eletto nella lista della Castello e in predicato di passare nel Movimento di Raffaele Lombardo.
Una estrema forzatura parlare di maggioranza già prima per una sindaca senza identità personale, nata come assessore e sindaca di Ignazio Abbate, ora diventata sindaca di Nino Minardo.
Oggi c’è l’uscita dalla maggioranza di Voce Libera, Giorgio Civello, ex DC di Abbate, Margherita Cascino e Michelangelo Aurnia avevano chiesto l’azzeramento della giunta per dare una scossa alla città, arrivando a rifiutare il posto in giunta, lo stesso che la sindaca non ha voluto mettere in discussione per nessuno dei suoi attuali assessori.
Dignità politica vorrebbe che il sindaco facesse un passo indietro, con le dimissioni, ma dignità politica dovrebbero esprimere anche tutte le opposizioni con una mozione di sfiducia che sarebbe consentita dai numeri.
Fino a quando non ci sarà questo sussulto di qualcuno delle due parti, si vivrà un teatrino destinato a molte puntate prossime.
A cominciare dalle dichiarazioni della sindaca che dice: “Gli Assessori stanno lavorando bene, e la città sta bene”
Il fatto grave è che il malessere non è solo dell’amministrazione ma dei partiti che avrebbero la pretesa di governare, Forza Italia aveva dichiarato “La necessità di adeguare la squadra di governo cittadino alle nuove sfide e di armonizzarla con lo schema politico vincente alle recenti elezioni provinciali, che hanno confermato la solidità e la coerenza della coalizione”, ma sembra che la situazione sia sfuggita di mano, come comprato anche dai fatti di Scicli, di Ispica e di Ragusa e dall’immobilismo che si registra alla Provincia dove il ruolo dei civici passati in Forza Italia, segnatamente di Cassì e della Monisteri, è sfumato e dove la presenza di Forza Italia nemmeno si avverte.
A complicare le cose le fibrillazioni interne di Fratelli d’Italia, la sempiterna fibrillazione fra le correnti Assenza e Sallemi, un partito che, in questo clima da operetta, dovrebbe imporre il suo prestigio, la sua storia, la sua autorevolezza e invece manda in giro soggetti che con Fratelli d’Italia dovrebbero avere poco a che fare.
Appena si è sentito odore di poltrona al Comune di Modica, si è scatenato l’inferno.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Marco Nanì, si era presentato al tavolo con il distensivo gesto di offrire sostegno esterno, per rendere meno incandescente il clima.
Ma la sindaca fa emergere una preventiva visita di un esponente di Fratelli d’Italia, già consigliere comunale a Modica, che si sarebbe presentato a nome del coordinatore provinciale del partito, Moscato.
Non è stato detto quali fossero state le richieste, ma si è trattato di un chiaro tentativo di delegittimazione del coordinatore comunale che ha preferito abbandonare il tavolo per raccordarsi con il partito.
Uno spettacolo disdicevole, i panni sporchi si lavano in casa, un segnale che la coalizione è più affollata in un cortile napoletano che in austero tavolo politico.
E non va meglio nel capoluogo.
