Squallido quadretto all’ARS durante la votazione sulla Legge di Stabilità: Musumeci sbrocca e si attira le critiche dell’intero parlamento

Per l’on.le Nello Dipasquale: ““Ormai inadeguato al ruolo abbia la decenza di dimettersi”

Caos all’Assemblea Regionale Siciliana, nel corso della votazione per la Legge di Stabilità: il presidente della Regione Nello Musumeci ha lasciato per protesta, al culmine di un intervento durissimo, i lavori dell’aula.
Il deputato Sammartino, di Italia Viva, chiede il voto segreto su un suo emendamento che trattava di contributi per lo sport,
Musumeci perde il controllo e dichiara: “Si vergogni Sammartino, in un momento nel quale la gente attende chiarezza dal parlamento siciliano, lei chiede di nascondersi dietro il voto segreto”, poi rincara la dose, scatenando la bagarre in aula: “Mi auguro – ha aggiunto infatti Musumeci – che di lei e di quelli come lei si possa occupare ben altro palazzo. Lascio l’aula per protesta”.
Il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché è stato quindi costretto a sospendere l’Aula.
Significative, alla ripresa, le sue parole, sottolineate da un applauso dell’Aula: “Nessuna persona può essere incolpato per il voto segreto. Se il voto segreto sarà abolito, sarà sempre una decisione di questo parlamento. Sono molto dispiaciuto – ha detto – per quello che ha detto il presidente. Sono in grande difficoltà a giustificare il presidente della Regione, e non lo giustifico. Questo è un intervento che non doveva essere fatto. Chiederò un chiarimento – ha aggiunto – sulle parole che lui ha detto. Spero lo faccia qua in Aula. Difenderò fino alla fine le prerogative di questo parlamento, nei confronti di chiunque.
Anche di fronte al presidente della Regione con cui ho un rapporto positivo e sto aiutando in tutti i modi.
È forse un momento di grande stress e di grande fatica. Può succedere, ma non può succedere nei termini in cui è accaduto. Questo parlamento ha ricevuto un’offesa”.

Forti le reazioni delle minoranze: “L’intervento di oggi del presidente Musumeci costituisce un’offesa grave e senza precedenti nei confronti di tutto il Parlamento siciliano. Apprezziamo la censura immediatamente espressa dal presidente dell’Ars Miccichè. Crediamo che mettere in discussione le prerogative di un Assemblea Parlamentare e offendere l’onorabilità dei suoi deputati, come ha fatto Musumeci, sia un comportamento irricevibile e incompatibile con l’alta responsabilità della funzione che ricopre” hanno dichiarato i capigruppo delle opposizioni in Assemblea regionale siciliana, D’Agostino, Fava, Lupo e Pasqua.

Nemmeno l’ombra di scuse da parte del Presidente che ha così commentato l’accaduto: “Mentre in Sicilia c’è gente che ha perso il lavoro e muore di fame, nel Parlamento siciliano c’è ancora chi si diverte con i giochini di Palazzo. Oggi l’ho detto in Aula, come sempre, senza ipocrisia e senza reticenze.
Lo ripeto: giudico eticamente vergognoso che un deputato possa chiedere il voto segreto durante l’esame di questa legge finanziaria, al posto di offrire ai siciliani chiarezza e trasparenza del proprio voto.
Il fatto è ancora più grave se si pensa che le proposte in esame sono state concepite per sostenere in emergenza coronavirus famiglie, imprese e associazioni, messe in ginocchio dalla più grave crisi del Dopoguerra. E pensare che le misure in discussione sono frutto di un mio confronto preventivo con tutti i capigruppo parlamentari e poi discusse e concordate in commissione Bilancio.
Basta con gli egoismi di partito sulla pelle dei siciliani! Il Parlamento deve essere la sintesi degli interessi legittimi della gente, non degli intrighi coperti dal voto segreto, mantenuto in vita soltanto in Sicilia”.

L’on. Nello Dipasquale, deputato del partito Democratico e segretario del Consiglio di Presidenza dell’Assemblea, ha così commentato l’accaduto:
“Ieri ho giudicato vergognoso che il presidente della Regione, in un momento così delicato, non fosse presente all’Assemblea Regionale Siciliana per seguire i lavori sulla legge di stabilità finanziaria, ma dopo l’esplosione di rabbia di cui oggi si è reso protagonista devo dire che ho compreso del tutto il personaggio: Musumeci è inadeguato al ruolo che ricopre e il presidente della Regione non può permettersi di insultare e minacciare il Parlamento siciliano. Abbia la decenza di ammetterlo e, conseguentemente, dimettersi”.

“Musumeci, evidentemente, non comprende qual è il ruolo di presidente della Regione – continua Dipasquale – perché se la sua presenza si concretizza con offese e minacce al Parlamento e ai deputati che legittimamente chiedono venga utilizzato lo strumento del voto segreto, allora vuol dire che ha perso il controllo e non credo sia giusto che il destino di 5milioni di siciliani sia nelle sue mani”.

“Il presidente della Regione, in senso lato – conclude il parlamentare dem – deve saper cercare la sintesi tra tutte le posizioni presenti in Assemblea e, invece, Musumeci offende e minaccia.
Continueremo a lavorare con responsabilità alla legge di stabilità finanziaria perché serve ai siciliani, cosa che non si può dire di Musumeci, ormai inutile e dannoso”.

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