Il PD dei Territori: la firma di Nello Dipasquale nell’estremo tentativo di salvare il PD

In fondo, anche se nessuno vuole riconoscerlo, l’on.le Nello Dipasquale, anche nel PD, ha sempre recitato un ruolo da protagonista, sin dai tempi dell’abbraccio a Crocetta.
Esperienza politica da vendere, capacità, intuizione, tutte doti che in politica sono quanto mai importanti. Non era desueto pensare che, prima o poi, il parlamentare ragusano sarebbe intervenuto direttamente nella crisi del PD siciliano che, ancora, non si comprende se sia emanazione della crisi nazionale o concausa della stessa.
E lo fa nel momento topico, quando l’annullamento dell’elezione di Davide Faraone a segretario regionale segna il momento infimo di una storia siciliana del partito che sembra vicina al punto di non ritorno.
Lo fa in buona compagnia, con elementi di peso, ma mettendo la sua firma al progetto che, ancora una volta gira attorno al Territorio, ai Territori, che, da anni, nella strategia politica di Diapsquale costituiscono il motore della politica.
Nello Dipasquale, Michele Catanzaro, Giuseppe Arancio e Baldo Gucciardi, quattro deputati PD dell’Assemblea regionale siciliana, definiscono uno spazio per superare le logiche correntizie e isolare i progetti di scissione.
Sembra, a prima vista, una nuova corrente ma, in effetti, è un progetto contro le correnti.
Come avviene, spesso, in politica qualcuno non riesce a spiegarsi perché deputati regionali di correnti diverse si sono riconosciuti nel segretario nazionale Zingaretti, Catanzaro e Dipasquale erano renziani, hanno votato per Zingaretti, ma non hanno tagliato i ponti con Renzi e, soprattutto, con Faraone, è qui la risposta agli interrogativi, il concetto del superamento della litigiosità, in un momento nel quale o si ritrova l’unità a tutti i costi oppure è finita davvero. E disperdere un patrimonio del 22 % di consensi, al momento, non è cosa che politici di razza possono considerare possibile.
L’intento primario è quello di non dividersi e lo esprimono proprio quando Renzi e Faraone parlano di possibile scissione, lo esprimono ad autorevoli pezzi del partito che hanno voluto essere presenti alla conferenza stampa di Palermo, all’ARS, nel corso della quale è stato presentato il progetto ai giornalisti: ci sono Lillo Speziale e Gandolfo Librizzi, il renziano De Domenico e l’orfiniano Cafeo
Al telefono, Nello Dipasquale ci dice che si lavora da tempo al progetto, il fatto stesso di avere votato per Zingaretti e Faraone dimostra che, nella sua mente, il “superamento delle logiche correntizie” cova da mesi.
L’innovazione di Nello Dipasquale e dei suoi compagni di cordata è la creazione di uno spazio nuovo che è inclusivo e non divisivo, come avviene sempre in politica, un modo di fare sintesi nel momento più critico della storia del PD. Dice ancora Dipasquale, “Il Partito democratico non è morto, per i sondaggi è il secondo partito in Italia, altri governando stanno scomparendo”.
I nodi da sciogliere sono quelli di una possibile alleanza con i 5 Stelle, a Roma come a Palermo, qui per una strategia comune di opposizione che è solo tattica, non accordo politico.
Nello Dipasquale non smette di sottolineare il forte legame con i territori, da dove arrivano le istanze degli elettori, non a caso non sono presenti, per ora, le aree metropolitane. E aggiunge: “Senza esclusioni e preclusioni nei confronti di nessuno, aperti a progressisti e moderati, fuori dal Pd non c’è nessun tipo di progetto o di strategia”.
L’obiettivo è quello della scelta di un segretario condiviso, la stessa richiesta di dimissioni, da parte di Rubino, nei confronti di Lupo è scarsamente considerata, perché si guarda all’unità, ad un partito da cui nessuno deve uscire.

In giornata i quattro onorevoli hanno diramato una nota che riportiamo integralmente:

“Oggi a Palermo diamo vita ad un nuovo progetto politico tutto siciliano che ha l’ambizione di costruire all’interno del Partito Democratico un spazio politico che possa essere luogo di incontro degli iscritti, degli amministratori, dei parlamentari che ritengono prioritario occuparsi delle questioni politiche del territorio siciliano, degli enti locali, delle imprese agricole, artigianali, terziarie ed industriali della nostra isola, dei lavoratori, degli inoccupati e di chi un lavoro l’ha perso, dei soggetti svantaggiati, della tutela del patrimonio ambientale e della promozione del patrimonio artistico, archeologico e storico monumentale.
Un PD che deve affannarsi meno sulle logiche correntizie, impegnandosi a superarle:
MENO CORRENTI E PIU’ AZIONE POLITICA, per soddisfare la richiesta di aiuto e il bisogno di crescita dei singoli territori siciliani.
Il PD DEI TERRITORI riconosce e sostiene l’impegno del Segretario Nazionale per la crescita del PD, unica e seria alternativa a chi attualmente ci governa.
Occorre lavorare per la costruzione di un PD che sia davvero la casa di tutti: tanto dei progressisti quanto dei moderati, che condividono i principi di democraticità, di rispetto delle diversità, delle minoranze, della libertà di stampa, della tutela dei più deboli.
Un PD che crede in un’Europa unita, politicamente forte e solidale, che sia strumento ed opportunità di crescita del nostro tessuto produttivo, rendendolo più competitivo sia a livello nazionale che internazionale.
Vogliamo costruire un Paese che sappia tutelare l’ambiente, che giorno dopo giorno mostra i segni dei danni prodotti negli ultimi decenni.
Un Paese che non può essere relegato nel più totale isolamento in Europa e nel mondo a causa del linguaggio e dei messaggi del qualunquismo e banale populismo che hanno avuto il sopravvento in un momento di crisi economica.
Questo è il PD che vogliamo e di cui ha bisogno la nostra Sicilia, è il PD che tutti insieme, dal Segretario Nazionale Zingaretti all’iscritto di Lampedusa, dobbiamo riuscire a costruire.
Dedicarsi di più a questi temi e meno alle logiche delle correnti e delle componenti occupate troppo spesso esclusivamente nella gestione del potere.
Uno spazio politico che non vuole dividere ma fare sintesi all’interno del Partito Democratico, unire superando la logica delle correnti, senza esclusioni e preclusioni nei confronti di nessuno, e con l’intento anche di salvaguardare l’autonomia del Gruppo Parlamentare dalle dinamiche correntizie.
Noi ci crediamo e per questo ci impegneremo.

On. Arancio Giuseppe
On. Catanzaro Michele
On. Dipasquale Emanuele
On. Gucciardi Baldo

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