Il Commissario della Lega in Sicilia, il sen. Stefano Candiani, nomina i responsabili regionali e i commissari provinciali

Non sono sopiti gli appetiti per far parte della Lega siciliana, che hanno creato tensioni e rivalità fra esponenti diversi che sgomitavano per assumere posizioni di ledership.
Una situazione non certo edificante e vantaggiosa per un partito che in Sicilia deve ancora radicarsi, anche se agisce forte del consenso dilagante che si riscontra in altre parti d’Italia.
La situazione appare complicata perché non si procede, ancora, ai congressi locali per eleggere, in maniera democratica, i vertici comunali, provinciali e regionali.
Per ora, sono stati nominati, dal Commissario regionale, i responsabili regionali e i commissari provinciali: Candiani ha dichiarato che “per la Lega in Sicilia si apre una nuova stagione ricca di entusiasmo con tanti volti nuovi che credono nel buon senso e nella politica di Matteo Salvini, fuori da equilibrismi ed alchimie ma vicini ai cittadini. Con il nuovo organigramma, dunque, si definisce la struttura Lega Sicilia che vede la nomina di un Direttivo Regionale e di Commissari provinciali i quali saranno il punto di riferimento per militanti, sostenitori e simpatizzanti. La forza della Lega sta proprio nel rispetto dei ruoli e delle gerarchie, la voce è soltanto una, quella di Matteo Salvini, non esistono situazioni autoreferenziali né cariche improvvisate, tutto deve necessariamente passare per i Commissari Provinciali e il Direttivo Regionale”.

Ufficializzati i nomi dei commissari provinciali, con l’annuncio della nascita di un direttivo regionale del Carroccio.
Responsabile regionale per l’organizzativo è Massimo Gionfriddo, chi si occuperà del tesseramento sarà, invece, Massimiliano Rosselli, mentre tesoriere sarà Saverio Cuci.
Confermati Rosselli ad Agrigento, Aiello a Caltanissetta, Carrà a Catania, Francilia a Messina e Triolo a Palermo.
A Enna nominato Giuseppe Savoca e a Siracusa Matteo Leandro Impelluso, mentre a Trapani il nome confermato è quello di Bartolo Giglio. Fabio Cantarella commissario a Ragusa.

Quest’ultima nomina, che è quella che ci interessa più da vicino, conferma la leadership locale di Massimo Iannucci che gode di un ottimo rapporto con l’avv. Cantarella, per quanto ci riguarda ci sono ottime speranze perché siano evitate scelte calate dall’alto e salti sul carro del vincitore da parte di opinabili figure politiche.

I nervi sono tesi in più parti della Sicilia, molti intravedono nella Lega vincente il naturale sbocco alle ambizioni politiche e di sopravvivenza.
Ci sono faide interne, battaglie per la supremazia nei posti chiave del partito, molti malumori, all’insegna del dualismo fra i responsabili degli Enti locali, Igor Gelarda in Sicilia occidentale e Fabio Cantarella nella parte orientale, sullo sfondo dei sondaggi che danno la Lega di Salvini in forte ascesa.
In questo momento le tensioni emergono fra Gelarda di Palermo che ambisce al ruolo di referente regionale e le due neoelette al parlamento europeo, Annalisa Tardino e Francesca Donato.
La situazione più complicata è a Palermo, capitale dell’isola e, inevitabilmente, centro dell’attività politica.
All’eccessivo protagonismo di Gelarda, che ricordiamo è un ex 5 Stelle, è stato contrapposto, come commissario provinciale, Antonio Triolo, fino a pochi mesi fa referente per la Sicilia del Movimento sovranista di Gianni Alemanno, con un passato nel Fronte della gioventù, gradito alle deputate europee.
Dalla nomina del commissario cittadino di Palermo, si intuiscono le posizioni all’interno della Lega, divisa fra i militanti provenienti dalla destra e quelli provenienti dalla sinistra con un passato recente fra i 5 Stelle.
Nella capitale dell’isola, Candiani vorrebbe nominare Giovanni Callea, già presidente del Circolo della Lega di Palermo, ideatore della prima scuola politica del Carroccio in Sicilia e vicino a Gelarda fin dai tempi della militanza nel Movimento cinque stelle, un passato tra i grillini, con simpatie di sinistra lontane nel tempo e un ruolo di consulente artistico dell’era Cammarata al Comune, in sintesi un personaggio per tutte le stagioni che è inviso ai leghisti palermitani

Sulle tensioni in atto si è inserita la questione Rizzotto, il deputato regionale che ha aderito al gruppo parlamentare di ‘Ora Sicilia’, di Genovese, e che è stato espulso, da Candiani, con parole durissime.
A Rizzotto viene contestata una sostanziale inattività all’Ars ma in realtà in casa Lega non sono andate giù le manovre sotterranee messe in atto in occasione delle Europee: Rizzotto, infatti, avrebbe fatto asse con Luigi Genovese, tra i fondatori di ‘Ora Sicilia’, a sostegno del candidato leghista Angelo Attaguile, all’ennesimo assalto alla Lega di Sicilia.
Fra l’altro, la formazione ‘Ora Sicilia’ sarebbe nata con la regia del Presidente della Regione Musumeci e del suo assessore alla Sanità, Razza, per tentare una scalata ai vertici della Lega in Sicilia, oltrepassando quelli attuali.
Un tentativo che Candiani ha stoppato sul nascere, con parole non certo tenere sulle attuali politiche del governo regionale, non interessato ai corteggiamenti di Musumeci che avrebbe dovuto tenere in conto la Lega dopo l’appoggio per l’elezione e non ora che si presenta come il partito vincente.
Un ben servito a Musumeci e al suo governo e a Miccichè che coltiva rapporti con il Partito Democratico.

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