Sulla questione Iblea Acque, una grillinata serve per smaltire le tensioni e la serietà delle questioni

Un comunicato congiunto dell’on.le Stefania Campo e del consigliere comunale Sergio Firrincieli sulla questione Iblea Acque.
Premettiamo che avremmo preferito, per l’argomento, leggere un intervento del coordinatore provinciale Federico Piccitto, considerati anche le posizioni morbide assunte, finora, sulla questione, in particolare dal consigliere comunale nei confronti del Presidente del Comitato del controllo analogo di Iblea Acque e della SRR.
Nulla da eccepire sugli interessi che si muovono contro l’acqua pubblica, anche se l’intervento di una multinazionale, a precise condizioni, eliminerebbe problemi di ogni tipo, manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti idriche e fognanti, bollettazione e controllo dei consumi idrici, oltre alle inevitabili questioni di assunzioni e gestione del personale che sarebbero tolti alla mano pubblica, con innegabili vantaggi per la comunità.
Surreale l’affermazione della Campo e di Firrincieli quando parlano di trasparenza che solo il pubblico potrebbe garantire: sembra vengano da Marte.
Assodata l’esigenza di lasciare l’acqua in mano pubblica anche per rispettare la volontà popolare (95% per l’acqua pubblica) espressa con il referendum del 2011 e che deve essere garantita senza tentennamenti, va fatta una riflessione sul passaggio riguardante i sindaci dei Comuni iblei.
Hanno sì operato “affinché la gestione dell’acqua non venisse ‘regalata’ a grandi aziende nazionali o addirittura a multinazionali del settore: con caparbietà e lucida prospettiva politica hanno saputo fare squadra per difendere gli interessi fondamentali dei propri concittadini”, come dicono Campo e Firrincieli, ma va considerata la palese incapacità al rispetto delle regole e della legge o, peggio la sfrontata volontà di fare ciò che vogliono in barba alle regole e alla legge.
Tutti i problemi sul tappeto, nomine, incarichi, concorsi, esposizioni indebite dei Comuni, il caos attualmente esistente per manutenzioni, interventi straordinari, bollettazione e controlli sulle utenze e su chi utilizza l’acqua senza nessun controllo, sono tutte cose a carico dei sindaci che, in molti casi, fanno finta di non vedere e di non sapere.
Ma di questo fatto Campo e Firrincieli sembrano non preoccuparsi.
Chi scrive è convinto che la perdita eventuale dell’ing. Poidomani dal vertice di Iblea Acque sarebbe, comunque, una iattura per il territorio: competenze, signorilità, modi fare, conoscenza della politica e della materia, smisurata esperienza, andrebbero perse con conseguenze incontrollabili per il settore.
Un soggetto che dovrebbe essere comunque preservato, anche in considerazione che la nota dei competenti uffici della Regione fa trapelare un procedimento finalizzato alla verifica dell’incompatibilità degli incarichi affidati all’ing. Franco Poidomani, incompatibilità da qualcuno autorevole messa in discussione, ma non è sentenza definitiva.
I pentastellati strumentalizzano la cosa, si chiedono perché questa comunicazione della Regione arrivi a distanza di più di un anno, come se non conoscessero i tempi della Regione.
Si preoccupano di un supposto accanimento da parte di alcuni esponenti politici locali nei confronti dell’attuale amministratore, ignorando, scientemente che, eventualmente, l’accanimento è contro uno o più sindaci.
Da buoni grillini mettono in dubbio la ricerca di correttezza e legittimità amministrativa che loro, per primi, dovrebbero ricercare e perseguire, paventando, more solito, interessi particolari o addirittura l’obiettivo di far subentrare al posto dello stesso Poidomani qualche vecchio politico.
Al riguardo, anche dopo le esperienze pentastellate, da Ragusa a Palermo, fino a Roma, meglio un vecchio politico che le meraviglie alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni.
Parlano, in maniera inconsulta, di guerra interna ai partiti del centrodestra, ma non vanno al cuore del problema: tutti i sindaci, non uno solo, hanno avallato tutto quanto riguarda Iblea Acque, dalla costituzione alla nomina dei vertici, fino ai concorsi per il personale.
Per stessa ammissione dell’avv. Cassì, ci sono stati errori che, addirittura. si sono riproposti, e i sindaci sono rimasti indifferenti: rivoluzionari come i 5 Stelle non dovrebbero preoccuparsi solo a che Iblea Acque non si trasformi in un bacino elettorale ad appannaggio di una certa politica locale, tanto per primi i 5 Stelle adotterebbero i metodi tradizionali della vecchia politica, dovrebbero chiedere il commissariamento immediato della società, togliendola dalla mani dei sindaci che hanno ampiamente dimostrato incapacità amministrativa o colpevole e grave cosciente indifferenza di fronte a tutto quello che sta avvenendo, segnalazioni della Regione comprese che non sono solo bollettini metereologici.
12 sindaci di fronte alla ormai pubblica evidenza di errori e di gestione superficiale che non parlano, non si esprimono e continuano a riunirsi solo per mettere pezze alle malefatte, e i 5 Stelle giocano a mosca cieca, cercando di indentificare chi ha inoltrato segnalazioni alla Regione, quali possibili interessi si celino dietro, senza andare ai veri responsabili dello sfacelo.
Anche perché, come dice qualcuno, addentro alla politica e alla questione, tutto quello che sta venendo fuori è solo la punta di un enorme iceberg.

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