Chiavola e D’Asta ci vanno giù duro sulle questioni giudiziarie del Comune, fra gli aspetti fantozziani della comunicazione di palazzo

Botta e risposta fra i consiglieri del Partito Democratico al Comune di Ragusa e il Sindaco Cassì, sulla questione delle indagini giudiziarie che riguardano il Sindaco e alcuni dirigenti e funzionari del Comune
Una vicenda che potrebbe essere già dimenticata, in fiduciosa attesa delle risultanze delle indagini, e che viene, invece, alimentata nelle illazioni e nelle domande dei cittadini da queste querelle.

Circolava notizia, già dalla serata di ieri, di una nota di replica del Sindaco della quale, purtroppo, non siamo a conoscenza perché non siamo privilegiati, come peraltro acclarato da dichiarazioni passate del portavoce del sindaco ad alcuni assessori sulle diverse valutazioni delle varie testate, dal fantozziano apparato di comunicazione del primo cittadino che si è perso fra comunicati stampa che hanno girato fra Ufficio stampa, la segreteria  del sindaco e “mail list non aggiornate o diverse da quelle dell’ufficio stampa”.

Non possiamo, quindi, valutare la replica di Cassì alle sollecitazioni dei due consiglieri PD, ma possiamo dire che, per gli stessi, è stata insoddisfacente, considerato il tenore della controreplica di oggi che riportiamo integralmente:

LA VICENDA GIUDIZIARIA, IL CASO POLITICO E LA RISPOSTA DEL SINDACO DI RAGUSA CHE CONTINUA A FARE FINTA DI NON CAPIRE: I CONSIGLIERI DEL PD CHIAVOLA E D’ASTA CONTROREPLICANO AL PRIMO CITTADINO: “LA CITTA’ E I CITTADINI ATTENDONO DI CAPIRE COSA ACCADE NEL PALAZZO”

“Crediamo che il sindaco dovrebbe giocare un poco meno con le parole, soprattutto quando si parla di fatti di sostanza che riguardano il nostro Comune (e una vicenda giudiziaria che interessa vari settori dell’ente riteniamo sia tra queste) e pensare, piuttosto, a spiegare come stanno le cose, invece di lasciarsi andare a manovre di timido ed insufficiente giustificazionismo che non gli riescono bene”.

Così i consiglieri comunali del Pd Mario Chiavola e Mario D’Asta controreplicano al primo cittadino di Ragusa dopo la sollecitazione a riferire in aula, sul piano politico, che cosa stia accadendo a palazzo dell’Aquila dopo l’intervento della magistratura.

“Il sindaco – evidenziano i due consiglieri dem – da quello che dice fa finta di non capire.
È fin troppo evidente che quando parliamo di “immobilismo” ci riferiamo all’atteggiamento tenuto sulla questione dalla sua amministrazione che ha il dovere di riferire in aula,
lo ribadiamo, con maggiore compiutezza di quanto non abbia fatto finora.
Settore per settore, servizio per servizio: cosa è successo?
Mentre quando facciamo cenno a “strani movimenti” sono quelli che stanno caratterizzando, in queste ultime settimane, i passaggi di personale da un settore all’altro.
Quindi quale sarebbe la contraddizione lampante contenuta nella nostra nota?
Il sindaco, forse, farebbe bene a leggere più approfonditamente le prese di posizione dell’opposizione piuttosto che lasciarsi andare a interpretazioni di massima non condivisibili”.

“Per quanto riguarda il riferimento alla speculazione di quella che il primo cittadino definisce certa politica – continuano i due rappresentanti del Pd – rispediamo al mittente ogni insinuazione.
Caro sindaco, noi agiamo per conto della città e dei cittadini. E se in città c’è un Comune che fa i conti con alcune inchieste giudiziarie che interessano alcuni settori dell’ente, è chiaro che pretendiamo dal capo politico di questa amministrazione dei chiarimenti specifici e delle risposte rassicuranti.
Il sindaco sembra non avere chiari i concetti da noi esposti, senza tirare in ballo i limiti imposti dalla legge che conosciamo benissimo.
Una cosa è la questione giudiziaria in sé stessa, per la quale si impone la massima prudenza e di cui attendiamo gli sviluppi, un’altra è la problematica politica derivante dalla questione giudiziaria stessa rispetto a cui il primo cittadino non può fare spallucce ma è chiamato a fornire chiarimenti alla città.
Come intende gestire gli uffici interessati dalla vicenda giudiziaria?
Che ripercussioni si rischia di avere in quei settori? L’attività sta proseguendo regolarmente oppure è bloccata? E se la stessa sta proseguendo, in che modo? Con i funzionari e i dirigenti indagati oppure con altri che li sostituiscono?
Poche e semplici domande ma che forniscono esattamente il senso di ciò che i ragusani si aspettano di sentir dire da lei.
Attendiamo che qualcosa accada nel corso della prossima seduta del Consiglio comunale”.

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